WITHERSCAPE – Danza di ombre

Pubblicato il 08/08/2016 da

Passano gli anni, ma l’ispirazione e il talento di Dan Swanö non accennano ad affievolirsi. I Witherscape, ultimo progetto del celebre musicista svedese, sono già arrivati al secondo full-length e quanto proposto sul nuovo “The Northern Sanctuary” non ha fatto per nulla rimpiangere i contenuti del debut album “The Ineheritance”. Il sound del duo (completato dal chitarrista Ragnar Widerberg) sembra anzi migliorare con il tempo, proprio come quello di tanti altri progetti che vedono o hanno visto protagonista Swanö. Da solide basi classic metal a derive pomp e prog rock, passando per gli immancabili accenni al passato death metal targato Edge Of Sanity, “The Northern Sanctuary” offre un’esperienza sonora davvero completa e avvincente, avvicinandosi spesso ad un disco come “Moontower” per peculiarità ed espressività. A fronte di questa felicissima nuova prova in studio, abbiamo ritenuto doveroso rimettersi in contatto con suo principale autore e scoprire qualche dettaglio in più…

Witherscape - band - 2016

“THE NORTHERN SANCTUARY” RISULTA UN DISCO LEGGERMENTE PIU’ MELODICO DI “THE INHERITANCE”, SE NON ALTRO PERCHE’ LE STRUTTURE DEI BRANI SONO PIUTTOSTO LINEARI, CON L’ECCEZIONE DELLA TITLE TRACK…
“Sì, hai ragione. Volevo che i brani fossero più diretti e orecchiabili. Ho cercato di comporre musica che fosse digeribile già da un primo ascolto. L’unica eccezione è appunto la title track, per la quale ho adottato una formula molto più libera”.

LA PRODUZIONE DEI DUE ALBUM E’ INVECE TUTTO SOMMATO SIMILE: PULITA MA SUFFICIENTEMENTE CALDA E ORGANICA. SEGUI QUALCHE FILOSOFIA PARTICOLARE QUANDO SI TRATTA DI REGISTRARE? ESISTONO DEI “MUST” O DEI DIVIETI?
“No, cerco solo di curare la produzione nel migliore modo possibile. Utilizzo molti effetti digitali che possiedono un’anima analogica, assieme a dei plugin e a dell’hardware ai quali non potrei mai rinunciare. Sono solito affidarmi a tutti gli strumenti in mio possesso, senza alcun tipo di pregiudizio”.

“THE NORTHERN SANCTUARY” E’ BASATO SULLO STESSO CONCEPT DEL DEBUT ALBUM. PAUL KUHR HA SCRITTO TUTTI I TESTI ANCHE QUESTA VOLTA?
“Sì, Paul si è occupato dei testi anche per questo disco. Tuttavia, questa volta vi sono anche dei miei input: ho suggerito l’inizio della storia e la sua conclusione, mentre lo svolgimento è tutta opera sua”.

HO SAPUTO CHE IL CHITARRISTA RAGNAR WIDERBERG NON HA CONTRIBUITO PIU’ DI TANTO A “THE NORTHERN SANCTUARY”. PENSI CHE I WITHERSCAPE STIANO GIA’ DIVENTANDO UN ALTRO PROGETTO SOLISTA? SE RAGNAR DECIDESSE DI ANDARSENE CREDI CHE ANDRESTI AVANTI CON QUESTO NOME?
“A volte le cose non vanno come previsto. Ragnar negli ultimi tempi è stato molto impegnato. Personalmente ho fatto parte di molti progetti in cui ero responsabile della maggior parte della composizione, ma in cui l’altra persona era comunque assai importante. Questo progetto è speciale proprio per la presenza di Ragnar e credo che il prossimo lavoro presenterà parecchi suoi spunti. Abbiamo creato questo sound insieme e continueremo a collaborare il più possibile. Non credo che porterei avanti il nome Witherscape se lui non fosse più della partita”.

TRA TUTTI I BRANI DEL DISCO, MI HA PARTICOLARMENTE COLPITO “MARIONETTE”, UNA SORTA DI BALLAD ESTREMA…
“Ho scritto lo scheletro del brano con una chitarra acustica mentre ero sul divano un giorno. L’idea di comporre una sorta di ballad shoegaze con voce growl mi è venuta quasi subito. Sono contento di averla inserita nell’album, visto che ha poco a che vedere con il resto del materiale. Dona un pizzico di varietà in più alla tracklist ed è un pezzo che cresce tantissimo con gli ascolti”.

QUANTO E’ IMPORTANTE PER TE ESSERE ORIGINALE QUANDO SI TRATTA DI SCRIVERE NUOVA MUSICA?
“Secondo me l’originalità risiede nel modo di comporre. Certe band pensano che essere originali sia avere un suonatore di banjo in formazione e un frate che prepara il caffè sul palco… o indossare maschere! Ad esempio, io sono dell’idea che il primo album dei Deicide sia estremamente originale. La line-up è un tipico quartetto alla Slayer, ma il modo in cui i brani erano stati assemblati era assolutamente originale per l’epoca. Posso dire lo stesso del primo disco dei Pestilence: un suono del tutto unico, eppure la line-up era tradizionale. Insomma, per me è importante comporre canzoni che non sappiano di ‘già sentito’ dalla prima all’ultima nota, ma, al contempo, è imperativo non basarsi su un singolo elemento per rendere il tutto ‘strano’. Non devo ricorrere a qualche bizzarro sample per sembrare originale, devo essere in grado di comporre musica che nel suo insieme ispiri una sensazione di freschezza. In ogni caso, se scrivo un pezzo che mi fa stare bene, solitamente lo tengo anche se ricorda cose già fatte in passato (ride, ndR)”.

SICURAMENTE NON E’ UN’IMPRESA FACILE, MA SARESTI IN GRADO DI SELEZIONARE LE TUE TRE CANZONI DI CUI TI SENTI PIU’ FIERO?
“Hai ragione, non è affatto un’impresa facile! Un brano a cui mi sento molto legato, per varie ragioni, è ‘When All is Said’ degli Edge Of Sanity. Si è trattato di un esperimento molto felice e quasi certamente può essere definito uno delle primissime doom/ballad/growl song!? Se questo pezzo non fosse stato incluso nel demo ‘Dead but Dreaming’, credo che la Black Mark avrebbe annullato il contratto con noi e gli Edge Of Sanity avrebbero cessato di esistere. Un altro brano a cui tengo molto è ‘Hiding Again’ degli Unicorn: musica senza tempo, che sembra essere stata composta attraverso tante sessioni in sala prove, ma che invece è frutto di lavoro a casa. Ci sono stati pezzi degli Unicorn per cui stravedo, come ‘The Dumb’, ‘Visage’ o ‘Czarina of Vermilion’, ma quello è particolarmente speciale. Infine mi sento di citare ‘The Northern Sanctuary’: un ottimo episodio che è venuto ben oltre le mie aspettative”.

L’ULTIMA VOLTA CHE ABBIAMO PARLATO HAI MENZIONATO UN NUOVO PROGETTO DEATH METAL. HAI AGGIORNAMENTI A RIGUARDO?
“Sto ancora preparando il terreno per quel progetto. Ho scritto parecchi riff ma non ho ancora provato a comporre dei pezzi. Devo anche pensare ad un nome per il progetto. In ogni caso, ho un’idea precisa di ciò che voglio ottenere con esso”.

CHE OPINIONE HAI DI TUTTE QUESTE REUNION DI VECCHI GRUPPI DEATH E THRASH METAL? ALCUNI DI ESSI NON ERANO RIUSCITI A PUBBLICARE NEMMENO UN DISCO AGLI ESORDI, EPPURE ORA VENGONO ACCLAMATI COME REALTA’ FONDAMENTALI. HAI APPREZZATO QUALCHE REUNION IN PARTICOLARE O PENSI CHE CERTE OPERAZIONI NON ABBIANO SENSO?
“Alcune reunion non mi dispiacciono. Mi piacerebbe molto rivedere dal vivo i Dark Angel, ad esempio. Li ho visti nel 1989 e credo che la loro reunion abbia un senso. Per altre invece non so che dire, certe non sembrano nemmeno delle reunion a tutti gli effetti, vedi gli Hobb’s Angel of Death. Tuttavia, ho assistito ad un loro show e mi sono divertito molto”.

SEI STATO AVVICINATO DA QUALCHE FESTIVAL CON LA PROPOSTA DI RIFORMARE GLI EDGE OF SANITY?
“Certo, ricevo simili offerte almeno due volte ogni anno, da almeno quindici anni a questa parte! Ad un certo punto la cosa si stava anche concretizzando, ma poi ho deciso di chiamarmi fuori. Non credo di avere il fisico per un concerto di quel tipo. Il Vaso di Pandora dovrebbe restare chiuso”.

QUALI SONO INVECE I PIANI PER IL FUTURO DEI WITHERSCAPE? SUONERETE DAL VIVO PRIMA O POI?
“Niente concerti, siamo un progetto da studio e resteremo tale sino alla fine. Faremo il possibile per promuovere questo nuovo album e poi tra qualche anno pubblicheremo qualcosa di nuovo. Nel frattempo sento l’esigenza di dedicarmi ad altro. I Witherscape necessitano di grandi idee e quelle non sono solite arrivare in fretta”.

LO SCORSO ANNO HAI MIXATO E MASTERIZZATO L’ULTIMO ALBUM DEI NOVEMBRE, GRUPPO CHE, COME SAI, E’ MOLTO POPOLARE IN ITALIA. COME E’ STATO LAVORARE DI NUOVO CON LORO? REGISTRASTI I LORO PRIMI DUE ALBUM NEGLI ANNI NOVANTA…
“Sono stato felice di tornare a lavorare sulla loro musica. Il loro secondo album (‘Arte Novecento’, ndR) era un disco veramente particolare per l’epoca e mi ha influenzato non poco nella stesura del mio album solista ‘Moontower’. Ho molti ricordi di quelle sessioni di registrazione, ma credo che la maggior parte di essi debba restare segreta (ride, ndR). Un aneddoto simpatico su di loro risale alle registrazioni del primo album: i ragazzi dovevano arrivare da me in ottobre e prima del viaggio mi chiesero informazioni sulle temperature; dissi loro che in quei giorni il clima era autunnale, ma decisamente mite. Quando il gruppo arrivò tutti sembravano indossare indumenti molto leggeri e ricordo che dopo il primo giorno di registrazioni iniziò a nevicare. Ricordo che la vista di un gruppo di italiani infreddoliti che cercavano di ripararsi con un ombrello mi fece molta tenerezza (risate, ndR)”.

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