WE ARE HARLOT – Back to rock’n’roll

Pubblicato il 29/08/2015 da

I We Are Harlot sono la nuova creatura di Danny Worsnop degli Asking Alexandria. Non ritrovandosi più nel metalcore suonato dalla sua ex-band, il venticinquenne cantante britannico ha infatti deciso di dedicarsi a questo bel progetto sleaze rock, basato secondo lui stesso su quelle sonorità con le quali è cresciuto e che da sempre ama. Dopo il loro adrenalinico show al Sonisphere, incontriamo il giovane singer nei camerini della band e non ci facciamo scappare l’occasione di fargli qualche domanda, nonostante il caldo torrido di questo inizio giugno renda faticoso il dialogo.

We Are Harlot - band - 2015

BENE, PARTIAMO DALLO SHOW DI OGGI… COME PENSI SIA ANDATA? AVETE FATTO UN BELLO SHOW, LA GENTE HA RISPOSTO COME VI ASPETTAVATE?
“L’ora non era la migliore possibile ovviamente, ma c’era già abbastanza gente. Per noi è stato bello suonare a questo festival, sapevamo che ci saremmo divertiti. Certo, si spera sempre che funzioni tutto sul palco prima di occasioni come questa, ma siccome appunto non ci sono stati intoppi, direi che è andata bene”.

IN GENERE FACCIO QUESTA DOMANDA ALLA FINE, MA ME L’HAI ANTICIPATA. AI FESTIVAL ESTIVI, SPESSO SI INCONTRANO PROBLEMI TECNICI DI TUTTI I TIPI, SOPRATTUTTO SE SI È TRA LE PRIME BAND A SUONARE. SECONDO TE, QUAL È IL VANTAGGIO MAGGIORE DI SUONARE IN QUESTE OCCASIONI?
“Principalmente, è l’unica opportunità che hai di farti conoscere da un pubblico che non verrebbe a un tuo concerto per ascoltare te. Per le band con una storia breve è chiaramente un vantaggio a cui difficilmente si rinuncia. Per le persone che invece sono già tue fan, un festival è una specie di regalo, perché oltre alla tua band hanno la possibilità di sentire mostri come gli headliner, Metallica o Faith No More che siano”.

RIPRENDENDO DAL VOSTRO SHOW, POSSIAMO DIRE CHE È STATO DI SICURO ADRENALINICO E POTENTE. UNA COSA CHE CI CHIEDIAMO SPESSO È COME SI POSSA MANTENERE DURANTE UN LUNGO TOUR UN LIVELLO COSTANTE DI POTENZA ED ESALTAZIONE ANCHE SE INEVITABILMENTE CI SONO GIORNATE STORTE O EVENTI BRUTTI. VOI COME FATE?
“La musica che compongo ha una forte componente emozionale che, come dici tu, si traduce in una grande energia sul palco. Questo è l’ingrediente principale che usiamo, e non manca mai, nemmeno in momenti della vita magari meno felici. Quello che facciamo suonando è prendere le emozioni che proviamo, sia positive che negative, e tradurle in esaltazione, in potenza, dando vita a quello che poi è il nostro show: questo garantisce che lo show esploda sempre, basta che ci siano delle emozioni ad alimentarlo. Per fortuna, si traduce sempre in qualcosa di positivo, quindi per me esibirmi è sempre un bel momento. Alla fine, credo che buona parte del motivo per cui continuo a suonare è proprio perché vedo che farlo si traduce sempre in qualcosa di positivo: la folla reagisce alla nostra musica, e la loro reazione ci fornisce nuove emozioni, che traduciamo in altra energia. E’ un circolo che si alimenta da solo”.

PASSIAMO UN ATTIMO ALLA BAND E ALLA SUA STORIA: ANCHE SE SIETE MUSICISTI ESPERTI, LA BAND È DI NUOVA FORMAZIONE. CI RACCONTI QUALCOSA DI COME AVETE COMINCIATO COME WE ARE HARLOT?
“Come dici tu, non è certo la prima esperienza per me. Venivo da una band con un discreto seguito e mi sembrava di non riuscire a fare cose che mi soddisfacessero musicalmente, o che non rappresentassero appieno la mia idea. Non volevo più suonare un certo tipo di musica, che invece rappresentava la band e gli altri ragazzi che ne fanno tuttora parte. Io avevo già il progetto We Are Harlot in piedi da qualche anno, rifugiarsi lì è stata la mossa giusta. Fondamentalmente, siamo un gruppo di ragazzi con visioni simili che vogliono fare la stessa cosa. Questo risolve molti problemi”.

HAI PASSATO UN BRUTTO PERIODO?
“Uno solo? In passato ho avuto problemi di droga, ne sono uscito ma ho rischiato di morire più di una volta. La crisi artistica che ho avuto è stata tremenda ma la musica ha un grandissimo potere, riesce ad aiutarti e a farti reagire anche quando sembra proprio che tu non abbia più idea di dove andare a rifugiarti”.

QUINDI LA COSA PIÙ BELLA CHE I WE ARE HARLOT TI HANNO DATO È LA LIBERTÀ DI ESPRIMERTI?
“Si, direi di sì. Quello che suono con loro mi rappresenta appieno, e mi fa sentire a casa”.

QUESTO DISCO È UN DEBUTTO PER GLI HARLOT, MA NON È CHIARAMENTE IL DEBUTTO PER TE. UN PRIMO ALBUM CON UNA BAND NUOVA DA LE STESSE SENZSAZIONI DI UN PRIMO ALBUM IN ASSOLUTO O COMUNQUE L’ESPERIENZA INTERVIENE A RENDERE DIVERSE ALCUNE COSE?
“Certamente alcune cose sono diverse perché ti scontri con meno novità, e ovviamente compi meno errori dovuti all’inesperienza. Sai come comportarti in studio, sai in cosa sei forte e dove invece devi adottare dei trucchi. Ma un primo album è sempre un esperienza. E’ come una nascita. E’ vero che atre volte abbiamo lavoraato a dischi, prodotti, fatto promozione e aspettato che uscissero… ma un primo album di una band è sempre un po’ special. Non si come andrà, c’è sempre un minimo di mistero, e questo è eccitante. Penso che il nostro debutto sia fresco e pieno di idee, e rappresenti bene la voglia della band di far sentire la sua voce. E’ istintivo come deve essere un debutto, questo a prescindere dalla nostra esperienza”.

QUALE PENSI SIA IL PUNTO FORTE DELL’ALBUM?
“Mi è difficile dirlo. La freschezza è di sicuro un punto, ma sento un attaccamento così forte ad ogni suo aspetto che non so scegliere il migliore”.

LA MUSICA CHE PROPONI ADESSO SI LEGA A QUELLA CORRENTE STREET/SLEAZE CHE AFFONDA LE SUE RADICI NEGLI ANI ’80. UN BEL DISTACCO DAL METALCORE MODERNO CHE FACEVI PRIMA. NON HAI MAI PENSATO DI SENTIRTI VECCHIO, DI ESSERE NATO, PER DIRE, NEL DECENNIO SBAGLIATO?
“Un sacco di volte. Per suonare quello che mi piace avrei dovuto nascere nel 1972 o giù di lì. Ma nonostante tutto, la musica che mi ha sempre parlato era quella composta negli Anni ’80. Mi è sempre piaciuta, sono partito con i Van Halen e gruppi simili, conoscendo solo dopo la musica estrema e l’hardcore. Ora sono ‘tornato a casa’, e cerco di far vedere ai giovani da dove arriva la musica che ascoltano ora… da Aerosmith e AC/DC, per dire!”.

MA PENSI CHE ESSERE IN UNA ROCK BAND NEGLI ANNI ’80 ERA PIÙ SEMPLICE CHE ESSERLO ORA?
“No! Per nulla! Come ti dicevo i miei problemi con la droga li ho avuti, ma negli Anni ’80 era molto peggio! Non potevi far parte di una band senza essere sempre fuori, o sballato… e questo rendeva difficile la vita di una rock band, o anche solo andare d’accordo. Ora sto bevendo acqua in questa intervista, e ciò non mi sta impedendo di godermi la giornata o lo show appena finito… i tempi sono cambiati, ma è cambiato anche il modo di far parte di una band rock, indubbiamente”.

E’ UNA RISPOSTA INTERESSANTE. NEGLI ANNI ’80, SI DISTRUGGEVANO ALBERGHI, CI SI FACEVA, SI DORMIVA DOVE CAPITAVA… ORA LE COSE SONO DIVERSE. IL ROCK NON È PIÙ ROCK?
“Lo spirito rock non è cambiato. Queste cose le ho fatte anche io, per anni, ma semplicemente dopo un po’ arriva il conto da pagare. E’ uno stile di vita difficile da portare avanti, ma questo non vuol dire che il rock non è più rock. Semplicemente, devi trovare nuovi modi di viverlo che non siano per forza quelli più distruttivi”.

QUANDO VI SIETE FORMATI, C’ERA PER CASO UNA CONVINZIONE, UN PUNTO SU CUI TUTTI DOVEVATE ESSERE D’ACCORDO?
“La passione per il rock’n’roll. La decisione fissa di portare un certo tipo di sonorità ai giorni nostri, e rinverdire lo spirito della musica di un tempo. Questo era un punto fisso per me, e doveva esserlo per tutti”.

UN’ULTIMA DOMANDA: COSA NE PENSI DEI FAN ITALIANI?
“Grandiosi! Voglio dire, fuori fa un caldo fottuto, eppure hanno risposto tutti come se il caldo non ci fosse. Spero davvero di tornare a Milano in futuro, magari come headliner per un nostro tour!”.

1 commento
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.