WITHERSCAPE – L’eredità nascosta

Pubblicato il 15/08/2013 da

Il leggendario polistrumentista/cantante/produttore Dan Swanö ci conduce alla scoperta del suo nuovo progetto: i Witherscape. Con l’aiuto del chitarrista Ragnar Widerberg, il Nostro ha realizzato l’ennesimo esempio di metallo crepuscolare della sua lunga carriera, andando a fondere una solida base classic metal con alcune tentazioni prog e death metal che certamente saranno in grado di solleticare la fantasia degli amanti del repertorio degli Edge Of Sanity o del vecchio disco solista di Swanö, “Moontower”. Dopo aver analizzato un po’ “The Inheritance”, siamo poi arrivati a parlare degli altri programmi del musicista svedese, che si conferma un vero e proprio vulcano di idee e continua fonte di ispirazione per tutti coloro desiderosi di intraprendere una carriera simile. Come vedremo, diverse cose bollono in pentola: da nuovi progetti/album ad altre collaborazioni in sede di regia. Questo ed altro nell’intervista che segue…

Witherscape - band - 2013

CHE COSA TI HA PORTATO A LANCIARE UN NUOVO PROGETTO E NON A RIESUMARE UNO TRA I VARI ODYSSEY, ANOTHER LIFE O, ADDIRITTURA, EDGE OF SANITY?
“I Witherscape sono un progetto mio e di Ragnar (Widerberg, chitarrista, ndR). Non si tratta di una nuova avventura solista. Siccome questa è la prima volta che io e lui ci troviamo a collaborare, è stato naturale partire da zero e cercare un nuovo monicker. Con Witherscape ci dividiamo i compiti e siamo responsabili dell’intera lavorazione del disco”.

COME VI SIETE CONOSCIUTI? COME HA AVUTO ORIGINE IL PROGETTO?
“Entrambi lavoravamo in un negozio di strumenti musicali anni fa. Nei tempi morti eravamo soliti strimpellare qualcosa assieme o semplicemente parlare di musica. Abbiamo presto scoperto di condividere una passione per certe band e così abbiamo iniziato a suonare qualche cover, sino a quando uno ha fatto ascoltare all’altro alcuni riff che aveva nel cassetto e viceversa. Da lì e nata l’idea di avviare un progetto insieme. Ci è voluto un po’ per concretizzare le nostre idee, ma ora non potremmo essere più felici del risultato finale”.

QUINDI COME DESCRIVERESTI IL PROGETTO WITHERSCAPE?
“L’idea è sostanzialmente di suonare metal classico e di speziare quest’ultimo con qualche spunto progressive e death metal. La base è comunque classica al 100%. Ci tengo a vedere i Witherscape come il mio primo tentativo di cimentarmi con riff e strutture sfacciatamente tradizionali. Siamo influenzati da Judas Priest, Warrior, Mercyful Fate e King Crimson. Senza dubbio, alcune parti di growlig vocals possono ricordare il mio passato e quello che ho fatto con altre band o progetti, ma i Witherscape devono essere considerati una creatura diversa, anche ovviamente per l’importante contributo di Ragnar, che ha portato numerosi riff”.

COME VI SIETE DIVISI I COMPITI?
“Siamo entrambi dei compositori e degli arrangiatori molto rapidi: le canzoni sono state per lo più scritte a quattro mani in un’atmosfera molto rilassata. Abbiamo cercato di suonare insieme in sala prove il più possibile, mantenendo un approccio vecchio stile. In studio io mi sono occupato delle voci, delle tastiere e della batteria, mentre Ragnar di chitarre e basso, anche se ognuno non ha mancato di fornire input all’altro, quando pensava che certe cose potessero essere fatte anche diversamente. L’intera produzione è stata poi curata da me, come ho sempre fatto in passato”.

AVETE DOVUTO AFFRONTARE QUALCHE OSTACOLO IN PARTICOLARE DURANTE LA LAVORAZIONE DI “THE INHERITANCE”? CALI DI ISPIRAZIONE, PROBLEMI TECNICI…?
“Io personalmente ho fatto più fatica del previsto a suonare la batteria. Sono decisamente fuori forma e ho in pratica dovuto imparare da capo mentre lavoravo sui pezzi. Anche a livello fisico devo dire che ho vissuto momenti migliori: ultimamente conduco una vita troppo sedentaria… dopo ogni sessione di batteria i miei arti erano in brandelli! Purtroppo devo dire che è stata dura anche cantare in growl: non ho più la naturalezza di un tempo. È un processo che mi sfianca”.

DUBITO QUINDI CHE AVREMO MODO DI VEDERVI SUONARE DAL VIVO…
“Witherscape è nato come progetto in studio, tuttavia potremmo valutare alcune date live, nel caso il disco venisse accolto favorevolmente. Io potrei suonare la batteria e cantare in pulito, Ragnar la chitarra e potremmo quindi inaggiare qualcuno per gli altri strumenti e le growling vocals. È solo un’idea al momento, però non mi sento di escludere concerti a priori”.

SO CHE “THE INHERITANCE” È UN CONCEPT ALBUM. DI CHE COSA TRATTA NELLO SPECIFICO?
“Stiamo cercando di non rivelare troppi dettagli in merito, tuttavia posso dirti che si tratta di una storia horror ambientata in Svezia sul finire del 1800. I membri di una ricca famiglia iniziano a morire di una malattia sconosciuta; solo uno dei figli sopravvive e quest’ultimo eredita una casa in uno strano villaggio. Quando si reca a visitarla strane cose iniziano ad accadere. Questo, a grandi linee, è l’incipit della storia. Tutti i testi sono stati scritti dal mio amico Paul Kuhr dei Novembers Doom. Ha fatto davvero un gran lavoro nel concretizzare le nostre visioni”.

“THE INHERITANCE” DEI WITHERSCAPE È IL TUO PRIMO ALBUM AD USCIRE SOTTO IL NUOVO CONTRATTO CHE HAI FIRMATO CON LA CENTURY MEDIA RECORDS. TI VA DI ILLUSTRARCI I DETTAGLI DI QUESTO ACCORDO?
“Certo. In pratica, d’ora in avanti la Century Media sarà la prima etichetta che interpellerò quando avrò in cantiere un nuovo progetto o un nuovo album. Ci conosciamo da tempo e sanno che sono sempre al lavoro su qualcosa; si sono rivelati più che disponibili a concedermi totale libertà di movimento e sono desiderosi di pubblicare quanti più lavori possibile sotto questo accordo. Io gli farò ascoltare le mie creazioni, loro decideranno se pubblicarle o meno e, in caso negativo, potrò rivolgermi liberamente a qualcun’altro. E amici come prima. Si tratta di una vera e propria alleanza, che credo porterà benefici ad entrambe le parti. Abbiamo iniziato con Witherscape, ma c’è già molto altro in cantiere…”.

PUOI RIVELARCI QUALCOSA A RIGUARDO?
“Non voglio dire troppo, ma posso già anticiparti che come Witherscape abbiamo un EP quasi pronto, che spero possa essere rilasciato nei prossimi mesi. Inoltre sono al lavoro su un nuovo album dei Nightingale, mentre di recente mi è tornata la voglia di suonare death metal e sto pensando ad un altro progetto su quello stile”.

QUESTA È UNA BELLA NOTIZIA!
“Sì, credo proprio che il nuovo progetto death metal vedrà la luce in un futuro non troppo lontano. Negli ultimi tempi ho mixato/masterizzato diversi album di giovani gruppi death e questo lavoro ha stuzzicato il mio lato estremo. Sto pensando ad una sorta di album solista, dove suonerò tutti gli strumenti e canterò. Ovviamente curerò pure la produzione e, infine, mi piacerebbe anche concepire l’artwork, in modo da avere davvero tutto sotto controllo. Un solo album al 100%! Aspetatti qualcosa tra primi Death ed Edge Of Sanity”.

DIREI CHE LE PREMESSE NON SONO AFFATTO MALE…
“Sì, poi in questi giorni sto completando il mixaggio del nuovo album degli Hail Of Bullets e questo lavoro mi sta fornendo ulteriore ispirazione. È un buonissimo album, forse il migliore della loro discografia. È molto più diretto e spontaneo…”.

DOPO ANNI LONTANO DALLE SCENE SEI TORNATO A LAVORARE COME PRODUTTORE PRATICAMENTE A TEMPO PIENO. COME SPIEGHI QUESTO RITORNO DI FIAMMA?
“Ho ricominciato quasi per scherzo, ascoltando certe produzioni moderne e provando ad imitarle con quelle poche apparecchiature che mi erano rimaste, dopo che avevo deciso di ritirarmi a vita privata. Quando ho visto che i risultati erano incoraggianti, ci ho preso gusto e ho continuato a fare pratica senza però rivelare niente a nessuno. Tutto ciò sino a quando i Novembers Doom hanno insistito affinchè lavorassi con loro. E il resto è praticamemte storia… dopo quella collaborazione ho ricevuto altre proposte e ho sviluppato un nuovo metodo di lavoro. Oggi mi diverto ad aiutare le band senza muovermi da casa, facendo quasi tutto online. Mantengo i prezzi contenuti e non viene a crearsi troppo stress. È poi una vera sfida provare ad imitare certe grandi produzioni con dei mezzi limitati, facendo sì che un disco suoni molto competitivo senza spendere migliaia di euro”.

QUALI SONO LE “IMITAZIONI” PIÙ RICHIESTE?
“Oggigiorno molti gruppi mi chiedono di imitare le produzioni di Jens Bogren, quindi i suoni che puoi sentire sugli ultimi dischi di Katatonia, Amon Amarth, Paradise Lost… ricevo molte richieste di quel tipo e devo dire di essere diventato veramente bravo a soddisfarle. Poi ovviamente c’è anche chi mi contatta per avere suoni tipici di mie vecchie produzioni: qualcosa sulla scia dei Dissection o dei vecchi Marduk…”.

GIRANO MOLTE VOCI SULLA TUA SEPARAZIONE DAI BLOODBATH, IL “SUPER GRUPPO” DEATH METAL CHE CREASTI CON ALCUNI DEI TUOI AMICI NEI KATATONIA E OPETH. PUOI DIRMI COSA È SUCCESSO ESATTAMENTE?
“Niente di speciale: io volevo che il progetto rimanesse senza grosse ambizioni. Volevo solo pubblicare qualcosa ogni tanto o addirittura fermarmi al primo EP. Gli altri hanno invece pensato di farlo diventare una cosa seria, soprattutto dopo il primo concerto che tenemmo a Wacken. Alla fine è stato un bene per tutti: non mi piacciono le canzoni che hanno composto senza di me, si tratta di roba troppo complicata. Il mio death metal è molto più diretto e catchy”.

INVECE CHE SPERANZE CI SONO DI VEDERE UNA REUNION DEGLI EDGE OF SANITY, MAGARI CON UN “CRIMSON III”?
“Al momento non la vedo fattibile. Puoi comunque sentire delle tracce dello stile di ‘Crimson’ nei Witherscape. Questo è il massimo che posso offrire per ora. Con gli altri ragazzi degli Edge Of Sanity non mi sento quasi più. Abbiamo preso strade diverse. Siamo riusciti a stare insieme il tempo necessario per pubblicare alcuni dischi di death metal bizzarro, ma credo che abbiamo dato il meglio quando ognuno di noi ha iniziato a fare le cose per conto proprio”.

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