WAKE – Terrore dall’Infinito

Pubblicato il 27/07/2020 da

Difficile dire quanto i Wake siano cresciuti come formazione in questi anni, avendo sempre dimostrato grande maturità musicale e una vena piuttosto personale in tutte le loro opere, ma è certo che le note in apertura del nuovo “Devouring Ruin” fanno capire l’ulteriore svolta musicale della band canadese. Autori da sempre di un extreme metal profondamente urgente e variegato, i ragazzi di Calgary hanno con il tempo manifestato sempre più interesse verso trame fosche e complesse, confezionando brani dalle strutture meno immediate e dal respiro più ampio. La vecchia anima grind, un tempo fra le maggiori fondamenta del suono Wake, oggi appare percettibile solo a tratti, mentre nei nuovi brani hanno campo libero influenze black metal e dissonanze sempre più spettrali. Parliamo di questa interessantissima ultima fatica del gruppo con il sarcastico batterista Josh Bueckert, raggiunto via mail poche settimane fa.

“DEVOURING RUIN” È IL VOSTRO ALBUM PIÙ CUPO. ALCUNI DEI NUOVI BRANI HANNO DAVVERO POCO IN COMUNE CON LE VOSTRE RADICI GRINDCORE, NONOSTANTE SIA PERCEPIBILE OVUNQUE UNA FORTE URGENZA. VI È MOLTO BLACK METAL, DOOM… CHE COSA AVEVATE IN MENTE QUANDO AVETE INIZIATO A COMPORRE QUESTO DISCO?
– Non avevamo alcuna intenzione di realizzare un disco grindcore questa volta. L’idea sin dall’inizio è stata di muoverci verso nuovi lidi e di dare pieno sfogo alla nostra creatività. Posso arrivare a dire che l’obiettivo principale sia stato quello di comporre un disco che fosse ‘metal’ nel senso più classico del termine, il tutto rivisto nella nostra ottica. All’inizio della fase di composizione ci siamo subito ritrovati con alcuni pezzi molto diversi dal nostro vecchio repertorio, più in linea con band come At the Gates o Dissection, piuttosto che con Napalm Death o Assuck; un suono melodic black/death metal tipico di quelle band che hanno sempre cercato di comporre canzoni memorabili. Ci siamo detti ‘ok’ e abbiamo deciso di abbracciare questa nuova direzione. Continuiamo ad apprezzare il grind e sono certo che vi siano ancora elementi di quel genere nella nostra musica, ma sentivamo di avere già esplorato certe sonorità in lungo e in largo, così ci è venuta voglia di fare qualcosa di diverso. Da qui anche il nuovo utilizzo di atmosfera e di elementi doom. Ascoltiamo tantissima musica e se un giorno ci venisse in mente di accostare i Depeche Mode ai Candlemass, credo che ci scherzeremmo su per un attimo, per poi effettivamente provare a farlo. In questo momento sto ascoltando i Queensryche, quindi forse il prossimo album suonerà come “Operation Mindcrime”?

COME SI SVOLGE QUINDI IL PROCESSO DI SONGWRITING OGGIGIORNO? VI CAPITA MAI DI CAMBIARE QUALCOSA SE VI ACCORGETE CHE IL BRANO SUONI TROPPO TRADIZIONALE O PREVEDIBILE? OPPURE GIUNGETE SPONTANEAMENTE A QUANTO ASCOLTABILE SU “DEVOURING RUIN”?
– Siamo abbastanza bravi a trovare una base su cui lavorare e ad esplorarla senza alcuna pressione esterna. Come dicevo, al principio della scrittura per questo album abbiamo abbozzato una manciata di brani che avevano un determinato feeling: ascoltandoli ci siamo trovati concordi nel volere esplorare ulteriormente quel sound e da lì sono partite ulteriori sperimentazioni, ma senza forzare. Rispetto ai precedenti album vi sono certamente più cambi di tempo e registro: in passato usufruivamo spesso di strutture mutuate dalla tipica forma canzone, mentre oggi componiamo con maggiore libertà. Una parte veloce non deve essere per forza seguita da una lenta e viceversa. Siamo più liberi e ambiziosi perché non ci importa di rientrare in un genere specifico. Ovviamente i King Crimson sono di un altro livello, ma anche noi non scartiamo nulla a priori quando lavoriamo ad un brano.

QUANDO UN VOSTRO BRANO PUÒ ESSERE CONSIDERATO COMPLETO E PRONTO PER ESSERE PUBBLICATO?
– Quando tutti i membri della band sono d’accordo sul fatto che sia un brano che ci piacerebbe ascoltare. Siamo molto critici nei nostri confronti e credo che abbiamo scartato almeno altrettante canzoni prima di avere quelle che sono finite sul nuovo album. Come dicevo, componiamo e registriamo di continuo senza porci limiti e se un riff non funziona, non ci facciamo problemi a buttarlo. A canzone completata, questa viene analizzata da tutti e se nessuno ha qualcosa da obiettare la consideriamo pronta.

OGGIGIORNO QUALI SONO LE VERE INFLUENZE MUSICALI DEI WAKE? PENSI CHE VI SIANO DEI GRUPPI O DEGLI ARTISTI CHE METTONO TUTTI D’ACCORDO NELLA BAND?
– Sì, abbiamo gusti e interessi diversi, ma ci sono certamente dei gruppi che tutti noi ascoltano e che considerano, in un modo o nell’altro, un’influenza. Posso citare At the Gates, Death, Judas Priest, W.A.S.P, Iron Maiden, Dissection, Morbid Angel, Rush, Motley Crue, Emperor, Depeche Mode, Candlemass, Dawn, Revenge, Morbid Angel, Sepultura, Scorpions, Misfits, Discordance Axis e – siccome sono rimasti bloccati nel nostro mangianastri per due anni – Blink 182. Come puoi vedere, abbiamo gusti piuttosto ampi.

COME VORRESTI CHE UN ALBUM COME “DEVOURING RUIN” VENISSE ASCOLTATO?
– Mi piacerebbe che l’ascoltatore prendesse il vinile, ammirasse l’artwork, annusasse il disco, guardasse le foto, leggesse i testi, pensasse a chi siamo, da dove veniamo e a come lo abbiamo registrato, indossasse le cuffie e riflettesse sulla propria vita durante l’ascolto. Una volta finito, dovrebbe quindi ascoltare “Van Halen II” e dirsi che va tutto bene, a prescindere dalla sua opinione sul nostro album.

DOVEVATE ESSERE IN TOUR CON GLI ORIGIN QUANDO È ESPLOSA LA PANDEMIA. IMMAGINO CHE AL MOMENTO NON ABBIATE GRANDI PROGRAMMI SUL FRONTE LIVE.
– Avevamo un altro tour in programma per luglio, ma anche quello è stato annullato. Le date con gli Origin potrebbero avere luogo in autunno, tuttavia al momento non si possono fare previsioni. Ci piacerebbe molto suonare in Europa: quello è il nostro obiettivo principale al momento.

AVETE ORMAI UNA CERTA ESPERIENZA IN MATERIA DI TOUR. CON IL PASSARE DEGLI ANNI LI TROVATE PIÙ O MENO ESTENUANTI?
– Le condizioni in cui andiamo in tour e suoniamo non sono cambiate molto rispetto agli esordi. Oggi abbiamo alcune persone che ci aiutano a livello logistico, ma un nostro tour è sempre la solita esperienza. Abbiamo appena acquistato un nuovo furgone merdoso dopo avere venduto il precedente, il quale era ancora più merdoso di questo. Siamo più anziani, ma la realtà è sempre la stessa: non siamo rockstar. Se una data va bene possiamo permetterci di dormire in un motel, altrimenti dormiamo dove capita. Fortunatamente andiamo talmente d’accordo tra noi che anche se il furgone ci lascia a piedi a ‘Buttfuck’, Montana, siamo capaci di improvvisare una festa. Le notti nel motel sono fortunatamente diventate più frequenti rispetto a quelle passate sul pavimento di una casa di punkabbestia, il che è buono.

IN QUESTI MESI DI LOCKDOWN IMMAGINO CHE ABBIATE AVUTO TEMPO E MODO PER COMPORRE NUOVA MUSICA…
– Sì, a tal punto che una nuova uscita potrebbe vedere la luce nel 2021. Ci sentiamo più che mai determinati e il fatto di avere trovato uno stile nuovo ci sta galvanizzando molto. Se pensassimo che “Devouring Ruin” fosse l’apice della nostra carriera credo che ci scioglieremmo. Abbiamo tanta nuova musica già pronta e sono felice di affermare che stiamo diventando ancora più compatti e al tempo stesso progressivi. Mi sento quasi ingiusto nei confronti di “Devouring Ruin” perché, anche se è fuori da pochissimo, sto già pensando alle nuove canzoni. Ma spero che presto venga il momento in cui potremo suonare il disco dal vivo e portarlo in tour ovunque. È ad oggi il nostro lavoro migliore e rappresenta al meglio gli ultimi due anni di vita di questa band. Ne siamo veramente orgogliosi.

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