WHITECHAPEL – And Now You Rot!

Pubblicato il 01/12/2007 da
 
 
A dispetto del moniker, i Whitechapel non provengono dall’omonimo quartiere londinese – teatro degli efferrati delitti di Jack Lo Squartatore – bensì dal caldo Tennessee, uno degli stati meridionali degli Stati Uniti. Ma poco importa, questa giovanissima band non poteva comunque scegliere un nome migliore da abbinare alla sua musica, un death metal pesantissimo e decisamente cupo e opprimente, che si muove con una certa agilità fra sonorità tradizionali e moderne. Sull’onda del successo (a livello underground) del debut album “The Somatic Defilement” – che gli ha di recente procurato un prestigioso contratto con la Metal Blade Records – il sestetto è riuscito lo scorso ottobre ad approdare in Gran Bretagna e a esibirsi in un mini tour che ha riscosso critiche lusinghiere da più parti. Poco prima dello show di Londra, Metalitalia.com ha avuto modo di fare due chiacchiere con Alex Wade e Phil Bozeman, rispettivamente chitarrista e frontman della formazione. Di seguito quanto ci siamo detti…

 
 
CIAO RAGAZZI, PER COMINCIARE, CHE NE DIRESTE DI PRESENTARE LA BAND AI LETTORI DI METALITALIA.COM?
Alex Wade: “I Whitechapel sono una death metal band statunitense… di Knoxville, nel Tennessee, per la precisione! Il gruppo si è formato nel febbraio 2006 da un’idea di Phil, il nostro frontman, Ben, il nostro chitarrista solista e Brandon, chitarrista ritmico che al momento è infortunato… ecco perchè non è in tour con noi. Loro tre hanno iniziato a provare nel garage della casa di Brandon e di lì a poco hanno invitato me ad ascoltare ciò che stavano combinando. Ho subito trovato interessante la musica che stavano suonando, così mi sono unito a loro e ho convinto Gabe e Derek a unirsi alla band in veste di bassista e batterista. Derek non è però rimasto con noi per molto tempo… presto lo abbiamo sostituito con il qui presente Kevin e con questa lineup abbiamo registrato un demo abbastanza grezzo che è stato immediatamente reso disponibile su MySpace. I pezzi sono piaciuti a molti ragazzi, sia americani che stranieri, e ben presto abbiamo iniziato ad andare in tour dalle nostre parti, per poi spingerci negli stati limitrofi, sino ad arrivare a suonare in lungo e in largo per tutta la nazione. Così facendo siamo riusciti a costruirci un buon seguito underground e non ci è voluto molto affinchè le prime case discografiche iniziassero a notarci. Abbiamo quindi registrato nuovamente buona parte dei brani del demo più alcune composizioni nuove e abbiamo aspettato che arrivassero le offerte. La più interessante è stata quella della Siege Of Amida/Candlelight: ci è voluto poco per accordarci e, nel giro di qualche mese, il nostro debut album, ‘The Somatic Defilement’, è arrivato nei negozi. Per ora i risultati che ha ottenuto sono molto buoni e non potremmo essere più soddisfatti!”.
 
QUALCHE SETTIMANA FA AVETE PERO’ FIRMATO PER METAL BLADE! UN BEL TRAGUARDO, SOPRATTUTTO SE SI CONSIDERA CHE LA BAND E’ IN ATTIVITA’ SOLTANTO DA UN ANNO E MEZZO…
Alex Wade:
“Assolutamente sì! Abbiamo lavorato duro in questo ultimo periodo e i frutti sono arrivati. Eravamo contenti di far parte del roster della Siege Of Amida, siamo davvero grati a quei ragazzi, ma la Metal Blade è una delle etichette metal più potenti al mondo… non potevamo proprio rifiutare la loro offerta! ‘The Somatic Defilement’ è nei negozi solo da qualche mese e a molti potrà sembrare strano che abbiamo già cambiato casa discografica, ma, del resto, penso che la maggior parte delle giovani band in circolazione si sarebbe comportata come noi! Adesso il nostro obiettivo è quello di promuovere al meglio il debut sino all’inizio della primavera, poi ci prenderemo una pausa per comporre dei nuovi pezzi e, infine, torneremo sul mercato con un nuovo lavoro verso la fine del 2008. Questo è il piano… siamo davvero entusiasti!”.
 
PARLIAMO DELLA VOSTRA MUSICA… SI’ DEATH METAL, MA FORTE DI DIVERSE INFLUENZE…
Alex Wade: “Sì, diciamo che non siamo una old school death metal band, ma nemmeno l’ennesima realtà del filone death-core. Direi che ci poniamo nel mezzo di questi due generi. Le nostre influenze principali sono sicuramente gruppi come Carcass, Aborted, Dying Fetus e Skinless, ma siamo anche grandissimi fan dei Meshuggah e di alcune metal-core band molto heavy e tutt’altro che commerciali: The Acacia Strain su tutte! Cerchiamo di combinare tutti questi stili nei nostri pezzi per dar vita a qualcosa di personale. Al giorno d’oggi è senz’altro difficile proporre qualcosa di nuovo, ma stiamo facendo del nostro meglio”.
 
LA LINEUP DELLA BAND VEDE ALL’OPERA BEN TRE CHITARRISTI! COME SPIEGATE QUESTA SCELTA?
Phil Bozeman:
“Sin dai primissimi giorni di attività, l’obiettivo è stato quello di creare un muro di suono che fosse davvero imponente! Vogliamo che chi ascolta la nostra musica abbia la sensazione di soffocare… di essere completamente circondato da delle mura invalicabili. A nostro avviso, in un contesto come il nostro, tre chitarre sono necessarie per raggiungere questo obiettivo. In questo senso, ci ispiriamo molto ai Meshuggah… loro hanno solo due chitarre, ma ciò che creano nei loro ultimi dischi è semplicemente opprimente… prova ad ascoltarli in cuffia e al buio e capirai che cosa intendo!”.
 
SUL FRONTE TESTI, MI PARE INVECE CHE VI AFFIDIATE ALLE SOLITE TEMATICHE GORE…
Phil Bozeman: “Sì, l’ispirazione per i testi viene soprattutto da storie di serial killer e cose del genere… seguiamo un po’ il filone dei vari Impaled, Exhumed e Aborted… che poi sono tre band figlie dei Carcass. Comunque, anche il nostro moniker è basato su tale concept: Whitechapel è il quartiere di Londra nel quale Jack Lo Squartatore uccise buona parte delle sue vittime. Penso che queste tematiche siano le più adatte per il nostro tipo di musica. Non escludo però che in futuro possa affrontare argomenti diversi”.
 
COM’E’ LA SITUAZIONE PER IL DEATH METAL DALLE VOSTRE PARTI? E’ DIFFICILE SUONARE QUESTO GENERE MUSICALE NEL TENNESSEE?
Alex Wade: “Grazie a MySpace e a internet, non è difficilissimo. Siamo in contatto con tutti i nostri fan ed è semplice organizzare concerti o anche dei veri e propri tour. Sicuramente non sarà sempre così – mi rendo conto che oggi negli USA il metal e l’hardcore siano una moda destinata a scomparire – ma di certo questo periodo fortunato potrà aiutarci a creare una fan-base che forse potrà durare nel tempo. Il nostro sogno è quello di scrivere ancora molti album e di continuare a suonare anche negli anni a venire. Adesso se suoniamo nella nostra zona riusciamo a richiamare anche seicento persone da soli… magari in futuro saranno la metà, ma non importa, noi continueremo a suonare e a dare il massimo in ogni caso, amiamo questa musica e non ci interessa se finiremo per essere gli unici a suonarla tra qualche tempo”.
 
SIETE COSTANTEMENTE IN TOUR DA DIVERSI MESI A QUESTA PARTE: E’ DURA CONDURRE UNA VITA DEL GENERE?
Alex Wade:
“Non troppo, a dire il vero! Devo dire che noi siamo molto fortunati, perchè le nostre famiglie ci supportano in tutto. Il più vecchio di noi ha ventuno anni, quando non siamo in tour viviamo con i nostri genitori, quindi non abbiamo troppe preoccupazioni al momento. Con le date e il merchandise le cose vanno benino, ma i soldi guadagnati li stiamo investendo per produrre altre t-shirt e felpe e per comprare un furgone più confortevole. Come ti dicevo, siamo fortunatissimi… tante band che vanno in tour devono preoccuparsi di pagare l’affitto e le bollette quando rientrano a casa, mentre noi invece, grazie alle nostre famiglie, non abbiamo simili problemi. Non sarà sempre così, ma per ora lungi da noi lamentarsi! L’unico aspetto negativo di essere spesso lontano da casa è che fai fatica a mantenere le relazioni con i tuoi amici… siamo poco più che teenager e, almeno negli USA, spesso capita di trovarsi di fronte a gente che tarda ancora a maturare. Stiamo perdendo molte amicizie perchè alcune persone fanno fatica a comprendere la nostra scelta: non ci vedono spesso a casa e ce l’hanno con noi. Un po’ ne soffriamo, ma ce ne stiamo facendo una ragione: stiamo vivendo il nostro sogno!”.
 
IN EFFETTI ORA SIETE A LONDRA PER LA PRIMA VOLTA NELLA VOSTRA CARRIERA E STATE PER ESIBIRVI DAVANTI A UN PUBBLICO PIUTTOSTO NUTRITO. NON C’E’ MALE!
Phil Bozeman: “E’ proprio un sogno… come ti dicevamo, abbiamo iniziato a suonare in un garage e ora siamo qui a Londra… incredibile! Le nostre famiglie inizialmente erano molto dubbiose: penso che a nessun genitore piaccia vedere il proprio figlio mollare la scuola per salire su un furgone e girare gli Stati Uniti suonando death metal. Però ora si stanno a poco a poco ricredendo e sono anche orgogliosi di noi, non si aspettavano che saremmo riusciti ad arrivare anche qui. Magari tutto ciò non durerà a lungo, non ne ho idea… ma queste esperienze ci stanno insegnando molto”.
 
PER CONCLUDERE, PRIMA STAVAMO PARLANDO DEI VOSTRI PIANI PER IL 2008 E DEL PROSSIMO ALBUM… QUALCHE ANTICIPAZIONE?
Alex Wade: “Non abbiamo completato nessun brano ancora, ma abbiamo una manciata di riff davvero buoni che non vediamo l’ora di assemblare. Per il momento, il materiale è ancora più heavy di quello di ‘The Somatic Defilement’ e siamo piuttosto fiduciosi. Cercheremo di realizzare un album migliore del suo predecessore sotto ogni aspetto… questo è un momento molto importante per la band e non possiamo permetterci di sbagliare. Come ti accennavo, pensiamo di completare il songwriting in primavera e di entrare in studio entro l’estate. Al momento stiamo pensando di chiedere a Erik Rutan di produrre il disco: ci piace molto il lavoro che ha fatto con i Through The Eyes Of The Dead e con i suoi Hate Eternal e pensiamo che sia il produttore ideale per noi. Nulla è confermato, ma speriamo di riuscire a ingaggiarlo”.
 
BENE, GRAZIE MILLE, RAGAZZI!
Alex Wade: “Grazie a Metalitalia.com per il supporto, speriamo che i ragazzi italiani possano venire presto a conoscenza dei Whitechapel e che la nostra musica risulti di loro gradimento. Probabilmente torneremo in Europa in concomitanza con la pubblicazione del prossimo album… non ci dispiacerebbe affatto tenere una data in Italia, quindi fatevi sentire!”.
 
 
 
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