WARFIELD – La legge della vecchia scuola

Pubblicato il 12/07/2025 da

Tacciato spesso di immobilismo cronico, il thrash metal porta con sé quell’aura di aggressività romantica e adolescenziale in grado di travalicare le mode. La sua rabbia primordiale, il suo istinto da ‘born to lose, live to win’ lo hanno etichettato come quel genere perennemente criticato ma, di fondo, amato da tutti.
Questo concetto base è ben saldo e, di conseguenza, efficacemente trasmesso dal terzetto di Kaiserslautern a nome Warfield. Attiva da poco più di dieci anni, la band teutonica non ha avuto alcun timore nel rendere nota la propria passione nei confronti della vecchia scuola, tenendo bene a mente i dettami di nomi importanti non solo della scena europea, ma spaziando anche in terra d’oltreoceano.
Tale devozione storica ha trovato spazio nel primo “Wrecking Commando”, esplodendo definitivamente nel nuovo “With The Old Breed”, rilasciato nel mese di marzo, nel quale Dominik e i due fratelli Clemens, Matthias e Johannes, hanno alzato l’asticella della propria personalità riuscendo ad impiattare un disco in grado di rinvigorire l’immortale tasso old-school.
Di questo ed altro abbiamo parlato proprio con il cantante e bassista degli Warfield, ‘Jojo’ Clemens, e con il loro batterista ‘Dome’ Marx. Buona lettura!

CIAO RAGAZZI E BENVENUTI. DOMANDA DI RITO: CHI SONO I WARFIELD?
Jojo: – Grazie mille per averci ospitati! Noi siamo i Warfield, un trio thrash metal della vecchia scuola proveniente dalla Germania. Il nostro obiettivo? Farvi scuotere la testa con il nostro album “With The Old Breed”! (L’intervista si è tenuta lo scorso marzo, ndr).

THRASH METAL, GERMANIA: IL RIMANDO A NOMI QUALI KREATOR, SODOM, DESTRUCTION E TANKARD E’ INEVITABILE. VI SIETE SENTITI QUASI IN OBBLIGO NEL DOVER SUONARE PROPRIO QUESTO GENERE?
Dome: – All’inizio, intorno al 2010, come hanno probabilmente fatto molte altre band, ci siamo divertiti a suonare numerose cover delle grandi leggende del metal, chiamando in causa band come Iron Maiden, Judas Priest o Accept.
Di tanto in tanto però, ci siamo orientati verso un suono più pesante, concentrandoci quindi su Slayer, Exodus e Sodom, oppure anche su band emergenti del tempo come Suicidal Angels, Midnight o Toxic Holocaust; inutile dire che l’attitudine e la presenza scenica di queste band ci hanno subito colpito. Ed è stato in questo periodo che abbiamo iniziato a sviluppare il nostro stile musicale: man mano che cresceva la nostra comprensione e consapevolezza, aumentava anche la nostra rabbia verso la società e il mondo.
Sentivamo un forte bisogno di trasmettere queste emozioni nella nostra musica, ed il thrash metal credo che sia il canale migliore in questo senso. Non era nostra intenzione creare qualcosa di caratteristicamente ‘tedesco’; piuttosto, si trattava di sentirsi a proprio agio e, soprattutto, autentici nell’incarnare e rappresentare questo genere. Se non fosse stato così, non avremmo continuato con il thrash.

A PROPOSITO DEI BIG TEUTONIC 4, SE DOVESTE CREARE LA VOSTRA PERSONALE CLASSIFICA, CHI METTERESTE AL PRIMO POSTO? E SU GLI ALTRI TRE GRADINI?
Jojo: – Ad essere onesti, è quasi impossibile rispondere. Tutte le band hanno qualcosa di molto unico e, ognuna con le proprie opere musicali e i propri tour, hanno contribuito significativamente al riconoscimento della Germania nel mondo del metal. Direi che tutte e quattro hanno lasciato il segno su di noi e influenzato il nostro suono e il nostro gusto musicale. Ovviamente, non ci sono solo i ‘Big Teutonic Four’, ma molte altre leggende del thrash tedesco come Darkness, Exumer, Protector o Assassin, solo per citarne alcune.

IN SEDE DI PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALBUM, FATE RIFERIMENTO A VERE ICONE DEL THRASH METAL: JEFF HANNEMAN, TOM ANGELRIPPER (NEL SUO RUOLO DI BASSISTA) E DAVE LOMBARDO. MANCHEREBBE GIUSTO UN CANTANTE PER COMPLETARE UNA BAND IDEALMENTE FORMIDABILE; CHI SCEGLIERESTE?
Jojo: – Wow! Domanda difficile, ci sono così tanti candidati! Sceglierei Paul Baloff (cantante degli Exodus scomparso nel 2022, ndr): pura autenticità, potenza e rudezza; è esattamente così che dovrebbe essere il thrash!

AVETE DEBUTTATO NEL 2018 CON “WRECKING COMMAND”: LE VOSTRE INTENZIONI ERANO CHIARE, MA IL VOSTRO POTENZIALE SONORO ERA FORSE ANCORA UN PO’ GREZZO; QUEST’ENERGIA HA INVECE FATTO UN GRANDE PASSO IN AVANTI CON “WITH THE OLD BREED”.
Dome: – Hai ragione, e questo era il nostro obiettivo principale con “With The Old Breed”. Volevamo creare un mix più massiccio e pesante senza far sembrare l’album sovra-prodotto; non c’è niente di peggio di un album che suona come ogni altro.
Siamo più che soddisfatti del lavoro di Phil (Hillen, produttore dell’album, il quale si è occupato anche delle attività di mixeting e mastering, ndr): è riuscito a ottenere un suono così chiaro ed equilibrato mantenendo l’aggressività del nostro debutto.

IL VOSTRO NUOVO DISCO SEGNA ANCHE IL PASSAGGIO DI ETICHETTA ALLA NAPALM RECORDS. COME DESCRIVERESTI QUESTA NUOVA COLLABORAZIONE?
Jojo: – Sì, questa è la prima pubblicazione con la nuova etichetta e siamo estremamente entusiasti! È molto importante per noi essere sulla stessa lunghezza d’onda, perché alla fine, è questo il segreto se vuoi arrivare a creare qualcosa di grande. E questo è ciò che è avvenuto con la Napalm: penso che il loro ampio raggio d’azione sia ciò che ci è mancato come band finora; collaborare con loro ci ha quindi offerto una grande opportunità per raggiungere ancora più persone con la nostra musica.

VENIAMO QUINDI AL NUOVO “WITH THE OLD BREED”: IL TITOLO DELL’ALBUM E QUELLO DEI VARI BRANI SONO ABBASTANZA ESPLICITI TUTTAVIA, DI COSA TRATTANO I LORO TESTI?
Dome: – La nostra idea era quella di approfondire un argomento, raccontando storie di vita vissuta. In questo caso, dal punto di vista dei testi, rispetto al precedente “Wrecking Commando” c’è più profondità nel nuovo disco, con un focus maggiore sulla vita dei soldati e sull’impatto delle loro esperienze. Un approccio più accurato che ha rappresentato anche una nuova sfida per noi.
Purtroppo, le ingiustizie sociali e di guerra esistono ovunque – sia nel passato che nel presente; basta guardarsi intorno o accedere alle varie notizie di cronaca per trovare ispirazione per i nostri testi. Per quanto riguarda invece il titolo dell’album “With The Old Breed” ci è sembrato che andasse bene in due sensi: da una parte, descrive l’atteggiamento di sfida nel resistere contro tutte le avversità; dall’altra, guardando il nostro status di band, ci sentiamo chiaramente parte della ‘vecchia scuola’ del thrash.

A TAL PROPOSITO, LA TRACCIA DI APERTURA, “MELTING MASS”, CI RICORDA PARECCHIO LO STILE KREATOR (DEGLI ULTIMI ANNI, QUESTO E’ VERO), AGGRESSIVO ED ARMONICO, CON REFRAIN MELODICI E PARECCHIO ORECCHIABILI. UN’OPENER DAVVERO AZZECCATA.
Jojo: – Wow, è davvero bello sentire queste parole, grazie mille! Volevamo iniziare l’album con un attacco thrash breve, brutale, veloce, ‘in your face’; questo era il nostro piano.
Sul piano del testo, puntiamo il dito contro il mondo lavorativo moderno e sulla nostra società, ossessionata dall’affermazione, che gioca a favore dei ricchi, mentre l’individuo degenera in un’uniformità senza volto. I riff mi danno forti vibrazioni, tipo rasoiate e sì, il ritornello, in particolar, mi ricorda anche i Kreator, senza in alcun modo mirare a una copia; il nostro intento è comunque quello di fare le cose a modo nostro, con personalità. Ma è fantastico che tu la pensi così!

TRA LE ALTRE VI SONO TRACCE COME “TIE THE ROPE” E “GASP” LE QUALI DIMOSTRANO CHE NON SIETE SOLO RIFF E VELOCITA’.
Dome: – Sì, abbiamo provato molte cose nuove su questo disco e volevamo deliberatamente affrontarlo in modo più vario. Le due canzoni che hai menzionato sono gli esempi perfetti di questa nostra intenzione: che si tratti di nuovi elementi come i ‘ganghouts’ o i ‘roto-toms’, presenti in “Tie the Rope”, o di una matrice più epica di sette minuti, quella di “Gasp”, che include molte parti diverse e un outro con basso e batteria.
In generale, la scrittura delle canzoni è più matura e chiaramente elaborata su “With The Old Breed”; ci sono più variazioni senza perdere il nucleo di base.

L’EDIZIONE IN VINILE DI “WITH THE OLD BREED” PRESENTA ANCHE LA COVER DEI NUCLEAR ASSAULT “F#(WAKE UP)” COME TRACCIA BONUS. QUAL E’ LA VOSTRA OPINIONE SULLA SCENA THRASH AMERICANA? CI SONO ANCHE CHIARI RIFERIMENTI AGLI EXODUS IN BRANI COME “FRAGMENTATION”. SECONDO VOI, QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE THRASH METAL MADE IN USA E QUELLO TEDESCO?
Dome: – È davvero una domanda interessante! Innanzitutto, amiamo la scena tedesca così come quella americana e siamo influenzati da entrambe.
Se dovessi descrivere la differenza, direi che le thrash band americane hanno attinto principalmente dalla realtà punk all’epoca: a mio avviso, la scrittura delle canzoni è più tecnica, con potenti cori e qualche gang shouts; anche le canzoni extralunghe non sono rare. Mentre le band tedesche sono state significativamente influenzate dalle nascenti band black metal e si sono orientate maggiormente verso i primi Slayer, per esempio; il loro suono era più malvagio e occulto, caratterizzato da ruvidità e un’atmosfera minacciosa.
In merito a “Fragmentation”, hai di nuovo ragione! Il nostro approccio era quello di andare nella direzione degli Exodus. Forse potremmo dire che “Wrecking Command” ha un po’ più delle vibrazioni del thrash tedesco dei primi tempi, soprattutto a causa del suo suono. Al contrario, con la sua scrittura più matura e la produzione migliorata, “With The Old Breed” si avvicina di più alla scena thrash americana pur mantenendo la grinta e lo sporco del thrash vecchia scuola.

MOLTE PERSONE DICONO CHE IL THRASH METAL E’ IL GENERE CHE HA AVUTO PIU’ DIFFICOLTA’ SUL PIANO DELL’EVOLUZIONE, CON MOLTE NUOVE BAND CHE NON RIESCONO A PORTARE UNA NUOVA PROSPETTIVA. COSA NE PENSATE? CREDETE DI AVER CONTRIBUITO IN QUALCHE MODO A RINNOVARE IL GENERE?
Jojo: – Beh, è interessante, perché soprattutto in questo periodo, con così tante opzioni mediatiche, ci sono innumerevoli band che cercano di fare il meglio, con una propria identità. In definitiva, per me si tratta di suonare ciò che ami e ciò che ti dà energia. Una volta raggiunto questo obiettivo, hai la base per far arrivare questa energia agli altri.
Se abbiamo aiutato a rinnovare il genere è difficile da dire: penso che tutte le band che sono attualmente in giro e attive, comprese le leggende del passato, stanno costantemente mantenendo il genere vivo e rinnovandolo. Perché non sai mai chi è ispirato da quale riff o linea.
Inoltre, mi chiedo se il thrash abbia davvero bisogno di reinventarsi: è e rimane il genere più originale e genuino del metal, che stimola gli istinti primordiali umani e parla direttamente all’interiorità. Era così allora e lo è ancora oggi. E questo è un bene!

COME DICI, IL THRASH METAL E’ SEMPRE STATO RADICATO NELLA VECCHIA SCUOLA. COSA NE PENSATE DELLA CRESCENTE PRESENZA DELL’AI? VI PREOCCUPA O LA VEDETE COME UNO STRUMENTO UTILE PER LA NUOVA GENERAZIONE?
Jojo: – A mio avviso, chiunque si chiuda completamente agli strumenti moderni come l’AI ignora i tempi che cambiano. L’intelligenza artificiale porta enormi vantaggi e ti fa risparmiare tempo prezioso, che poi puoi sfruttare a tuo piacimento. Quindi, se vedi l’AI più come uno strumento, è una cosa fantastica!
Detto questo, l’essere umano e la libertà artistica non potranno mai essere sostituiti. Tutti noi del nostro gruppo siamo nati a metà degli anni ’90, il che significa che formiamo praticamente il ponte tra le generazioni prima e dopo l’AI.
Siamo estremamente felici di aver trascorso un’infanzia con cassette, CD e tanta aria fresca, allo stesso tempo, apprezziamo il sollievo che le nuove tecnologie portano. Non penso che l’AI e una mentalità vecchia scuola si ostacolino a vicenda; dopo tutto, puoi anche chiedere a Chat GPT come far funzionare di nuovo il tuo vecchio giradischi!

RIMANENDO IN TEMA DI AI, COME SPIEGATE IL SUO UTILIZZO PER IL BRANO “SOUL CONQUEROR”?
Jojo: – È stata una combinazione di ‘ciò che era disponibile’ e ‘cosa volevamo esprimere’. Poiché è generalmente molto difficile ottenere materiale di guerra originale senza pagare una fortuna, abbiamo inevitabilmente dovuto pensare a una soluzione.
In questo caso, abbiamo affrontato l'”Operazione Wandering Soul”, la guerra psicologica condotta dagli americani durante la guerra del Vietnam – che utilizzava suoni soprannaturali e idee di paura contro i nemici. Abbiamo colto l’occasione per utilizzare figure simili a fantasmi e immagini horror nel nostro video con i testi per visualizzare gli scenari di orrore nelle menti dei soldati vietnamiti.
Un progetto che l’AI ci ha permesso di realizzare: l’aspetto artistico però, partorito dalle nostre menti, è stato al centro dell’intero progetto in ogni momento; e questo, ripeto, non può essere sostituito da alcun tipo di intelligenza artificiale.

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