WHITE WARD – In fuga dall’umanità

Pubblicato il 24/12/2022 da

Si era capito già qualche anno fa che i White Ward avevano le carte in regola per non essere un semplice, pur buono, gruppo black metal, né l’ennesimo progetto volto a stupire a tutti costi con astruse sperimentazioni fini a loro stesse. La bontà della band ucraina si è dimostrata sulle basi di una crescita graduale album dopo album, fino ad arrivare a “False Light”, un disco completo e denso, che segue – se non addirittura migliorandolo, ampliandone il significato – “Love Exchange Failure”, esasperandone tematiche e sonorità. Sulla scia di tale ottima salute discografica, non possiamo ignorare la posizione geografica della band: quello che sta accadendo in Ucraina è sotto gli occhi di tutti, e chi scrive si è chiesto (e ha chiesto agli autori, come vedrete) come sarebbe stato un disco del genere scritto in stato di guerra. Una guerra tragica come tutte le guerre, banalmente, e sulla quale abbiamo preferito, se non sorvolare, soltanto accennarne la presenza, lasciando a Yurii Kazaryan, chitarrista e compositore, il compito, se ne avrebbe voluto, di aggiungere osservazioni e pensieri naturalmente personali. Insomma, abbiamo voluto parlare quasi esclusivamente di musica, che è quello di cui trattiamo qui. L’intervista è stata raccolta a fine ottobre, e – proprio per tornare alla musica – raccoglie dei pensieri artistici essenziali quanto consci delle proprie capacità, nonché piuttosto coerenti con quello che è sempre stato il nucleo (anche concettuale) della band. Detto questo, buona lettura!

CIAO YURII, COME STAI? SIAMO TUTTI SINTONIZZATI SU QUELLO CHE SUCCEDE IN UCRAINA, SPERO CHE VOI E LE VOSTRE FAMIGLIE STIATE BENE. QUI FARÒ SOLO DOMANDE RELATIVE ALLA MUSICA, MA SENTITI LIBERO DI AGGIUNGERE QUALSIASI ALTRO TIPO DI PENSIERO DURANTE QUESTA INTERVISTA, SE TI VA.
– Grazie Giuseppe. Per fortuna noi e le nostre famiglie siamo vivi e al sicuro, se così si può dire, visto che non c’è una parte di Ucraina sicura al cento per cento. In ogni momento un missile russo potrebbe entrarti dalla finestra all’improvviso. Ma siamo forti e continuiamo a suonare e vivere la musica, grazie alle nostre forze armate che impediscono ai russi di entrare nel profondo delle nostre terre.

VENIAMO ALLORA ALLA MUSICA; MI PARLERESTI DI “FALSE LIGHT”? LA SUA CONCEZIONE, IL SUO SIGNIFICATO E COME QUESTO SIA EVOLUTO DURANTE LA SCRITTURA E LA COMPOSIZIONE?
– Tutti i nostri processi di composizione partono dalla creazione un concept lirico ed estetico. Ciò poi si connette direttamente a suono e atmosfera che creiamo nei nostri dischi. Naturalmente ci possono essere già delle armonie o dei riff pronti anche prima del concept, ma solo quando ho in mente quasi tutta l’idea che formerà il disco, comincio a scrivere vere e proprie canzoni. Non ci limitiamo a scrivere pezzi e poi semplicemente scegliere quelli che ci piacciono di più, come fanno molte altre band. I nostri lavori sono frammenti a sé, storie, dunque ogni canzone è creata tenendo in mente dove dovrebbe posizionarsi nel contesto del disco. “False Light” è il seguito di “Love Exchange Failure”, che rivela il tema dei vizi umani in modo anche più accentuato in un ambiente completamente opposto al precedente.

L’ALBUM E’ STATO SCRITTO PRIMA DELL’ENTRATA IN GUERRA DEL TUO PAESE, SE NON SBAGLIO. SAREBBE STATO SCRITTO DIFFERENTEMENTE OGGI?
– Sì, sono abbastanza sicuro che sarebbe stato un disco completamente diverso. Prima della guerra avevo delle idee per il nostro quarto disco che ora non trovo per nulla ‘attuali’. Capisco che sia davvero difficile da capire per chi non si sia mai trovato in una tale situazione, ma durante i primi mesi di guerra ho ripensato molto seriamente quali siano i miei valori e i miei punti di vista sul mondo. E se prima alcune cose, per me, erano assolutamente importanti e serie, ora non mi interessano più. Sai, è difficile sedersi e riflettere sulla posizione della religione nel mondo moderno, ad esempio, quando qualcuno sta provando a sfondare la tua porta di casa per ucciderti o per metterti in catene. Quindi, per essere più precisi, io penso che per i White Ward, oggi, essere rappresentanti della cultura ucraina, sia più importante di qualsiasi altra cosa.

AVEVATE UNO SCOPO PRECISO IN MENTE, CON QUESTO DISCO?
– L’unica cosa a cui puntiamo con ogni nuovo disco è che sia migliore del precedente. Facciamo quello che ci piace: creare musica e suonarla. Ovviamente è importante, per noi, veicolare messaggi attraverso la nostra musica, e un miglioramento di album in album ci aiuta a parlare sempre meglio e a più gente. Tutto qui, semplicemente.

ALLORA TI VA DI SPIEGARMI ESATTAMENTE IL TEMA DI “FALSE LIGHT”?
– Certo. Come dicevo prima, “False Light” è la continuazione di “Love Exchange Failure”. Ora  però il protagonista si trova a scappar via dalle megalopoli, in cerca di una vita migliore in un posto migliore, più quieto e vivibile. Ma dopo un po’ realizza che il problema vero non è la città in sé, ma gli abitanti: l’umanità in generale. Affronta altri orrori e conosce quelli di altre persone: diversi e in posti diversi, ma sempre orrori. Si tratta di una spiegazione davvero veloce e semplice, ovviamente. Ci sono moltissimi temi più profondi nel disco, che non sono in superficie, ma preferisco che gli ascoltatori li trovino e li capiscano da soli, per non perderne il valore.

DEL RESTO IN “LOVE EXCHANGE FAILURE” LA CITTÀ METROPOLITANA ERA UN MEZZO PER PARLARE DELLA NATURA UMANA, MENTRE IN “FALSE LIGHT”, COME MI SPIEGHI, LA STORIA VA AVANTI. DOVE TI COLLOCHI TU? DOVE ABITI ADESSO?
– Si, l’idea di quest’album era di cambiare totalmente la scena di un album. Viviamo tutti in grandi città ora, Odessa e Kiev. Ma la differenza tra le zone rurali (villaggi o piccole città) e le grandi città, in Ucraina, è davvero poca, se vogliamo compararle con più sviluppati paesi europei. C’è un gran differenza per quanto riguarda il livello di vivibilità, però, e a causa di questo abbiamo molti problemi di natura sociale. Ecco perché abbiamo scelto questo concept. A prima vista può sembrare bello vivere in un paesino, per via dello stile di vita più rilassato, per il contatto con la natura e via dicendo. Ma allo stesso tempo ci sono molti problemi sociali legati al più basso livello di vita, meno welfare, educazione scarsa. Sono problemi reali. E non riguarda solo l’Ucraina, puoi trovare lo stesso tipo di problemi anche negli Stati Uniti, ad esempio, per quanto riguarda le aree rurali. E tutti questi problemi sono causati di fatto dalla viziosità umana.

HO ACQUISTATO LA VERSIONE IN VINILE DEL DISCO, E SONO RIMASTO DAVVERO COLPITO DALLA CURA NELLO STORYTELLING, NELLE FOTO, NELL’ARTWORK IN GENERALE. LO CONSIDERO DAVVERO UN VALORE AGGIUNTO ALLA MUSICA, CHE GIÀ CONOSCEVO AVENDO AVUTO L’ALBUM PRIMA DELLA SUA PUBBLICAZIONE PER POTERLO RECENSIRE. COME CONSIDERI “FALSE LIGHT” GUARDANDOLO COME UN’OPERA COMPLETA? INTENDO DIRE: IL DISCO IN SÈ È SOLO LA MUSICA O È STATO CONCEPITO PER GODERNE APPIENO MEDIANTE FOTO, LIBRETTO ETC…? O MAGARI IN ENTRAMBI I MODI?
– Per un gruppo come i White Ward, l’artwork è importantissimo, perché parte del concept, e penso che creare un artwork bello e che trasmetta le atmosfere della musica in altre maniere, possa rendere l’esperienza d’ascolto più speciale e più profonda. Cerchiamo di creare un’opera d’arte in cui ogni parte sia complementare all’altra.

PER COME LA VEDI, CREDI CHE ESISTA DELLA MUSICA CHE POSSA ESSERE ASCOLTATA E BASTA, ANCHE IN DIGITALE, SENZA PERDERE QUALCOSA?
– Qui devo contraddire quello che ti ho detto prima; in realtà continuo a pensare che la musica in sé debba essere indipendente. Artwork, video, foto, vinile, cassetta che sia… sono una cosa in più all’esperienza vera e propria. Penso che ogni musica dovrebbe essere godibile al di là del formato in sé. La musica è la base di tutto. Ovviamente possiamo discutere su metodi di registrazione, sul calore del suono analogico e altri tecnicismi, ma tutti abbiamo ben chiaro che se la musica non arriva al cuore, anche registrando agli Abbey Road non cambierebbe.

QUANTE E QUALI FORME D’ARTE VANNO A COMPORRE L’ISPIRAZIONE PER LA MUSICA DEI WHITE WARD?
– Assolutamente tantissime. Molti tipi diversi di musica, un sacco di film, fotografie e libri. Non avrebbe senso menzionare titoli o opere, perché ognuna di esse va a comporre un minuscolo pezzo di ciò che mi ispira. Tutti questi piccoli pezzi vanno a combinarsi nelle nostre teste per creare la musica dei White Ward in tutta la sua diversità.

“FALSE LIGHT” SEGNA UN PASSO AVANTI IN UNA DIREZIONE MUSICALE CHE STA DIVENTANDO SEMPRE PIÙ DIFFICILE DA DESCRIVERE. “LOVE EXCHANGE FAILURE” AVEVA INIZIATO QUESTO CAMMINO, CHE ORA È INVECE BEN MARCATO. COSA PENSI CHE SIA OGGI LA TUA MUSICA, E COME LA DEFINIRESTI.
– Non mi piacciono le etichette se parliamo di una musica sperimentale che che si sviluppa e cambia ad ogni uscita. Ma mi va bene, tuttavia, chiamare la nostra musica ‘deviant black metal’ Forse suona un po’ impreciso, ma il suo significato contiene due concetti molto semplici: la nostra base è il black metal, ma allo stesso tempo la nostra musica non è standardizzata, comparata alla definizione classica del genere.

CON LA SITUAZIONE CHE STA VIVENDO IL VOSTRO PAESE, SARÀ POSSIBILE PIANIFICARE UN FUTURO PER LA BAND? COMPOSIZIONE DI NUOVA MUSICA, TOUR? IN ITALIA E’ UN PO’ CHE ASPETTIAMO DI VEDERVI SUONARE.
– Tutti i piani sono al momento piuttosto delicati, perché, come dicevo all’inizio, in qualsiasi momento i russi potrebbero ucciderci. O, per esempio, potremmo aver bisogno di lasciare la città per via di un attacco… Tutto potrebbe succedere. Chi lo sa, magari domani i russi decidono di pianfiicare un attacco nucleare… Il 23 febbraio scorso il novanta per cento delle persone non credevano nemmeno che questa guerra sarebbe cominciata. Comunque stiamo cercando di pianificare la presenza a qualche concerto di beneficenza in Ucraina e in Europa, presto, per racimolare un po’ di denaro per le nostre forze armate e anche per i fondi umanitari. E’ il minimo che possiamo fare al momento. Forse dopo inizieremo a registrare nuova musica. Vedremo! (come detto, l’intervista è stata raccolta nel mese di ottobre, mentre nel frattempo sono state annunciate alcune date tra cui una in Italia al Frantic Fest, NdR).

GRAZIE PER LE TUE RISPOSTE, SE VUOI PUOI CONCLUDERE A TUO PIACIMENTO.
– Grazie a te per questa intervista e per l’opportunità di poter parlare dei White Ward e della situazione in Ucraina. Vorrei dire ai lettori che il mondo che conosciamo sta cambiando in maniera molto seria e preoccupante. E se vogliamo che il cambio porti infine un esito positivo, dobbiamo tutti capire che bisogna sacrificare qualcosa. Questa guerra non riguarda solo Ucraina e Russia, il suo fulcro riguarda il futuro della moderna società democratica. La storia sta ripetendo sé stessa ora. Vi prego di supportare l’Ucraina in qualsiasi maniera possiate nel nome del nostro comune futuro.

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