WHILE HEAVEN WEPT – Heart and Soul

Pubblicato il 26/05/2011 da


Se nel 2009, con l’uscita del magnifico “Vast Oceans Lachrymose”, i While Heaven Wept hanno iniziato a farsi conoscere alle masse, il 2011 consacra in maniera definitiva i WHW come una delle formazioni più interessanti del panorama heavy classico: le aspettative per il nuovo album erano ovviamente altissime, ma il nuovo “Fear of Infinity” non solo è riuscito a mantenere gli alti standard del suo predecessore, ma ha ripescato alcuni elementi doom che sembravano essere stati accantonati con 
“Vast Oceans Lachrymose”. Tom Phillips si è dimostrato ancora una volta un vero e proprio gentleman, disponibilissimo e loquace nel rispondere a qualsiasi nostro quesito: pur con i grandi traguardi raggiunti dalla formazione negli ultimi anni, non ultima la firma con la Nuclear Blast, Tom continua ad essere una persona con i piedi per terra, fortemente ancorato al binomio musica-emozioni. Vi lasciamo quindi a questa intervista fiume condotta con il chitarrista e principale compositore della band: buona lettura! 

 

CIAO TOM, BEN TORNATO SU METALITALIA.COM. IL 2009 E’ STATO UN ANNO MOLTO IMPORTANTE PER I WHW: “VAST OCEANS LACHRYMOSE” E BALZATO ALLA CRONACA COME UNO DEI MIGLIORI ALBUM DELL’ANNO E LA VOSTRA POPOLARITA’ E’ CRESCIUTA ENORMEMENTE. A DUE ANNI DI DISTANZA COME VEDI ORA IL VOSTRO PRECEDENTE LAVORO?
“Grazie per averci dato nuovamente dello spazio, lo apprezziamo molto! Indubbiamente il 2009 è stato un anno che ha segnato un punto di svolta e dal quel momento le ruote hanno iniziato a girare… e non sembrano essersi fermate! Quello che intendo è che non ho mai smesso di lavorare dal momento in cui sono tornato dalle registrazioni di ‘VOL’ sino ad ora: c’è sempre stato qualcosa relativo ai WHW che mi ha tenuto occupato! Detto questo è giusto precisare che non ci sono stati cambiamenti in noi anche se siamo diventati più popolari: tutto è rimasto come prima e nessuno di noi ha cambiato gusti musicali ne è cambiato come persona. Il più grosso cambiamento avvenuto con ‘VOL’ è stato l’inizio di una sorta di processo di guarigione per me. Non l’ho capito sino a che non abbiamo concluso le registrazioni di ‘Fear of Infinity’: ora sento che questo processo di guarigione è definitivamente finito”.

L’ULTIMA VOLTA CHE CI SIAMO PARLATI CI HAI DETTO CHE LE REGISTRAZIONI DI “VOL” SONO STATE MOLTO ONEROSE ED ERI IN DIFFICOLTA’ ECONOMICHE: LE BUONE VENDITE DI CD E MERCHANDISING TI HANNO AIUTATO IN QUALCHE MODO?
“Abbiamo in qualche modo alleviato le spese, ma alla fine dei conti siamo ancora profondamente in debito con lo studio di registrazione, non solo per ‘VOL’ ma anche per il nuovo rilascio. Il processo di creazione e registrazione dell’album è una cosa molto personale ed è importantissimo che le emozioni traspaiano chiaramente e che la produzione sia in qualche modo più prossima alla perfezione. Vedi, questo spiega perché prima ti ho detto che non sono sicuro che sia realmente cambiato qualcosa in noi: stiamo ancora affrontando problemi economici e non penso potremo permetterci di registrare un nuovo album con il nostro ingegnere del suono senza che questi problemi siano risolti. Sino a che le persone continueranno a pensare che i nostri lavori valgono i soldi spesi, beh, questo è l’unica cosa che ci interessa, oltre ovviamente alla nostra necessità di esprimere la nostra musica senza costrizioni”.

LA VOSTRA PRECEDENTE LABEL (CRUZ DEL SUR) HA FATTO UN OTTIMO LAVORO DI PROMOZIONE PER “VOL” E PER IL VOSTRO PRIMO LIVE ALBUM: COME HANNO REAGITO ALLA NOTIZIA DELLA FIRMA CON LA NUCLEAR BLAST?
“Non ho alcuna lamentela da fare riguardo alla Cruz del Sur: abbiamo fatto grandi cose insieme – di cui sono veramente fiero – ed Enrico è come un fratello per me, tanto che continuiamo a sentirci spesso. Ovviamente c’è stata tristezza da entrambe le parti quando è arrivata la notizia della Nuclear Blast, ma Enrico ci ha dato la sua completa benedizione. Ha ammesso che i WHW avevano superato l’etichetta anche se io personalmente non l’ho mai creduto. Penso che volessimo fare insieme ‘Fear of Infinity’ ma l’offerta della Nuclear Blast era troppo buona per essere rifiutata ed anche Enrico era d’accordo su questo punto di vista. Se l’offerta fosse arrivata da qualsiasi altra entità ‘minore’ penso che né io né Enrico avremmo mai accettato qualsiasi sorta di cambiamento”.

LA NUCLEAR BAST E’ UNA DELLE PIU’ IMPORTANTI LABEL NEL SETTORE METAL: SONO CERTO CHE MOLTI FANS ABBIANO VISTO QUESTO MATRIMONIO COME STRANO E PERICOLOSO PER UNA BAND CON UN SUONO CLASSICO ED UNICO COME IL VOSTRO. COSA NE PENSI DI QUESTA DICHIARAZIONE?
“Qualsiasi preoccupazione riguardo ad un possibile cambio del nostro stile con la Nuclear Blast è ovviamente infondato. Dopo ventun anni nulla è cambiato nei WHW: il nostro suono è sempre stato radicato in emozioni autentiche ed è impossibile per noi tentare di essere qualcosa di diverso da quello che siamo! Oltre a questo, prima ancora che venisse fatta l’offerta dalla Nuclear Blast, l’etichetta stessa aveva messo in chiaro che non aveva alcun desiderio né intenzione di forzarci ad essere qualcosa di diverso da quello che siamo. Erano perfettamente consci del fatto che i nostri lunghi pezzi epici non erano delle ‘hits da classifica’ e la cosa ci ha rassicurati molto. I WHW sono e saranno quello che sono sempre stati: Metal con un cuore ed un’anima”.

INIZIAMO A PARLARE DEL NUOVO ALBUM “FEAR OF INFINITY”: PARTIAMO CON IL TITOLO. COSA SI NASCONDE DIETRO ALLA SCELTA DEL TITOLO?
“Il titolo è una sorta di estensione alla canzone ‘To Grieve Forever’, dove parliamo di una tristezza e dolcezza così profonda che sembra poter durare per sempre: ferite che non guariranno mai. La paura che perfino il tempo non possa guarire il dolore più profondo, che ci saranno sempre vuoti all’interno di noi che non verranno mai più colmati”.

L’ARTWORK DELL’ALBUM HA SICURAMENTE UNA STRETTA CONNESSIONE CON IL TITOLO DELL’OPERA: PERCHE’ AVETE DECISO DI ABBANDONARE LA STATUA DELL’ANGELO CHE AVETE INCLUSO NEI VOSTRI PRIMI LAVORI?
“Ci siamo allontanati inconsapevolmente da una certa iconografia religiosa già da un po’ di tempo: penso che l’abbandono sia dovuto al fatto che questa metafora si sia in qualche modo esaurita attraverso i precedenti album della nostra discografia. Abbiamo sempre pensato ad ogni disco nella sua interezza, come se fosse un ‘pacchetto completo’: l’artwork ovviamente ne è parte integrante e ogni copertina è stata selezionata e scelta con cura. Dobbiamo ringraziare Mauro per i suoi favolosi layout nelle nostre precedenti uscite su Eibon Records: egli mi ha sicuramente aiutato a plasmare i miei pensieri su ogni album e a trasporli nella parte grafica. Sentiamo di aver iniziato un ‘terzo capitolo’ della nostra carriera e desideriamo supportare artisti contemporanei piuttosto che saccheggiare nuovamente qualche museo. Sentiamo una stretta connessione tra le arti visive e la nostra musica e continueremo a supportare questo binomio anche in futuro!”.

QUANDO ABBIAMO PARLATO INSIEME L’ULTIMA VOLTA CI HAI ACCENNATO CHE “FEAR OF INFINITY” ERA GIA’ TOTALMENTE COMPOSTO: AVETE FATTO DEI GROSSI CAMBIAMENTI ALLE PRIMA DEMO CHE AVETE REGISTRATO O TUTTO E’ RIMASTO INVIARIATO?
“Per buona parte dell’album la musica è esattamente la stessa che avevamo pronta. Dato che non avevamo finito al 100% i testi dell’opera (prima ancora che iniziassimo a registrare) ci siamo accorti che, lavorando sulle melodie vocali, abbiamo dovuto modificare alcune progressioni strumentali per farle sembrare più naturali e scorrevoli. In alcuni brani questi cambiamenti hanno portato a dei cambiamenti strani ed inaspettati ma ciò ha assicurato che non ripetessimo certi riff sino alla nausea. Oltre a ciò solo il piano aggiunto in ‘Unplenitude’ e l’assolo nella parte conclusiva di ‘Finality’ rappresentano i soli cambiamenti ai demo pre-album”.

QUANTO E’ CAMBIATO IL TUO MODO DI COMPORRE DA QUANDO HAI AFFIDATO LE PARTI VOCALI A RAIN? PARTENDO DA “VOL” LE PARTI DI CHITARRA SONO DIVENTATE MOLTO PIU’ COMPLESSE SE COMPARATE AI VOSTRI ALBUM PRECEDENTI.
“Tutto il materiale è stato composto prima dell’arrivo di Rain e il suo arrivo non ha impattato in alcun modo la creazione delle composizioni. Non voglio assolutamente sminuire la sua presenza: una delle ragioni principali per cui ho cercato un cantante come Rain è che sapevo che le nuove composizioni erano molto più impegnative se comparate a quelle dei nostri precedenti album. Non sarei mai riuscito a suonare e cantare contemporaneamente! Penso che l’impatto che Rain ha sul mio modo di suonare sia molto più profondo quando ci esibiamo dal vivo: mi sento totalmente libero di esprimermi al meglio e di aggiungere delle spontanee improvvisazioni che prima erano impensabili. E’ una sensazione liberatoria!”.

“UNPLENITUDE” E’ STATA COMPOSTA PIU’ DI DIECI ANNI FA: PERCHE’ HAI ASPETTATO COSI’ TANTO A PUBBLICARLA?
“Gli arrangiamenti originali di ‘Unplenitude’ sono stati registrati durante le sessioni di ‘Sorrow of the Angels’ a fine anni 90: prima della pubblicazione del lavoro abbiamo deciso di non includerla dato che non trovavamo un legame con il resto delle composizioni. Nel caso specifico ‘Sorrow…’ è un disco che è sempre stato costruito con un feeling mono-dimensionale: la depressione è una sensazione monotona e la versione originale di ‘Unplenitude’ avrebbe in qualche modo alterato quel concetto in maniera stridente. La composizione è stata comunque inclusa nel doppio LP ‘Chapter One: 1989-1999’ dalla Metal Supremacy Records nel 2002 e più di recente nella versione rimasterizzata contenuta nella compilation ‘The Arcane Unearthed’ a cura della High Roller Records. L’arrangiamento della stessa in ‘Fear of Infinity’ è molto differente e si integra meglio con il fluire dell’album. Immagino che sia strano tenere una buona canzone chiusa in un cassetto per così tanto tempo: ‘Vessel’ e ‘To Wander The Void’ sono altri esempi di questo mio bizzarro comportamento… figuratevi che risalgono a molto prima di ‘Unplenitude’!”.

LA TRACCIA MENO USUALE (PER LO STILE DEI WHW) INCLUSA NEL NUOVO ALBUM E’ L’INIZIALE “HOUR OF REPRISAL”. SI TRATTA DI UNA TRACCIA MOLTO VELOCE CON PARTI DI CHITARRA E BATTERIA PARECCHIO ESTREME. COM’E’ NATA QUESTA CANZONE?
“‘Hour of Reprisal’ è letteralmente nata dall’odio alla stessa stregua di ‘Destroyer of Solace’: come ti ho accennato prima tutto nei WHW nasce da eventi realmente accaduti nella nostra vita, relazioni con emozioni vere. Abbiamo semplicemente catturato le emozioni che stavamo vivendo in quel momento: per capire completamente ‘Fear of Infinity’ deve comprendere i tre stati che ho vissuto nel comporre la musica di quest’album. Si inizia con la rabbia che si evolve in profonda tristezza per poi tramutarsi, verso gli ultimi istanti del lavoro, nel raggiungimento della liberazione tramite l’accettazione. Solo dopo aver completato il processo che inizia con ‘Vast Oceans Lachrymose’ e si conclude con ‘Fear of Infinity’ posso dire di aver raggiunto di nuovo un equilibrio nel mio cuore”.

ANCHE SE IL NUOVO ALBUM E’ UN BUON MIX TRA QUANTO AVETE FATTO IN PASSATO HO TROVATO MOLTE PARTI DI “FEAR OF INFINITY” VICINE A “SORROW OF THE ANGELS”: COSA NE PENSI?
“Sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che ‘Fear of Infinity’ abbia una feeling più oscuro di ‘Vast Oceans Lachrymose’ e di ‘Of Empires Forlorn’: c’è una sensazione di depressione e malinconia esattamente come in ‘Sorrow of the Angels’ anche se percepisco una maggiore profondità e maturità che rendono ‘FOI’ diverso pur rappresentando le stesse emozioni. Molto probabilmente ciò potrebbe essere imputabile alla mia maturazione durante questo lungo lasso di tempo. Un altro parallelo che che avvicina il nuovo album a ‘Sorrow of the Angels’ è la presenza di ‘Unplenitude’ e ‘To Grieve Forever’, tracce composte durante le sessioni di ‘Sorrow’. ‘Fear of Infinity’ rappresenta una chiara progressione della nostro modo di fare musica: continueremo a cercare di innalzare questo livello oltre ogni limite indipendentemente dal genere proposto”.

“LOVESONG OF THE FORSAKEN” E’ L’UNICO EP NELLA VOSTRA DISCOGRAFIA CHE NON E’ STATO RISTAMPATO IN CD: PENSATE DI RILASCIARLO IN UN FUTURO PROSSIMO?
“‘Lovesong’ è disponibile come parte della ’20th Anniversary Series’ LP della High Roller Records (la versione in vinile bianco è già finita!). Per la versione CD abbiamo in programma di rivisitare nuovamente tutto il vecchio catalogo e produrre delle ‘edizioni definitive’ di ogni rilascio: saranno edizioni remixate, rimasterizzate ed anche ri-registrate in qualche caso con l’inclusione di alcune bonus track relative alle loro sessioni di registrazione. Non voglio assolutamente che questo suoni come un ‘riscrivere la nostra storia’. Forse è meglio spiegarsi con un esempio: non sono mai rimasto veramente soddisfatto della produzione di ‘Sorrow of the Angels’, così ho deciso di rivisitarlo e remixarlo con gli standard correnti, senza danneggiare la natura dell’album stesso… e non parlo di fotterlo con vari plugin o ProTools o altre diavolerie digitali. Voglio semplicemente raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissato ai tempi magari aggiungendo qualche traccia aggiuntiva. Inoltre abbiamo l’intenzione di registrare nuovamente il lavoro con la line-up attuale, eseguendo le tracce esattamente come facciamo ora dal vivo, in un bonus-disc allegato all’opera. Questa nuova edizione rappresenterà il ‘meglio dei due mondi’ per i fans di vecchia data e i nuovi fans che si approcciano alla band”.

QUALE PENSI CHE SIA IL PIU’ GROSSO CAMBIAMENTO IN TE STESSO COME MUSICISTA IN TUTTI QUESTI ANNI? E COME UOMO?
“Mmm, sono domande piuttosto profonde e non sono certo di riuscire a rispondere! Come musicista penso che il più grosso cambiamento sia coinciso con la pubblicazione di ‘Chapter One’: tutta la musica prima di quel momento proveniva dalla mia adolescenza, mentre il periodo successivo coincide con i miei primi approcci ed esperimenti nel mettere in pratica teoria e concetti musicali che avevo studiato all’università. Penso di essere diventato più cosciente di saper condensare le mie idee in musica senza esagerare con la lunghezza di ogni traccia: non sono assolutamente contrario alla realizzazione di lunghe composizioni, l’importante è che conducano da qualche parte anziché vagare senza una meta come mi capita di sentire in tante band contemporanee. Parlando di me invece penso di aver raggiunto un punto in cui nulla mi spaventa e riesco a prendere le mie decisioni senza dover dar credito a qualsiasi influenza esterna: do molto peso all’indipendenza che sono riuscito a raggiungere con i WHW. Questo influenza positivamente anche la mia vita personale: punto ad essere senza paura, aperto ed onesto con le persone (sia platonicamente che in termini di affetto) come lo sono attraverso i WHW”.

HAI FINALMENTE UNA LINE-UP SOLIDA: VI VEDETE SPESSO O SIETE SOLITI TENERE SEPARATA LA VITA PRIVATA DALLA BAND?
“Anche se amiamo uscire insieme, considerando la natura familiare della band, siamo spesso occupati con le nostre vite private, carriere e famiglie, senza considerare il fatto che viviamo in quattro stati differenti: solitamente ci vediamo per le prove o in occasioni speciali. Stiamo regolarmente in contatto tra di noi via email o telefonicamente anche se ci rimane veramente poco tempo da passare insieme considerati gli impegni quotidiani. Lavoro sui WHW in ogni singolo momento libero di ogni mia giornata. Ci siamo sempre divertiti insieme quando ne abbiamo avuto l’opportunità e siamo stati fortunati nell’ultimo periodo di aver passato un po’ di tempo insieme in Germania e Grecia per alcuni show: conservo ottimi ricordi di queste esperienze”.

QUANDO POTREMO VEDERVI DAL VIVO IN ITALIA? AVETE IN PROGRAMMA UN TOUR PIU’ VASTO IN EUROPA?
“Sfortunatamente penso che l’Italia debba ancora aspettare un po’: per me suonare in Italia è una delle più alte priorità dato che abbiamo convissuto con almeno due etichette italiane che hanno rilasciato più di un album a testa! Penso che il modo più semplice di raggiungervi sia attraverso il roster del ‘Rock the Nation’: solitamente il tour ha almeno una data italiana nella propria schedulazione. Ora saremo in tour con i Primordial e gli Alcest e viaggeremo in Germania, Austria, Ungheria, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Svizzera, Slovenia… come vedi ci stiamo avvicinando! Abbiamo pianificato un altro tour alla fine dell’anno (o a inizio 2012 al più tardi) e spero vivamente di riuscire ad arrivare anche in Italia! Dobbiamo assolutamente farcela!”.

GRAZIE TANTE PER IL TEMPO CONCESSOCI TOM, LE ULTIME PAROLE SONO TUE.
“Grazie ancora per averci dato spazio, ve ne siamo infinitamente grati! Vorrei salutare tutti gli amici e fans italiani che ci hanno supportato e continuano a supportarci in tutti questi anni: siete sempre importantissimi per noi! Spero che chiunque possa dare una chance a ‘Fear of Infinity’, chiedo solo di dargli qualche ascolto sperando che qualcosa scatti in voi: con tempo e dedizione spero che i nostri album riescano a comunicarvi qualcosa. Noi tutti speriamo di vedervi dal vivo al più presto! Grazie (in italiano, Ndr)!”.

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