VIDHARR – Italian Way of Black Metal

Pubblicato il 18/10/2006 da

 
Non capita spesso che una band dopo il demo d’esordio, peraltro contenente due soli inediti, mostri già una maturità compositiva superiore alla media. E’ questo il caso dei Vidharr, quintetto italiano che ha trovato la quadratura del cerchio unendo massicce dosi melodiche ad una struttura delle tracce prettamente raw black metal. Ci sembrava doveroso quindi fare quattro chiacchiere con quello che è uno dei gruppi più interessanti a livello underground tricolore.

INNANZITUTTO: COME NASCE LA BAND?
Mørke/Velnias: “La band è nata nel 2003, quando ci siamo conosciuti e abbiamo cominciato a suonare insieme qualcosa di ben diverso dal black metal. Ci siamo resi conto che il genere proposto non era per noi e con il tempo abbiamo cambiato componenti e sonorità fino ad arrivare a quello che siamo ora”.

QUAL E’ STATA LA MOLLA CHE VI HA FATTO AVVICINARE AL BLACK METAL?
Mørke: “Semplicemente la passione per il genere che ascoltiamo da molto tempo”.
Velnias: “Sicuramente il fatto che tutti e due ascoltavamo e ascoltiamo tutt’ora quel genere, chi da più tempo chi da meno, a differenza di altri vecchi membri del gruppo”.

PARLACI DEL DEMO: COME SONO NATE LE CANZONI?
Mørke: “Le canzoni del demo sono state create qualche anno fa, ma purtroppo a causa di continui cambi di line-up siamo riusciti a registrarli solo l’anno scorso. Sono pezzi scritti da me e Velnias, pezzi su uno stile di black metal abbastanza classico”.
Velnias: “Le canzoni del demo furono create ed elaborate molto tempo fa, con una formazione in continuo cambiamento e soltanto poco tempo fa sono state riarrangiate grazie all’entrata di nuovi membri”.

COME MAI AVETE SCELTO DI REGISTRARE UNA COVER DEI CARPATHIAN FOREST?
Mørke/Velnias : “I Carpathian Forest sono un gruppo che accomuna i gusti di tutti noi, visto che li apprezziamo abbiamo deciso di farne una cover, anche se il genere da noi proposto è ben diverso dal loro”.
 
ADOTTATE UNO STILE PIUTTOSTO RAW, AL QUALE ABBINATE DEI PREGEVOLI INSERTI MELODICI: COME MAI QUESTA SCELTA?
Mørke: “Personalmente posso dire che la scelta è dovuta al fatto che ci piacciono le sonorità raw, ma ci piace anche ‘staccare’ un po’ tra un riff tirato e l’altro. Ci piace dare atmosfera ai nostri pezzi, senza abusare di parti melodiche e credo manterremo questa linea sul full length anche se i nuovi pezzi sono su uno stile differente da quelli proposti fin’ora”.
Velnias: “Amo molto il raw b.m, soprattutto quello melodico e atmosferico e quindi mi piace unire molto le due cose”.

DI COSA TRATTANO LE VOSTRE LIRICHE?
Mørke: “Le tematiche di Rising From Abyss sono attinenti a quelle classiche del black metal quali anti-cristianesimo, satanismo. Nei nuovi pezzi le tematiche subiranno un grande cambiamento grazie anche al nuovo cantante che ora è nella formazione. Saranno temi più personali e meno scontati”.

SIETE IN QUALCHE MODO SEGUACI DI QUALCHE FILOSOFIA SATANISTA? VI INTERESSA L’OCCULTISMO?
Mørke: “Non siamo satanisti ma ci piace l’occultismo, la mitologia e i temi affini”.

AVETE PROGETTI PER IL FUTURO? STATE PREPARANDO DELNUOVO MATERIALE?
Mørke/Velnias: “Abbiamo già alcuni pezzi completi e presto saremo pronti per il full length che sarà registrato in uno studio professionale e avrà una produzione più pulita rispetto quella del demo. Ci vorrà più tempo del previsto in quanto stiamo ricominciando a lavorare sui pezzi con nuovi componenti e speriamo di riuscire a entrare in studio per fine anno”.

AVETE AVUTO DEI CONTATTI CON QUALCHE ETICHETTA DISCOGRAFICA?
Mørke: “Sì, siamo stati contattati da due etichette che ci hanno fatto delle buone proposte, vedremo bene come muoverci visti i ritardi sulle registrazioni del CD”.

AVETE UN’ATTIVITA’ LIVE REGOLARE?
Mørke: “Non abbiamo fatto tantissimi live, ma per noi è importante l’esibizione dal vivo, è un appuntamento importante con il pubblico ed un modo per far capire cosa vogliamo esprimere con i nostri pezzi. Chi vuol capire capirà”.
Velnias: “Per me l’esibizione live è di gran lunga superiore a qualsiasi altra cosa. Per quanto ci riguarda,le poche volte che abbiamo suonato, la gente ha reagito sempre positivamente e quella penso sia la cosa fondamentale. Spero continui ad essere così”.

COSA PENSATE DEL SUICIDIO DI JON NODTVEIDT DEI DISSECTION?
Mørke: “Credo che il suicidio sia un modo come un altro per dire ‘stop’, non dò pareri sulle decisioni di Nodtveidt, è stata una sua scelta. Per me è stato comunque un grande musicista”.

COSA PENSATE DELLA SCENA BLACK?
Mørke: “La scena attuale ha band molto valide e diventa sempre più vasta… Posso dire solo che secondo me molte band continuano a valere e creare dei buoni dischi, altre invece sembra suonino solamente per mantenersi attivi e fare nuovi CD senza curarsene troppo”.
Velnias: “La scena è ricca e varia e si espande continuamente, quindi di cose da sentire ce ne sono!”.

E DELLA SCENA ITALIANA IN GENERALE COSA PENSATE?
Mørke: “Credo che qui ci siano band validissime e che, rispetto gli ultimi anni, l’Italia stia emergendo e migliorando. Purtroppo la cosa nota è che qui la scena è poco unita, si perde troppo tempo in critiche, si dovrebbe suonare di più, ma sono cose già dette e ridette. Del resto noi abbiamo avuto modo di stringere buoni rapporti con alcune band quali Sturmkaiser, Infernal Angels, anche Ratsel dei Cold Moon e altri musicisti che riteniamo validissimi dal livello compositivo al livello personale”.

OK, ABBIAMO TERMINATO, GRAZIE…
“Grazie a te dell’intervista”.

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