VÁSTÍGR – Le Vie della Perdizione

Pubblicato il 30/05/2020 da

Sono piombati quasi dal nulla, i Vástígr, con il loro debut album “Aura Aeternitatis”: senza alcun tipo di uscita pregressa, il disco è stato dapprima pubblicato in autonomia sulla pagina Bandcamp della band, arrivando così alle sapienti orecchie della Avantgarde, che lo ha poi licenziato sotto la propria egida, come ci racconta Þ., al secolo Thomas Anzinger, giovane mente che si cela dietro il progetto austriaco (sebbene l’album sia stato registrato in Islanda ed è considerato a tutti gli effetti internazionale dal musicista). Di fatto una one-man band un po’ atipica, vista la presenza di altri due membri (già in Draugsol e Kaleikr), il progetto si rifà apertamente al sound partorito all’interno della scena black metal islandese, e ha convinto anche noi con cinque tracce atmosferiche ed eclettiche, dalle quali trasuda una mente aperta a diverse soluzioni che lasciano ben presasgire sul futuro del progetto. 

 

I VÁSTÍGR NASCONO NEL 2018, MA LA TUA ATTIVITÀ COME MUSICISTA È PRECEDENTE; INSOMMA, TUTTO AD UN TRATTO, SENZA EP O SPLIT O DEMO, ECCO ARRIVARE SUL MERCATO UN FULL LENGTH A VOSTRO NOME. SI TRATTA DI CANZONI CHE ERANO IN LAVORAZIONE PRIMA ANCORA DI CREARE IL PROGETTO E ADATTATE AD ESSO?
– Vástígr è nato durante delle sessioni di registrazione all’Emissary Studio (in Reykjavík, Islanda NDR). Inizialmente avevo scritto questo materiale come secondo album della mia vecchia band, gli Hāg, ma durante le registrazioni mi sono reso conto che era diventato qualcosa di completamente diverso, e che mi sarebbe sembrato sbagliato farlo uscire sotto il vecchio nome. È stato un nuovo inizio, rinvigorente e necessario, e sono molto contento di questa decisione.

COME MAI UN SOLO PROJECT E NON UNA BAND?
– Ci sono diverse ragioni. Come detto, “Aura Aeternitatis” nasce inizialmente come secondo disco degli Hāg. I due altri membri della band l’avevano lasciata nel 2017 e stavo cercando dei nuovi musicisti. Siccome avevo già pianificato di registrare il disco all’Emissary e conoscevo KH, che all’epoca era ancora nei Draugsòl, gli ho chiesto se gli andava di suonarmi la batteria nel disco. Attraverso lui sono entrato in contatto con I (in Zakaz, Cult of Lilith), che ha suonato il basso. Vista la distanza geografica e il fatto che entrambi sono coinvolti in altre band in maniera seria, abbiamo convenuto che loro sarebbero rimasti come session members, mentre io sono l’unico effettivo membro dei Vástígr.

COSA SIGNIFICA QUESTO NOME?
– Vástígr è norvegese antico, e si può tradurre come ‘via della perdizione’. Il nome mi ha colpito immediatamente quando l’ho scoperto. Ho studiato filologia nordica, e ho trovato accidentalmente questo termine in un libro di grammatica di norvegese antico, e mi sembrava perfetto per un progetto black metal.

TU SEI STABILE A VIENNA, MENTRE IL DISCO È STATO REGISTRATO IN ISLANDA, DOVE VIVONO GLI ALTRI MUSICISTI, COME DETTO ATTIVI IN ALTRI PROGETTI BLACK. DEL RESTO DAL DISCO TRASPARE UNA CERTA ATMOSFERA ISLANDESE. COME SEI CONNESSO CON QUELLA SCENA?
– Beh, quell’atmosfera ‘islandese’ ricade certamente nella produzione all’Emissary Studio, ma anche il fatto di essere stato composto in Islanda ha sicuramente contribuito, credo; e non dimentichiamo poi l’apporto degli altri ragazzi. Sono tutti fattori che hanno portato il suono del disco a quello che è. Anche se le canzoni erano già state completate quando siamo entrati in studio, molte aggiunte sono state spontanee, venute fuori quando eravamo già lì. Inoltre, avevo dato a KH e I completa libertà per quanto riguardava le loro parti. Sono assolutamente un fan del black islandese, un nerd quasi! E da qui anche la decisione di andare proprio in quello studio per registrare il disco.

VENIAMO DUNQUE AL DISCO. È STATO PUBBLICATO IN AUTONOMIA NEL SETTEMBRE 2019, E AVANTGARDE HA POI DECISO DI CURARE DELLE COPIE FISICHE RILASCIATE A FEBBRAIO. COME SIETE ARRIVATI A CONOSCERVI CON LA LABEL E COME TI TROVI A LAVORARE ASSIEME A LORO?
– Un paio di settimane dopo la pubblicazione a fine settembre stavo guardando le mie email e ce n’era una di Roberto in persona (Mammarella NDR), che mi chiedeva se ero interessato alla pubblicazione di copie fisiche del disco tramite Avantgarde. Dannazione, ho accettato immediatamente! Ho sempre sognato di poter lavorare con un’etichetta storica e prestigiosa come Avantgarde, anche se l’ho sempre creduto, appunto, un sogno. La proposta mi ha totalmente stupito ed emozionato, e posso solo spendere ottime parole per questa cooperazione, che sarà peraltro estesa anche ad almeno un altro album!

CI RACCONTI LE CINQUE CANZONI DI “AURA AETERNITATIS”? C’È UN CONCEPT LIRICO CHE UNISCE I BRANI?
– “Til Alle Veienes Ende” affronta la lotta contro la corrente, quale che ne sia il costo. Racconta la sensazione di una tempesta di neve che ti butta giù ma nella quale non ti arrendi e provi ad andare avanti fino allo stremo, anche se probabilmente finirà nel peggiore dei modi. “Ouroboros” descrive l’infinito ciclo della vita e il fatto che in qualche modo tutto si ripete, anche quando saremo ormai tutti sfumati nell’oblio. “The Mountain Spirit” è un inno agli spiriti liberi e spesso solitari, a chi osa andare controcorrente, che può essere tanto spaventoso quanto liberatorio ed estatico, accentando stoicamente le conseguenze, mentre “The Burden of Knowledge” accenna vagamente all’allegoria della caverna di Platone e descrive il percorso da percorrere per ottenere conoscenza e visione. La solitudine e il diventare un emarginato sono però i prezzi da pagare. Infine“Aurora Borealis” è la conclusione dell’album e un ultimo viaggio dello spirito solitario, amareggiato eppure inflessibile e orgoglioso. Non definirei “Aura Aeternitatis” un concept album, ma c’è sicuramente un fil rouge che lo attraversa, almeno a certi livelli. Comunque, incoraggio gli ascoltatori a crearsi una propria esperienza ed essere trasportati dalla musica piuttosto che seguire una traccia e delle aspettative.

SE DOVESSI DESCRIVERE LA TUA MUSICA, CHE PAROLE USERESTI?
– Lascerei volentieri la questione agli ascoltatori, visto che non stavo seguendo una particolare direzione mentre scrivevo l’album. È una musica che proviene dal cuore e dal bisogno di creare, ma ovviamente mi rendo conto che una caratterizzazione del genere può essere utile per conoscere una band che si presenta per la prima volta; in quest’ottica direi che l’appellativo che suona meglio è atmospheric black metal.

LE ATMOSFERE SONO FONDAMENTALI NELLA TUA MUSICA. QUANTO DEL TUO PAESE, L’AUSTRIA, RITROVIAMO IN QUELLO CHE SUONI?
– Bella domanda, non ci avevo mai pensato prima, perché questo progetto lo considero ‘internazionale’ e quindi non parte di una scena austriaca. Tuttavia, se dovessi pensare a un impatto che il mio paese ha o ha avuto sui Vástígr, è decisamente la sua natura, le sue foreste, le sue impressionanti montagne e i laghi.

COSA TI ISPIRA NELLA COMPOSIZIONE?
– Ho diverse fonti di ispirazione, anche se non sono sempre chiarissime neanche a me. Può arrivarmi un’intuizione inaspettata, e non è necessariamente qualcosa di specifico. Però generalmente direi che ascoltare musica continuamente, andare a concerti, fa continuamente fluire idee, vedere altri artisti creare atmosfere con le loro abilità. Anche stare in mezzo alla natura, o leggere libri, a volte anche film e videogiochi possono creare una scintilla.

QUAL È IL TUO METODO DI SCRITTURA?
– Ho diversi approcci per ogni progetto, ma con Vástígr tendo a sedermi con la chitarra e vedere che succede. Di solito trovo un riff o una nota o un accordo che risuona in una maniera particolare, e se mi sembra buono può crescere e, magari, in qualche ora o giorno, diventare un mostro di dieci minuti. Beh, questo nel migliore dei casi! Tutto il resto, testi inclusi, viene dopo. Questo processo è qualcosa che non riesco a forzare, deve arrivare naturalmente. Lo considero un processo più intuitivo che intelletuale.

CI SONO BAND O ARTISTI CHE TI HANNO INFLUENZATO PIÙ DI ALTRI, SIA COME MUSICISTA CHE COME PERSONA?
– Ci sono molti gruppi e artisti che hanno giocato un ruolo importante nella mia formazione durante gli anni, ma se devo nominare le influenze più forti direi, in ordine vagamente cronologico: Pink Floyd, Bathory, Burzum, Enslaved, In The Woods…, Blut Aus Nord and Mgła.

ESISTE UN ASPETTO LIVE, SE NON SBAGLIO, PER QUESTA BAND. PENSAVI DI PIANIFICARE QUALCOSA PER PROMUOVERE L’ALBUM?
– A dire il vero Vástígr avrebbe dovuto essere uno studio project, ma abbiamo avuto l’incredibile opportunità di suonare all’Ascension Festival l’anno scorso (sempre in Islanda NdR), che è stato, finora, l’unica attività live della band. Ad ogni modo non intendo escludere a priori altri concerti in futuro, con le giuste circostanze. Inoltre, ci sono persino dei piani per fare un piccolo tour il prossimo anno, ma per come siamo adesso non posso rivelare molto altre, e non c’è niente di fissato (l’intervista è stata raccolta lo scorso marzo NdR).

QUALI SONO I TUOI ASCOLTI PRINCIPALI IN QUESTO PERIODO?
– Ascolto molte band differenti e progetti, e ovviamente ci sono alcuni nomi che ricorrono più spesso di altri. Se parliamo di nuove uscite, le mie cose preferito sono, in ordine sparso, Blut Aus Nord con “Hallucinogen”, “Heart of Lead” dei Kaleikr, I Misþyrming con “Algleymi”, o gli Earth and Pillars e il loro “Earth II”, tra gli altri. Per quanto riguarda roba fuori dal (black) metal mi piacciono molto gli ultimi DomJord e Ice Ages.

CI SONO GIÀ DEI PROGETTI PER IL FUTURO DEI VÁSTÍGR?
– Si, sto scrivendo il seguito di “Aura Aeternitatis”. Conterrà ancora una volta cinque composizioni corpose e spero di regitrare nel 2021. Oltre quello, sono impegnato anche con altri progetti, Ill Tidings e Farawisa, che vedranno i loro debut album uscire quest’anno.

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