WEDNESDAY 13 – L’eterno riposo

Pubblicato il 12/06/2017 da

Dopo un ultimo periodo non all’altezza della sua pluriventennale carriera, Wednesdday 13 sembra finalmente essere tornato su livelli d’ispirazione che più li competono, grazie anche ad una line-up nel frattempo consolidata e cui in quest’occasione viene concesso il giusto spazio in fase compositiva. Raggiunto ai nostri microfoni a poche settimane dall’uscita di “Condolonces”, e prima di partire per un tour che lo porterà anche in Italia in autunno, ecco il resoconto della chiacchierata con uno dei principali portabandiera dello shock rock-metal. 

IL NUOVO ALBUM E’ SEMPRE RICONOSCIBILE, MA SI PERCEPISCE UN MOOD MOLTO PIU’ HEAVY RISPETTO AL SOLITO: QUANTO HA INFLUITO LA SCELTA DI ZEUSS COME PRODUTTORE? ED AVEVATE GIA’ IN MENTE QUESTO SOUND QUANDO SIETE ENTRATI IN STUDIO?
“Abbiamo scelto Zeuss perchè ci siamo trovati molto bene con lui durante l’ultimo Murderdolls, quindi non abbiamo avuto dubbi al momento di scegliere un produttore esterno. Per quanto riguarda il sound, è stato un passaggio molto fluido, penso che già nel precedente disco ci fosse qualche elemento più metal, quindi un ulteriore appesantimento è stata una naturale conseguenza”.

IL CAMBIO DI SONORITA’ E’ FIGLIO ANCHE DEL MAGGIORE SPAZIO CONCESSO ALLA BAND IN FASE DI SONGRWITING?
“Agli inizi della mia carriera solista ero solito comporre e suonare tutto da solo, ma in questi ultimi anni ho trovato finalmente una line-up più stabile e con cui c’è grande feeling, per cui è stato naturale dare loro maggiore spazio in fase di songrwiting, mettendo in risalto le idee di ciascuno”.

L’ARIA DI CAMBIAMENTO SI PERCEPISCE ANCHE PER GLI ASPETTI EXTRA MUSICALI, COME I TESTI E L’ARTWORK.
“Per questo disco ho voluto provare qualcosa di diverso, a partire dal fatto di avere un produttore esterno dopo tanti anni. Per quanto riguarda il logo, lo avevo già cambiato tra il primo e il secondo, così come tra il secondo e il terzo, dopodiché è rimasto stabile per un po’. Stavolta però come detto volevo provare qualcosa di nuovo, quindi una nuova immagine è quello che ci voleva per marchiare a fuoco quello che di fatto è a tutti gli effetti un nuovo inizio”.

SEMPRE A PROPOSITO DI CAMBIAMENTO, DOPO GLI ESORDI CON LA ROADRUNNER SIETE TORNATI SU UNA MAJOR COME LA NUCLEAR BLAST: COME VI TROVATE DOPO TANTI ANNI D.Y.I.?
“Siamo molto contenti di come stanno andando le cose, stiamo ricevendo enorme supporto dalla promozione al budget per i video. Finora ho sempre lavorato in ottica DYI, quindi non sono abituato ad avere un team dedicato al supporto dell’album: è veramente fantastico, e sono sicuro che in questo modo raggiungeremo un pubblico nuovo che finora non ci conosceva”.

LA TITLE TRACK E’ LA CANZONE PIU’ LUNGA DELLA TUA CARRIERA SOLISTA, ED IMMAGINO ABBIA UN SIGNIFICATO PARTICOLARE, E’ COSI’?
“La title-track era la traccia perfetta per riassumere il concetto di morte che permea il disco, nonchè l’atmosfera che si respira da un paio d’anni a questa parte, dove sembra che ogni giorno ci lasci qualche musicista o personaggio famoso. Nell’ultimo anno in particolare, anche a livello personale, non ho fatto che ripetere ‘Mi spiace per la tua perdita, condoglianze’, quindi sono partito da qui per scrivere quella che in effetti è la canzone più lunga mai apparsa su un mio lavoro, e al momento di scegliere il titolo per l’album non ho avuto dubbi che fosse la più rappresentativa”.

IL VOSTRO BATTERISTA E’ IL FIGLIO DI DAN CASTRONOVO (STORICO BATTERISTA DEI JOURNEY, NdR), E SE NON ERRO SUO PADRE COMPARE SU “CRUEL TO YOU”, CORRETTO?
“Sì, Dan è sempre stato un nostro fan fin dagli inizi, e ovviamente a maggior ragione ora che da un paio d’anni suo figlio suona con noi: è veramente la nostra arma segreta, lo considero il miglior batterista con cui abbia mai lavorato”.

AFFERMAZIONE NON DA POCO, CONSIDERATO CHE HAI LAVORATO CON JOEY JORDISON, ANCHE SE IN VESTE DI CHITARRISTA…
“Sono entrambi fenomenali, è come se fossero due uomini al posto di uno da come riescono a suonare la batteria”.

BEH, A QUESTO PUNTO NON VI RESTA CHE UN TOUR CON I JOURNEY!
“Non so’ quanto il loro pubblico sia in linea con il nostro, ma mai dire mai (risate, NdR)”.

ORA CHE AVETE UNA LINE-UP STABILE, E DATO CHE SONO PASSATI QUASI DIECI ANNI DALL’ULTIMO LVE DVD, AVETE QUALCOSA DI NUOVO A PIANO?
“Nulla di ufficiale per il momento, se non che durante il tour stiamo vendendo al banco del merchandising un video che contiene più che altro dietro le quinte e un po’ di materiale inedito per i fan. Detto questo, credo che i tempi siano maturi, quindi non escludo a breve di mettere in cantiere qualcosa”.

SUL FRONTE MURDERDOLLS, INVECE, VISTE LE RECENTI DICHIARAZIONI POSSIBILISTE ANCHE DA PARTE DI JOEY JORDISON, C’E’ QUALCHE POSSIBILITA’ DI RIVEDERVI INSIEME?
“C’è stato in effetti un po’ di rumore, ma credo non se ne riparli prima di un paio d’anni, visto che al momento sia io che Joey siamo impegnati con la promozione e il tour dei nostri ultimi album. Dopodichè nel 2019 vedremo, probabilmente faremo qualche show insieme, e il resto si vedrà”.

GUARDANDO NELLA PALLA DI CRISTALLO, DOVE TI VEDI TRA 20 ANNI? ANCORA IMPEGNATO CON QUESTO GENERE DI MUSICA, O MAGARI IN QUALCHE ATTIVITA’ COLLATERALE, COME ROB ZOMBIE CHE SI E’ AFFERMATO ANCHE IN VESTE DI REGISTA?
“Guardandomi indietro ho cominciato suonando horror-punk che col tempo è diventato horror-metal, per cui se mi proietto nel futuro non mi immagino a fare niente di diverso da questo, se non eventualmente all’interno di un side project. Per quanto riguarda una carriera parallela, è presto per dirlo, ma magari tra una decina d’anni, se mi fossi stancato della vita da tour, potrei provare qualcosa di diverso. Se dovessi cominciare con il cinema, comunque, mi vedo più su filone comedy-horror piuttosto che sul genere horror tradizionale”.

A QUESTO PUNTO MI VIENE DA CHIEDERTI, ESCLUDENDO “LA FAMIGLIA ADAMS”, QUAL E’ LA TUA COMMEDIA PREFERITA…
“Al primo posto metto sicuramente ‘The Jerk’ (‘Lo Straccione’ nella versione italiana, ndR), con Steve Martin. Al secondo posto direi ‘Airplane!’ (‘L’aereo Più Pazzo Del Mondo’ in italiano, ndR)”.

TORNANDO ALL’HORROR, DA UN PO’ DI ANNI GLI ZOMBIE SEMBRANO TORNATI DI MODA, GRAZIE AI VARI “THE WALKING DEAD”, “Z-NATION”, “RESIDENT EVIL”…COSA NE PENSI DI QUESTI SERIAL?
“Come tutti ho iniziato a guardare ‘The Walking Dead’ appena è uscito, e devo dire che ero un grande fan delle prime stagioni, oltre ad essergli riconoscente perchè ha portato alla ribalta presso il grande pubblico il tema degli zombie, avvicinando la gente anche al mio genere. Detto questo, col tempo ho perso interesse nei confronti dello show, anche perchè ormai gli zombie sono solo dei comprimari”.

SE TI VENISSE DATA LA POSSIBILITA’ DI REGISTRARE LA SIGLA PER UNO DI QUESTI SHOW, QUALE CANZONE SCEGLIERESTI?
“Mah, ce ne sarebbero talmente tante che è una scelta difficile: probabilmente, vista la familiarità con questo genere, farei prima a scriverne una nuova di zecca”.

FUORI DAL MONDO MUSICALE, IN PASSATO INSIEME ALLA TUA EX-MOGLIE TI SEI CIMENTATO ANCHE CON LA LETTERATURA PER L’INFANZIA, OVVIAMENTE SEMPRE A TEMA HORROR: COM’E’ NATA QUEST’IDEA?
“Sono passati ormai tanti anni: era il periodo in cui avevamo appena registrato il primo disco dei Murderdolls e la label ci ha obbligati a stare fermi per 9 mesi prima di partire con il tour, quindi mi sono trovato con un po’ di tempo libero. All’epoca poi mio figlio era piccolo, quindi è stata una cosa divertente. Poi però ho cominciato a scrivere il mio primo disco solista, nel tempo mi sono separato dalla mia ex moglie, e quindi è rimasto un episodio isolato”.

IN PRINCIPIO FUORONO ALICE COOPER E ROB ZOMBIE, POI MARYLIN MANSON E INFINE TE: CHI SARA’ IL PROSSIMO PALADINO DELLO SCHOCK ROCK?
“Onestamente non saprei: sono ovviamente onorato di essere l’ultimo entrato in questa ‘super-lega’, e ho dovuto lavorare parecchi anni per arrivare dove sono, però se dovessi indicare qualcuno delle nuove generazioni in questo momento non saprei fare un nome”.

HAI AVUTO MODO DI ACCOMPAGNARE IN TOUR TUTTI E TRE: QUAL E’ L’ESPERIENZA CHE TI HA SEGNATO DI PIU’?
“Premetto che sono state tutte esperienze fantastiche, ma se dovessi scegliere ti direi Alice Cooper, dato che è sempre stato il mio idolo fin da quando ero un ragazzino. Detto questo, mi farebbe piacere tornare in tour con ciascuno di loro, e spero ci sia la possibilità di poterlo fare a breve”.

POTRESTE SEMPRE FARE UN ‘BIG 4’ DELLO SCHOCK ROCK…
“Sì, sarebbe un’ottima idea (risate, ndR)!”.

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