VITRIOL – La pietra nascosta

Pubblicato il 25/08/2013 da

Ormai uscito poco meno di un anno fa, “Into The Silence I Sink” dei nostrani Vitriol è stato uno dei migliori esordi discografici del 2012. Un progressive metal moderno, dinamico e molto raffinato, attento alle atmosfere e al feeling come non spessissimo, purtroppo, capita di ascoltare. Una band che offre spunti riflessivi interessanti, intelligente ed elegante, ma anche all’occorrenza istintiva e brutale. Di questo e molto altro abbiamo parlato con tutti i componenti dei Vitriol.

vitriol - band - 2012

CIAO RAGAZZI, VI VA PER PRIMA COSA DI PRESENTARE AI NOSTRI LETTORI LA VOSTRA BAND?
Michele Panepinto (batteria): “Ciao a tutti e grazie mille per la splendida opportunità, per noi è un vero onore! I Vitriol nascono nel 2007 da un’idea mia e di Francesco Lombardo (basso, ndR) di metter su una band progressive metal. Successivamente vengono coinvolti nel progetto Gianluca Pappalardo (voce, ndR), Alessandro Sanfilippo (ex chitarrista, ndR) e Piero Carvello (tastiere, ndR). Questi musicisti di gran talento e nostri grandi amici hanno contribuito tramite le loro influenze artistiche ad arricchire lo stile della band, ispirato al moderno progressive metal, ma senza tralasciare le influenze delle storiche band degli anni ’70. Nel 2009 pubblichiamo il nostro primo EP, ‘Vitriol’, che viene accolto molto bene da riviste e webzine italiane e straniere e suscita l’interesse della label americana Melodic Revolution Records, che ci propone di entrare nel suo roster. Con la stessa label, nel novembre 2012 e con l’ingresso nella line up di Tommaso Semrov (chitarra, ndR), pubblichiamo il nostro primo full-length, ‘Into the Silence I Sink'”.

PER QUALE MOTIVO AVETE SCELTO VITRIOL COME NOME DEL GRUPPO? RITENETE POSSA IN QUALCHE MODO COLLEGARSI ALLA VOSTRA MUSICA?
Michele Panepinto: “Il nome del gruppo è stato ispirato dal nostro primo EP, che è un concept album. V.I.T.R.I.O.L, infatti, è l’acronimo di uno dei motti più celebri dell’alchimia rinascimentale: ‘Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem’ che vuol dire: ‘Penetra nelle viscere della Terra e purificandoti troverai la pietra nascosta’. Si tratta a mio avviso di una bellissima metafora che rappresenta il processo di purificazione dell’uomo all’interno del proprio io al fine di trovare la propria verità interiore/filosofica. Ma è il duplice significato della parola ‘Vitriol’, elemento chimico corrosivo e acronimo del motto rinascimentale, a riflettere la vera essenza della band, costantemente in bilico fra la sua componente aggressiva e la sua introspettiva/riflessiva”.

“INTO THE SILENCE I SINK” E’ UN CONCEPT SUL SILENZIO, SILENZIO INTESO COME ASSENZA DI COMUNICAZIONE. PENSATE CHE LA SOCIETA’ MODERNA, A DISPETTO DEI SEMPRE PIU’ CRESCENTI MASS MEDIA, SOFFRA DI UNA SORTA DI INCOMUNICABILITA’? SE SI’, QUALE CREDETE POSSA ESSERE IL MOTIVO?
Francesco Lombardo: “L’idea che ha dato il via all’intero concept è proprio un paradosso riguardante la diffusione dei mezzi di comunicazione: in una società dominata da essi, sembra sia diventato ancora più difficile comunicare sinceramente. Su questo è incentrata la opener dell’album, ‘Behind The Electric Veil’, che fa da punto di partenza di un percorso che conduce a scoprire più livelli di riflessione, e di conseguenza alla comprensione di trovarsi di fronte a motivi complessi e molteplici.L’album è un continuo sprofondare in questi livelli del silenzio, come suggerisce il suo titolo: si parte dall’analisi dei rapporti interpersonali, delle maschere che ognuno di noi si crea sui mass-media e nel mondo reale dell’anonimato della città e della sua vita frenetica, per poi passare a un livello più interiore, dove ci si rende conto della scollatura profonda fra le maschere e la propria interiorità. La società è pervasa da tante forme di silenzio: un silenzio più grande, più universale, come quello fra le ideologie storiche, detentrici di verità assolute e incapaci di comunicare fra loro, ad esempio. Il brano ‘Despite Your Cries’ è dedicato a Peter Fechter, giovane ragazzo di Berlino Est ucciso durante il suo tentativo di attraversare il muro, barriera fisica e al tempo stesso metafora del silenzio fra ideologia occidentale e ideologia sovietica. Fu lasciato morire in una lenta agonia perché nessuno volle soccorrerlo per motivi politici nella striscia di terra che tagliava in due la città (consiglio a tutti di leggere la sua storia). “Three Times’ infine chiude l’album e cerca di interpretare quello che Cristo sulla croce possa aver sentito quando si trovò di fronte a un silenzio a cui forse non era preparato e che gli fece dire ‘Padre, perché mi hai abbandonato?’. Il Silenzio più assordante fra tutti, quello fra l’Uomo e Dio.

COME VEDETE LE RELAZIONI TRA GLI UOMINI AL GIORNO D’OGGI? SIETE FORSE DELL’AVVISO CHE TUTTI ABBIANO L’URGENZA DI COMUNICARE QUALCOSA MA CHE, IN SINTESI, SIANO IN POCHI AD AVERE QUALCOSA DI INTERESSANTE DA DIRE?
Francesco Lombardo: “Ciascuna persona ha sempre qualcosa di interessante da comunicare, ma non sempre si può esprimere a parole: sono le esperienze, le emozioni, i propri ricordi più cari e profondi. Ma le maschere che ognuno di noi si crea per sopravvivere in questa società, non ci consentono di condividere facilmente queste sensazioni. Per cui spesso le relazioni rimangono futili, nonostante si abbia qualcosa di profondo da comunicare. E’ il tema di ‘The Frozen Wind’: nel brano il protagonista si rende conto di avere addosso una maschera pesante, che si è formata progressivamente per difendersi dal freddo di fuori (il mondo esterno). Se da piccolo attraverso il gioco si travestiva impersonando tanti ruoli per poi abbandonarli a gioco finito, da adulto non riesce più a togliersi la maschera che si è costruito. E’ una maschera orribile, nella quale non si riconosce, ma che al tempo stesso non può più togliere: la pelle sotto, ciò che lui è veramente, si è assottigliata e deteriorata così tanto che è ormai impossibile togliere la maschera che la protegge e sopportare il vento gelido che c’è di fuori”.

“SLOWLY SHE DIES”, “THE CONTINUOUS STRUGGLE”, “ENDLESS SPIRAL” SONO ALCUNI DEI TITOLI DELLE VOSTRE CANZONI: TUTTE INDUBBIAMENTE RICHIAMANO IMMAGINI OPPRIMENTI E TRASMETTONO UN CERTO SPIRITO DI DECADENZA. IN CHE MODO AVETE TRASPORTATO CERTE ATMOSFERE IN MUSICA?
Francesco Lombardo: “In fase di composizione e arrangiamento scegliamo colori timbrici e successioni armoniche che preferiamo rispetto ad altre e che fanno da base per delle sonorità abbastanza cupe. Inoltre cerchiamo sempre di legare inscindibilmente testi e musica, per rafforzare le idee espresse e ottenere l’atmosfera giusta. Le sonorità in fase di composizione e arrangiamento devono essere riflessive, malinconiche, in grado di portare l’ascoltatore dentro l’argomento affrontato, non solo per ascoltare il nostro punto di vista, ma anche per farlo riflettere attivamente, visto che ‘Into The Silence I Sink’ non dà risposte, ma pone solo domande. Almeno, è quello che proviamo a fare”.

LA MUSICA CHE SUONATE RIFLETTE IL VOSTRO MODO DI ESSERE, O NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI SIETE PERSONE PIU’ SOLARI, FORSE SOLO UN PO’ DISILLUSE?
Michele Panepinto: “Il mio parere è che la musica che suoniamo riflette più o meno parte di noi. Naturalmente credo che rifletta più il modo di essere nella vita di tutti i giorni di Francesco, è lui che si occupa dei concept, della musica e della stesura dei testi. Successivamente condivide tutto con me in fase di arrangiamento e con il resto della band che lavora con la propria creatività per dare quel tocco di personalità alle idee iniziali. Nella vita di tutti i giorni, come qualsiasi essere umano alterniamo momenti di solarità a momenti più riflessivi e riguardo al fatto di essere persone disilluse, credo di no, nessuno di noi è stato privato delle proprie illusioni ma soprattutto della fiducia e le speranze che sono la musica e il progetto Vitriol”.

NON E’ MAI BELLO ETICHETTARE LA MUSICA, MA IN QUALE FILONE DEL PROGRESSIVE INSERIRESTE LA PROPOSTA DEI VITRIOL?
Gianluca Pappalardo: “Abbiamo influenze e gusti musicali comuni a tutti i componenti, ma singolarmente ascoltiamo anche musica diversa dal progressive e questo influenza il prodotto finale. Sicuramente le sonorità spinte dei riff e l’interpretazione teatrale dei testi fanno sì che rientri nel filone del progressive metal”.

“INTO THE SILENCE I SINK” E’ IL RISULTATO DI QUALE PERCORSO ARTISTICO? QUALI SONO LE BAND CHE VI HANNO MAGGIORMENTE INFLUENZATO?
Gianluca Pappalardo: “Quando componiamo un nuovo brano, non pensiamo di scrivere una canzone che possa rientrare in un determinato genere, anzi facciamo in modo che sia originale e cerchi di incontrare la creatività di ogni singolo componente relativa ai suoi gusti musicali. ‘Into The Silence I Sink’ è il frutto della commistione della musica che abbiamo divorato nel corso degli anni sino ad ora, della crescita musicale come band e infine delle esperienze ed opinioni personali su argomenti contemporanei e non, che caratterizzano spesso i nostri testi (da qui l’idea del concept). Ascoltiamo frequentemente alcune band guida, come Led Zeppelin, Pantera, PFM, Dream Theater, Pain Of Salvation, Pink Floyd… ma anche King Crimson, Area, Tool. Ascoltiamo volentieri anche gruppi più recenti nu-metal e crossover. Siamo sempre legati ai grandi gruppi che hanno fatto la storia della musica, ma essendo dei puristi del suono, amiamo l’high-quality e teniamo molto alla originalità dei suoni di qualsiasi strumento”.

IL VOSTRO ESORDIO E’ FUORI DA QUALCHE MESE, VI VA DI FARE UN PRIMO BILANCIO? SIETE SODDISFATTI DEI FEEDBACK DI APPASSIONATI E STAMPA? VI SARESTE ASPETTATI QUALCOSA IN PIU’?
Tommaso Semrov: “Subito dopo la produzione del disco ci siamo dedicati alla comunicazione con webzine e riviste cartacee del settore, sapendo che la stampa avrebbe potuto fare risaltare il nostro lavoro, nel caso in cui fosse parso di qualità. Devo dire che finora abbiamo ricevuto ottimi riscontri dalle recensioni e così possiamo sentirci soddisfatti dei commenti e del passaparola che ci hanno avvicinato agli ascoltatori. E questo è il passaggio più importante. Inoltre in questo periodo sono in uscita sul web alcuni video legati all’album e alla sua realizzazione, che potrebbero aiutarci a diffondere ulteriormente i nostri brani e ottenere nuovi feedback”.

A QUALE TIPO DI ASCOLTATORE CONSIGLIERESTE DI ACQUISTARE IL VOSTRO ALBUM?
Tommaso Semrov: “Sicuramente inizierei a consigliarlo ai fan delle band progressive alle quali spesso veniamo accostati stilisticamente – come Pain Of Salvation, Tool o Dream Theater – e agli amanti del thrash metal, che di certo apprezzerebbero la sonorità dei nostri riff. D’altra parte i numerosi feedback positivi ricevuti da molti ascoltatori non avvezzi al progressive o alla musica metal in genere, ci porta a proporre l’album a un pubblico più vasto e variegato, sperando possa giudicarlo un prodotto interessante”.

PASSIAMO AL TASTO DOLENTE DI SUONARE UN CERTO TIPO DI MUSICA, L’ATTIVITA’ LIVE. RIUSCITE A SUONARE CON UNA CERTA REGOLARITA’ O VI DOVETE ACCONTENTARE DI QUALCHE DATA?
Tommaso Semrov: “I risultati live sono ancora da valutare, visto che siamo in piena fase di promozione del disco. E’ vero che in Italia purtroppo una proposta musicale come la nostra non potrà mai avere un’attività dal vivo vicina a quella di una cover band, ma stiamo lavorando intensamente per essere il più presenti possibile nella scena del nostro paese. Al tempo stesso, puntiamo forte sulla visibilità a livello europeo: proprio in questi giorni stiamo definendo i tour che ci permetteranno di suonare in diverse nazioni, come Inghilterra, Russia, Belgio, Olanda e Spagna. Incrociamo le dita, perché non vediamo l’ora di portare la nostra musica anche all’estero!”.

QUALI SONO I PROGRAMMI DEI VITRIOL PER L’IMMEDIATO FUTURO? DOVEVE VI VEDETE, INVECE, DA QUI A QUALCHE ANNO?
Michele Panepinto: “In questo momento siamo nel bel mezzo dell’organizzazione del nostro primo tour europeo che ci vedrà impegnati in Italia, Uk, Russia, Polonia, Olanda e Belgio, sperando si aggiunga a questo programma qualche altra data, magari qualche bel festival dove proporre la nostra musica e farci conoscere.
Inoltre stiamo ultimando la produzione di diversi video promozionali, tra questi ci sarà una bellissima sorpresa per gli amanti del progressive italiano, una bellissima cover arrangiata in stile Vitriol. Riguardo al futuro, personalmente avendo la fortuna insieme ad altri componenti della band di poter lavorare con la musica e insegnare in diverse Accademie Nazionali, spero di poter continuare a svolgere questa attività e suonare il più possibile con i Vitriol, rimettendomi subito a lavoro con Francesco sul nuovo materiale dopo questo lungo periodo promozionale”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA RAGAZZI….DESIDERATE LASCIARE UN MESSAGGIO AI NOSTRI LETTORI?
Michele Panepinto: “Prima di tutto un grazie immenso a Metalitalia.com per lo spazio concessoci! Speriamo che ai lettori vada di dedicare qualche minuto all’ascolto dei brani sul nostro sito www.insidevitriol.com o sul nostro canale youtube, e ricordate che adesso più che mai l’underground italiano ha bisogno del vostro supporto. Stay Prog!!!”.

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