“Elegant… And Dying” è la quitessenza della penosa riflessione dopo un peccato scellerato. Il gruppo australiano si riconferma ad altissimi livelli con un nuovo album metal-dark sofferto, silenzioso, a tratti spirituale. Una nuova dimensione oscura proveniente dalla lontana Australia, un gruppo veramente interessante e lo dimostrano le intelligenti risposte di Rowan London, leader dei Virgin Black.

“Il modo in cui l’abbiamo pensato è davvero simile a quello che portò alla realizzazione del nostro debut ‘Sombre Romantic’. Non siamo mai stati uno di quei gruppi che pianifica a priori l’evoluzione stilistica prima di andare a registrare materiale nuovo e crediamo sia stupido cambiare il nostro atteggiamento; questo peraltro non significa che i due album suonino alla stessa maniera. Ogni album ha la sua storia da raccontare e le sue caratteristiche precipue. ‘Sombre Roamnti’ è sicuramente molto più immediato perchè non possiede l’oscurità di ‘Elegant… And Dying’ che è un lavoro molto più sottile e non rivela pienamente la sua doppia natura fino alla sua metà. è un lavoro molto più psicologico e si muove a fasi, costruendo un mood che quasi si discosta da esse. Probabilmente suona un po’ piùpesante e meno aggressivo allo stesso tempo. Una differenza che si può cogliere all’istante è che si tratta di un album più lungo di un quarto d’oro pur contenendo meno tracce.”
QUAL’è IL SENTIMENTO PIù PROFONDO CHE VI PERVADE MENTRE REGISTRATE IN STUDIO?
“Molti musicisti e scrittori affermano che comporre sia molto terapeutico, ma non credo che Samantha ed io (che siamo i due creatori della musica dei Virgin Black) la viviamo in questo modo. Cireputiamo persone molto soddisfatte e nonostante il fatto i nostri testi e la nostra musica siano molto oscuri e pongano parecchi interrogativi, credo ci sia sempre una ragione per la quale non siamo felici della vita che facciamo e se anche le cose che ci circondano non sono perfette, noi sempre rifuggiamo nella speranza e nell’ottimismo. Sono convinto che componiamo le canzoni in maniera molto personale e sempre in solitudine perchè si crea una sorta di atmosfera magica, l’ambiente ideale per far risaltare tutte le doti compositive mie e di Samantha. Ci ripetiamo sempre che ogni brano nostro è dotato di un’anima e visto che un’anima è nata allora tutto quello che gli ruoterà attorno dovrà essere vero allo stesso modo.”
IL NUOVO ALBUM è MENO PESANTE DEL PRECEDENTE. VI STATE ALLONTANANDO DAL METAL PER ANDARE VERSO ALTRI LIDI?
“Come ho detto prima credo che la meno pesantezza e aggressività sia una caratteristica del nuovo album. Io voglio considerare sempre i Virgin Black come una metal band, ma penso anche che molta gente non ha considerato di far rientrare in questa difinizione gruppi che suonano musica come la nostra. I Linkin Park sono tecnicamente più pesanti di quanto lo siano gli Iron Maiden, ma sfido chiunque a considerare i primi più ‘metal’ dei secondi! Abbiamo moltissimi classici e operistici attributi, ma credo che avranno sempre a che fare con il genere metal anche se in origine non hanno molto a che vedere con esso.”
AVETE TESTI CHE RIGUARDANO LA RELIGIONE?
“Uno dei nostri propositi è quello di far ragionare la gente in maniera differente. Credo che Dio e Chiesa siano due concetti molto differenti e mi piacerebbe vedere la gente che fosse in grado di scoprire cosa Dio significhi per loro senza essere distratti dagli abusi e dalle falsità della Chiesa. Il tema di “Elegant… And Dying” consiste nel prendere una prospettiva spirituale e applicarla a problemi sociali e politici.”
STATE CREANDO UN GENERE MUSICALE ORIGINALE. QUALI SONO I GRUPPI CHE VI HANNO
“Alcuni dei miei album preferiti sono: Paradise Lost (‘Shades Of God’), My Dying Bride (‘Turn Loos The Swans’) (… il ragazo ci capisce di musica!ndA), Trouble (‘Psalm 9’), Cemetery (‘Godless Beauty’), Saviour Machine (‘II’), Entombed (‘Left Hand Path’), Jeff Buckley (‘Grace’), Agalloch (‘The Mantle’) e Brahms (‘Requiem’)”.
ANCHE STAVOLTA LA PRODUZIONE DELL’ALBUM è OTTIMA. IL RISULTATO FINALE è QUELLO SPERATO?
“Il processo di registrazione dell’album è stato devastante per le nostre anime, per tutti quelli che vi hanno partecipato. Alcuni gruppi capiranno la nostra situazione che è ben diversa dall’aver un basso, una batteria, la chitarra, la batteria metal e un piccolo budget per registrare. Le registrazioni di questo cd sono durate un anno intero (dalla prima registrazione alla parte conclusiva) e non ti nascondo che alcune session sono durate anche per 48 ore consecutivamente. Ci sono band che possono registrare una dozzina di canzoni e poi scegliere le migliori dieci, ma noi non ci possiamo permettere tanto lusso. Ogni brano è stato scelto e arrangiato senza eccessi. Abbiamo rifatto i pezzi finchè non avevano un feeling giusto, finchè non eravamo in grado di catturarli e registrarli in tutta la loro essenza. Accettiamo soltanto la nostra visione realizzata…”
USERETE IN FUTURO STRUMENTI ACUSTICI O SIETE PIù ATTRATTI DAI SYNTH?
“Credo che ogni nostro album abbia un suo sapore, un suo colore e così credo che sarà in futuro perchè una necessità per i nostri approcci più vari alla vita. Ci sarà sempre un senso interrogativo se gli strumenti sono in grado di creare la giusta armonia o disarmonia necessaria per l’atmosfera di un brano. Abbiamo avuto situazioni di specifici brani in cui un suono era meno realistico, ma serviva a catturare un qualcosa di estetico. ‘Our Wings Are Burning’ ad esempio usa un pianoforte innaturale e l’inizio di ‘Cult Of Crucifixion’ contiene un coro fatto con i synth che suona volutamente meno realistico per dare al brano un effetto disturbato. Tutto dipende da cosa vuoi creare con il tuo senso.”
LA VOSTRA VITA è RIFLESSA NELLA MUSICA O è LA MUSICA AD ESSERE UN RIFLESSO DELLA VOSTRA ESISTENZA?
“I Virgin Black sono una parte della mia vita, ma facile che questa non sia l’idea comune a tanti altri artisti. La gente che mi conosce dice che la mia musica riflette il mio carattere e so che Samantha dice la stessa cosa e anche se nella musica i temi e le immagini sono elaborate in modo più carticolareggiato, derivano pur sempre da una linea semplice, quella della mia personalità.”
CREDI CHE DAL VIVO I VIRGIN BLACK RIESCANO AD ESPRIMERSI COME FANNO IN STUDIO?
“So che è difficile da immaginare, ma siamo sempre stati una live band. Ovvio che in cinque non potremmo mai riprodurre tutti i suoni che adoperiamo in sede studio, ma cosa devo dirti? Adoro suoanre live perchè tutto è imprevedibile e puoi provare le sensazioni più forti dalla musica. Negli Stati Uniti abbiamo sorpreso i presenti con le nostre prestazioni sul palco. Stiamo disperatamente cercando di fare un tour anche in Europa per il 2004 perchè le nostre esperienze al Wave Gotik Treffen in Germania e il tour in U.S.A. ci ha messo tanto appetito!”
GRAZIE PER L’INTERVISTA…
“Ciao Italia! Spero di vedervi presto!”
