VINTERSORG – Le origini del cosmo

Pubblicato il 20/07/2007 da
 
“Solens Rötter”, l’ultima fatica dei Vintersorg e del loro omonimo mastermind, ha portato il duo svedese ad una leggera – ma evidente – sterzata verso il passato, grazie al recupero di tonalità ed atmosfere più epic e folk, già abbondantemente usate nei primi lavori, “Till Fjälls” e “Odemarkens Son”. Questo a discapito, ovviamente, della componente progressive messa in mostra invece nelle release più recenti. Un disponibile e rilassato Andreas Hedlund, alias Vintersorg, ci ha esposto i suoi pensieri e i suoi propositi riguardo il nuovo disco e non solo…

 
BENE, ANDREAS…INNANZITUTTO DIMMI COME PREFERISCI CHE TI CHIAMI: ANDREAS O VINTERSORG?
“Mr. V direi che va bene (ride, ndR)!”.

ECCO, PERFETTO (RIDE ANCHE L’INTERVISTATORE)… QUESTI ULTIMI ANNI SONO STATI MOLTO INTENSI PER TE, CONSIDERATI GLI IMPEGNI CON I BORKNAGAR, L’INIZIO DEL PROGETTO CRONIAN E QUESTO NUOVO ALBUM DELLA TUA BAND. PUOI FARCI UN BREVE RIEPILOGO DI QUANTO ACCADUTO?
“Certamente! Per quanto riguarda i Borknagar, era in effetti da qualche tempo che volevamo cimentarci in un album diverso dal solito, molto più acustico e folk. ‘Origin’ è arrivato al momento giusto, direi, anche perché il folk scandinavo è in netta crescita ultimamente. Siamo soddisfatti del risultato finale, sebbene l’album non debba essere considerato proprio del tutto acustico; inoltre abbiamo avuto la possibilità di fare le cose per bene, utilizzando organi, strumenti tradizionali e flauti veri, nulla di campionato. Invece il progetto Cronian è nato da un’idea di Oystein (G. Brun, chitarrista dei Borknagar, ndR), poi sviluppata in mia compagnia: volevamo ottenere un suono particolare, non definito, un qualcosa che colpisse anche la mente, non solo le orecchie di chi ascolta; uno degli autori preferiti di Oystein è John Williams, un compositore di colonne sonore, e proprio un feeling da soundtrack è quello che volevamo che ‘Terra’ avesse; siamo rimasti soddisfattissimi anche di questo lavoro ed ora stiamo scrivendo un secondo capitolo. E poi, be’, mi sono concentrato sui Vintersorg, ovviamente!”.

E PARLIAMO ALLORA DEL NUOVO “SOLENS RÖTTER”. PER CERTI VERSI E’ CHIARAMENTE UN RITORNO ALLE ORIGINI: LA COPERTINA E’ DI STAMPO FOLKISH, IL LOGO E’ QUELLO DEI PRIMI DISCHI, I TESTI SONO IN SVEDESE E L’APPEAL GENERALE E’ PIU’ EPICO ED ETNICO. PUOI SPIEGARCI COME E’ STATA LA GESTAZIONE DELLA TUA ULTIMA CREATURA?
“Be’, guarda…io non lo considero un ‘back to the roots’. Anzi, per me è stato un ulteriore passo in avanti concepire e registrare questo album: è vero che c’è un approccio più folk rispetto agli ultimi lavori, ma io lo trovo molto lontano dalle sonorità di ‘Till Fjälls’ od ‘Odemarkens Son’. E’ molto diverso, in effetti. Se però ci soffermiamo al recente passato e consideriamo com’era ‘The Focusing Blur’, allora sì, ti posso capire: il nuovo disco è meno complesso, meno progressivo; in compenso, è fluido, armonioso, organico, ‘naturale’. La presenza di tastiere è stata notevolmente ridotta, ho composto pochissimo alle keys. In verità, l’unico indizio che porta veramente al passato è il ripristino dei testi in svedese, una cosa voluta ma in modo spontaneo, non studiata a tavolino. Ti assicuro che in ‘Solens Rötter’ c’è molto meno passato di quanto si creda”.

NELLA TUA CARRIERA (SEMI) SOLISTA, HAI SEMPRE GUARDATO IN AVANTI, SVILUPPANDO IL SUONO IN UNA DIREZIONE BEN CHIARA. ORA C’E’ STATO QUESTO PICCOLO ‘GUARDARSI INDIETRO’, SEBBENE TU NON LO CONSIDERI TALE… TI SEI MAI CHIESTO COME POTRANNO REAGIRE I TUOI FAN?
“Ma sinceramente proprio no. Presumo che ci sarà chi apprezzerà il nuovo disco, più folkish, e chi rimpiangerà le atmosfere prog del passato più prossimo. In linea di massima non do mai troppo peso alle reazioni dei fan. Non voglio dire con questo di snobbare il loro pensiero, ma l’importante per me è essere onesto con me stesso e cercare di comporre musica seguendo il mio istinto e le mie emozioni. Io e Mattias (Marklund, chitarrista, l’altro componente dei Vintersorg, ndR) prendiamo la musica molto seriamente: è una sorta di sfida con noi stessi, in modo da sviluppare nuove idee e nuovi scenari, una visione autentica della realtà che ci circonda. L’obiettivo principale dei Vintersorg è non ripetersi mai ed evolversi come artisti. Per raggiungere ciò, è ovvio che non dobbiamo mai guardare al passato”.

“SOLENS RÖTTER” E’ STATO REGISTRATO DA TE E MATTIAS, CON L’AIUTO DEL BASSISTA JOHAN LINDGREN, VOSTRO LIVE SESSION. COME MAI HAI SCELTO DI NON AVVALERTI PIU’ DELLA COLLABORAZIONE DI DUE ILLUSTRI OSPITI QUALI STEVE DIGIORGIO E ASGEIR MICKELSON? E TI SEI OCCUPATO SOLO TU DEL SONGWRITING?
“In pratica sì, come avviene di solito, anche se rispetto al passato Mattias ora è molto più coinvolto nella composizione. Ho scritto tutto il disco da solo, tra casa mia e lo studio di registrazione, per poi sottoporre le idee a lui per modifiche e arrangiamenti vari. Il motivo per cui non ci siamo avvalsi di Steve ed Asgeir è dovuto alla qualità del materiale composto: meno complesso di ‘The Focusing Blur’ e ‘Visions From The Spiral Generator’, ‘Solens Rötter’ non ha richiesto abilità tecniche fuori dal comune. Per questo ho ritenuto opportuno farmi aiutare solamente da Johan. Noi ci conosciamo e siamo amici da anni, ci troviamo davvero molto bene assieme. Lui è entrato subito nell’atmosfera del disco e ha pure riscritto qualche linea di basso, portando nuove idee. E’ stato un processo abbastanza lungo, ma molto fruttuoso”.

CI SONO STATE OSPITATE DI SUPPORTO ALLA REGISTRAZIONE DELL’ALBUM?
“Direi di no. L’unica pseudo-ospitata, se si può considerare tale, è quella del fonico dei Ballerina Audio Studios. Oltre a fare il suo lavoro, infatti, ci ha dato una mano con qualche inserto di tastiera. E’ un bravissimo ragazzo ed un buon tastierista: pensa che sovente arrivavamo in studio al mattino e lui ci faceva ascoltare e proponeva delle parti composte in piena notte! Che tipo…”.

COME NASCE UNA CANZONE DEI VINTERSORG? CI SONO DIFFERENZE TRA IL MODO DI COMPORRE PER LA TUA BAND E L’APPORTO CHE DAI NEI BORKNAGAR O NEI CRONIAN?
“Vedi, dipende dal tipo di progetto a cui mi dedico: i Vintersorg sono sempre stati una band il cui suono scaturisce principalmente dalla chitarra, quindi la fase di composizione si basa su questo strumento. Al contrario i Waterclime, la mia band progressive, sono incentrati sulle tastiere e di conseguenza compongo più alle keyboards. Il discorso si complica con Borknagar e Cronian, visto che non sono il main songwriter in entrambi i casi. Per ‘Solens Rötter’, comunque, io e Mattias abbiamo svolto un lavoro certosino, non tanto in fase di stesura song, bensì durante l’arrangiamento: abbiamo impiegato parecchi mesi ad ultimare i pezzi, in quanto abbiamo sempre cercato di perfezionarli in modo da essere tutti e due soddisfatti”.

MI PIACE MOLTO IL TUO STILE NELLO SCRIVERE LE LYRICS E SOPRATTUTTO GLI ARGOMENTI CHE TRATTI IN ESSE, DI STAMPO COSMICO/SCIENTIFICO MA CONNESSE CON LA NATURA TERRENA. COME HAI SVILUPPATO QUESTI INTERESSI?
“Ti ringrazio dei complimenti. E’ vero, fin da piccolo mi sono sempre interessato all’astronomia, ai misteri del Cosmo. Poi, crescendo in una terra dove la Natura è un valore importante, la curiosità di scoprire quali relazioni ci sono tra lo spazio e la Terra, il fascino delle formule matematiche che regolano i concetti astronomici, ha preso il sopravvento. Anche in ‘Solens Rötter’ ho cercato di interpretare a mio modo questi studi, però questa volta i testi sono forse più personali ed individuali. E comunque ci tengo a dire che i miei testi cosiddetti scientifici sono in realtà molto poetici e romantici, non fredde enunciazioni di formule!”.

CI SARA’ QUALCHE NOVITA’ SUL FRONTE CONCERTI, OPPURE SARA’ ANCORA DIFFICILE VEDERVI SUONARE DAL VIVO?
“Mi spiace essere categorico, ma i Vintersorg difficilmente effettueranno tour. Non ne abbiamo in programma nessuno, per ora, e se la situazione resta quella attuale, per noi è improbabile prendere armi e bagagli e partire. Sia io che Mattias abbiamo un lavoro e una famiglia a cui pensare: dovremmo rinunciare a troppe cose ed inoltre dovremmo anche trovare dei ragazzi con cui suonare. Può essere che qualche data estemporanea possa essere presa in considerazione e non voglio che pensiate che questa sia una decisione definitiva. Adesso è così, ma in futuro chissà…”.

DOPO COSI’ TANTI ANNI DI ESPERIENZA NEL MONDO DELLA MUSICA, RIUSCIRESTI A TRACCIARE UN BILANCIO DI QUANTO FATTO FINORA? SEI SODDISFATTO DI TUTTO CIO’ CHE HAI COMPIUTO? HAI QUALCHE RIMPIANTO?
“Ti direi che sono ampiamente soddisfatto di tutti i miei dischi e dei miei progetti. Forse, ripensando ai miei esordi, non apprezzo più molto il modo in cui cantavo…ero troppo naive, troppo borioso. Ora sono molto migliorato sotto questo aspetto! Comunque credo che ogni album a cui ho partecipato o che ho scritto, ha rappresentato un passo in avanti nel mio percorso musicale, oltre che nella mia vita. Ogni passo compiuto rappresenta qualcosa di fondamentale, in qualsiasi direzione questo vada. Senza il passato, non ci sarebbe il presente e soprattutto il futuro. Mi piace considerare ogni mio lavoro come un momento della mia vita incastonato nel ghiaccio eterno”.

PERFETTO, ECCOCI ARRIVATI ALLA CONCLUSIONE. GRAZIE MILLE E A TE L’ULTIMO SALUTO…
“Be’, grazie a tutti coloro che stanno leggendo l’intervista. Spero che i fan continuino a supportarci e non abbiano pregiudizi di sorta! Alla prossima!”.

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