VAREGO – Dalla fossa

Pubblicato il 06/11/2013 da

E’ ancora difficile e azzardato catalogare la musica dei Varego sotto un appellativo che potrebbe star loro molto stretto. Ottime le impressioni ricevute sino ad oggi dalla loro musica: l’esordio “Tvmvltvm” e l’EP “Blindness Of The Sun” hanno introdotto un modo di pensare musica eccentrico e imprevedibile, poco adatto ad orecchie superficiali o disattente, una vera e propria burrasca sonora fatta di progressive, sludge, sterzate hardcore e una folle libertà d’improvvisazione. Non solo, con Billy Anderson alla produzione e Jarboe come ospite speciale, i cinque liguri stanno dimostrando di avere tutte le intenzioni di dare al progetto un taglio maturo ed internazionale, andando a compiere quel salto che potrebbe arrivare già con il successivo lavoro. Metalitalia.com si è fatta largo nel loro mondo spirituale e ideologico con questa intervista, volta a conoscere meglio la band e a chiarire alcuni aspetti mistici che pervadono i due lavori, editi entrambi dalla crescente Argonauta Records.

varego - intervista - 2013


CIAO RAGAZZI, PARLATECI DEI VAREGO E DEL LORO PERCORSO MUSICALE IN ATTO. “TVMVLTVM” E “BLINDNESS OF THE SUN” SONO USCITI A BREVE DISTANZA L’UNO DALL’ALTRO, SINONIMO DI UNA VIA ARTISTICA CHE SEMBRA ESSERE GIA’ TRACCIATA…

“Intanto grazie per la bella recensione e per l’opportunità di questa intervista. Sì, diciamo che a conti fatti questo nuovo EP esce esattamente dodici mesi dopo il debut album, che per sua natura ha solitamente tempi di gestione molto lunghi, antecedenti l’effettiva data di uscita. Così ci siamo ritrovati a lavorare su nuovi pezzi, una sorta di intermezzo tra il nostro recente passato e quello che verrà. Quattro nuove canzoni che trovano il loro senso compiuto all’interno di un EP di breve durata, appunto, e che vogliono tracciare le coordinate di ciò che probabilmente sarà sia a livello musicale sia di concept lirico”.

SIETE RIUSCITI AD OTTENERE QUELLO CHE VOLEVATE SUL VOSTRO ALBUM D’ESORDIO? IN QUESTO SENSO, LA SCELTA DI AFFIDARVI ALLA VOSTRA ARGONAUTA RECORDS SI E’ RIVELATA VINCENTE?
“Sicuramente sì, abbiamo lavorato in prima persona per ottenere due fondamentali risultati: intanto, una certa visibilità in ambito promozionale, seguita poi da una diffusione effettiva del prodotto tramite strategici canali esteri – cito su tutti la collaborazione per la distribuzione in Nord America con Century Media. Ci occupiamo di merchandise e gestiamo ogni singolo aspetto relativo alla band in base alle nostre esigenze e tempistiche, penso ad esempio anche all’attività live”.

INDUBBIAMENTE SUONATE UN GENERE NON TROPPO COMUNE E DIFFICILMENTE IMMEDIATO, POCO ADATTO AD UN ASCOLTO IN QUALCHE MODO SUPERFICIALE. CON QUALI MOTIVAZIONI AVETE INTRAPRESO QUESTA AVVENTURA?
“Con le motivazioni di suonare qualcosa di genuino che entusiasmasse noi in primo luogo. Una volta appurato di avere per le mani dei pezzi che potevamo offrire anche al di fuori del tipico ambiente che caratterizza la band, la sua sala prove e la ristretta cerchia di amici che ti segue durante i primi passi, ci siamo mossi per rendere la cosa più definita e professionale, facendo le nostre scelte ‘strategiche’ “.

SCENDENDO NELLO SPECIFICO, HO TROVATO “BLINDNESS OF THE SUN” PIÙ CONCRETO E, PER CERTI VERSI, PIÙ PERSONALE DI “TVMVLTVM”. IN GENERALE, SI INTRAVEDE UN QUADRO COMPLETO CHE TENDEVA A LATITARE NELL’ESORDIO. PREMETTENDO CHE STIAMO PARLANDO DI UN EP A CONFRONTO CON UN VERO E PROPRIO ALBUM, SIETE D’ACCORDO SU QUANTO AFFERMATO?
“Sì, siamo sostanzialmente d’accordo, in primo luogo perché ‘Blindness of the Sun’ è stato composto con una maggior consapevolezza nei nostri mezzi e di conseguenza una visione più definita riguardo al risultato finale”.

MI E’ PIACIUTO MOLTO IL BRANO “THE FLIGHT OF THE I” CON LE SUE ATMOSFERE SOFFUSE, UN IMMAGINARIO CHE RICORDA UN SOLITARIO MARE NOTTURNO. PENSATE CHE SARA’ POSSIBILE INCORPORARE ANCORA QUESTE SOLUZIONI ATMOSFERICHE IN FUTURO?
“Intanto colgo l’occasione per permettermi di ringraziare pubblicamente Giovanni Sansone, uno stimato artista free-jazz di caratura internazionale, che con la sua tromba ha svolto un lavoro immenso, facendo sue le idee e l’attitudine dei Varego. Per il futuro non ci precludiamo nulla, anzi, questo EP è proprio nato dall’esigenza di voler approcciare alcune idee per poi svilupparle in un successivo momento”.

A VOSTRO AVVISO, COSA DEVE ASSOLUTAMENTE POSSEDERE UN BRANO DEI VAREGO?
“A livello musicale deve sempre essere improntato verso un concetto ‘progressive’, mentre dal punto di vista delle atmosfere, è fondamentale che i nostri pezzi abbiano sempre una certa valenza ‘drammatica’, che sprigioni tensione ed epicità al tempo stesso”.

DI COSA PARLANO I VOSTRI TESTI? ESISTE UN PARTICOLARE MESSAGGIO CHE VOLETE TRASMETTERE CON LE VOSTRE COMPOSIZIONI?
“I Varego sono a tutti gli effetti una ‘concept band’. Nello specifico, trattiamo tematiche cosmiche che traggono linfa dai solidi stilemi fantascientifici di estrazione orrorifica. Alcune persone ci hanno fatto notare come la nostra musica si avvicina anche, a livello di concetto, all’idea di colonna sonora. E siamo sostanzialmente d’accordo”.

AZZECCATE LE COLLABORAZIONI CON ANDERSON ALLA PRODUZIONE E JARBOE ALLA VOCE, SORGE SPONTANEO CHIEDERVI SE AVETE INTENZIONE DI CONTINUARE A CHIAMARE OSPITI ILLUSTRI IN FUTURO…
“Le collaborazioni con Billy Anderson e Jarboe sono nate in primo luogo per soddisfare nostre esigenze artistiche. Il primo, in quanto autore di innumerevoli album immortali, la seconda in quanto autentica musa ispiratrice. Comunque, attitudinalmente, ci piace molto collaborare con artisti che possano dare un apporto importante alla nostra proposta musicale, vedi anche la copertina realizzata da Marco Castagnetto (ZenPunkArt.com, ndR) studiata e  pensata proprio in relazione ai brani del nostro EP”.

PENSATE CHE LA VOSTRA TERRA, LA LIGURIA, ABBIA IN QUALCHE MODO FATTO SENTIRE IL SUO PESO NELLA MUSICA CHE COMPONETE?
“Decisamente sì, la Liguria è una regione bellissima ma strana, ricca di contrasti e contraddizioni: la conformazione geologica (i monti a ridosso del mare), il carattere della gente (schiva ma solare), lo sfruttamento del territorio (acciaierie costruite a fianco di boschi o parchi). Tutti luoghi comuni, certo, ma che danno un’idea indicativa di come queste caratteristiche ‘forti’ siano entrate anche nella nostra musica”.

QUALI SONO STATE LE VOSTRE ESPERIENZE IN AMBITO MUSICALE PRIMA DEI VAREGO? COSA VI HA PORTATO A VOLER METTERVI IN GIOCO IN QUESTO TIPO DI PROGETTO?
“Tutti noi, un gruppo di amici, siamo stati da sempre, dagli anni ’90 cioè, molto attivi all’interno della scena underground della nostra regione, militando in diverse band e occupandoci di vari aspetti inerenti l’ambito musicale. Il cosiddetto ‘dietro le quinte’, per intenderci. L’idea primigenia di far nascere i Varego è nata un giorno nel 2009 quando, dopo esserci persi di vista per alcuni anni, ci siamo ritrovati assieme casualmente davanti a dei boccali di birra”.

STATE MUOVENDO I PRIMI PASSI ALL’INTERNO DI UN FITTO SOTTOBOSCO DI VALIDISSIME BAND ITALIANE. CHE IMPRESSIONI AVETE SULLA SCENA IN GENERALE? ESISTE QUALCHE FORMAZIONE CHE VI HA DATO O VI STA DANDO UNA MANO DAL PUNTO DI VISTA DEL PASSAPAROLA?
“In Italia esistono molte band davvero valide e, nonostante quello che si può pensare o sentire in giro, si riesce a metter su determinati tipi di collaborazioni sotto diversi aspetti. Il grosso problema è un altro, ovvero far uscire le proposte al di fuori del nostro paese. Spesso ci si imbatte in veri e propri ‘muri di gomma’ il cui atteggiamento trova poche spiegazioni in termini reali. Esistono molti amici che ci stanno dando una mano e comunque anche molti addetti ai lavori interessati a diffondere le nostre idee e la nostra musica, come voi ad esempio, proprio con questa intervista”.

ESISTONO ILLUSTRI COLLEGHI CON I QUALI VI PIACEREBBE CONDIVIDERE IL PALCO UN GIORNO?
“Certo, ti sparo un po’ di nomi grossi: Mastodon, Neurosis, Melvins e Tool”.

PER CONCLUDERE, VI CHIEDO QUALI SONO LE VOSTRE PROGRAMMAZIONI FUTURE. AVETE UN’IDEA CONCRETA SU QUALI SARANNO I PROSSIMI PASSI DEI VAREGO?
“A brevissimo una manciata di live, innanzitutto: il 29 settembre a Milano in compagnia di Nero di Marte e The Red Coil, e il 19 ottobre a Pavia con i Flehmen (l’intervista è stata fatta a inizio settembre, ndR). A seguire, ultimeremo una cover molto particolare di un brano che per noi significa molto, ma per adesso non anticipo altro. Successivamente ci metteremo al lavoro sui pezzi che andranno a costituire il nostro prossimo full, di cui abbiamo già tracciato una linea guida a livello lirico e musicale”.

 

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