X JAPAN – Poesia in movimento

Pubblicato il 23/08/2015 da

Geniale ed avanguardistica. Con questi due aggettivi possiamo sintetizzare la proposta artistico/musicale plasmata nel tempo dagli X Japan. Idolatrati all’inverosimile in Giappone, fattore che ha permesso loro di fare sold out per ben diciotto volte al Tokyo Dome, i Nostri vantano una discografia scarna, ma qualitativamente impeccabile. La prematura scomparsa del chitarrista Hide ha scatenato una serie di suicidi tra i fan più sfegatati, fattore che testimonia un attaccamento viscerale ai loro idoli. Chiunque abbia avuto la possibilità di apprezzare il variegato cocktail composto da rock, metal, pop e musica classica, condito da una certa spiccata teatralità tipica del popolo giapponese, non potrà rimanere indifferente al ritorno sulle scene della band nipponica. L’uscita di un nuovo studio album è prevista per l’11 marzo 2016, in coincidenza con la première del loro film autobiografico che si terrà alla Wembley Arena, in Inghilterra. Tanta carne al fuoco dunque per tutti coloro che sono in attesa di nuovo materiale, e per l’occasione abbiamo avuto l’onore di incontrare di persona il polistrumentista Yoshiki Hayashi. Estremamente gentile, sicuro di sé ma talvolta criptico ed evasivo nelle risposte, il nostro interlocutore ha lasciato emergere la sua straordinaria e visionaria personalità.  

X Japan - Band - 2015

SONO PASSATI VENT’ANNI DALLA REALIZZAZIONE DEL VOSTRO ULTIMO ALBUM INTITOLATO “DAHLIA”. COME DESCRIVERESTI IL SOUND DELLA VOSTRA NUOVA OPERA E QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE LA DISTINGUONO DA TUTTO IL VOSTRO REPERTORIO?
“Registrare il nuovo album senza Hide (lo storico chitarrista morto suicida nel 1998, ndR) è stato per noi un processo molto doloroso, ma al tempo stesso ha rappresentato la rinascita definitiva del gruppo. Il sound è maggiormente progressivo rispetto al nostro passato e puoi trovare all’interno dei brani un sacco di passaggi più complessi. Il disco fonde al suo interno due anime distinte ma complementari: una decisamente heavy, l’altra maggiormente orientata verso il pop”.

POTRESTI FORNIRCI QUALCHE DETTAGLIO IN PIU’ SUL CONTENUTO DEL NUOVO DISCO, ANCORA SENZA TITOLO?
“Molto probabilmente al suo interno troverete dieci episodi, ma forse decideremo all’ultimo momento di includerne qualcuno in più. Sicuramente dovrete dedicare numerosi ascolti per cogliere le varie sfumature che caratterizzano le nostre composizioni”.

CHI SI E’ OCCUPATO DELLA COPERTINA? QUALE SOGGETTO O TEMATICA AVETE DECISO DI RAPPRESENTARE?
“Non posso e non voglio svelare con un anticipo così netto i dettagli dell’artwork, ma ti posso garantire che come di consueto il lato artistico va di pari passo con la nostra musica. Entrambe le virtù rappresentano un naturale processo catartico per noi stessi, non è facile spiegarlo a parole”.

PUOI FORNIRCI QUALCHE ANTICIPAZIONE IN MERITO AL VOSTRO FILM BIOGRAFICO?
“Il film degli X Japan, certo! E’ stato svolto un lavoro estremamente impegnativo mediante il quale abbiamo raccolto una quantità industriale di materiale da inserire nel lungometraggio. Avrete a che fare con uno dei momenti più drammatici ed avvincenti narrati nella storia del rock. E’ stato molto doloroso schiudere determinate porte, ma questo processo mi ha permesso di riconciliarmi definitivamente con il mio passato. Una volta terminate le riprese, che sono durate circa due anni, ci siamo resi conto di non aver girato un classico film musicale, ma un dramma a tutti gli effetti. Il documentario è stato diretto da Stephen Kijak, il quale ha curato in maniera stupefacente il cortometraggio ‘Stones in Exile’ dei The Rolling Stones. Essendo anche stati affiancati dal pluri premiato John Battsek, sapevamo sin dall’inizio di far parte di una squadra vincente”.

QUALI SONO I RICORDI PIU’ BELLI DELLA VOSTRA ESIBIZIONE AL MADISON SQUARE GARDEN DI NEW YORK, LO SCORSO ANNO?
“Il tour statunitense ci ha riservato un sacco di soddisfazioni, soprattutto nella East Coast dove abbiamo incontrato tantissimi fan entusiasti. La data tenuta al Madison Square Garden rappresenta una delle vette più alte toccate nella nostra carriera. Intendiamoci, abbiamo suonato e fatto sold out numerose volte al Tokyo Dome, ma l’atmosfera che si respira nella mitica arena statunitense è letteralmente indescrivibile”.

COME TI TROVI A COMPORRE I TESTI IN INGLESE? 
“Be’, ho vissuto a Los Angeles per oltre vent’anni e non mi vergogno ad ammettere che attualmente parlo meglio l’inglese del giapponese (su questo francamente nutriamo qualche dubbio, ndR). Anche quando capita che mi chiedano di scrivere testi per altri artisti nella mia lingua madre, prima li butto giù in inglese e successivamente li traduco”.

TI SENTI NERVOSO PRIMA DI SALIRE SUL PALCO?
“Ho trascorso gran parte della mia vita sulle assi del palco sia come batterista rock, sia come pianista. Per me è la cosa più bella e più naturale del mondo, quindi non avverto alcuna particolare pressione prima di esibirmi”.

QUALI SONO LE ORIGINI DEL VOSTRO NOME?
“Inizialmente ci chiamavamo solo X, il nome era stato scelto da me e Toshi (il cantante, ndR) e ci piaceva come suonava. Inoltre, il termine X può essere interpretato con una miriade di significati e letto in altrettante chiavi. Proprio a Los Angeles c’era un’altra band con lo stesso nome e siamo stati costretti ad aggiungere la parola Japan per distinguerci ed identificarci meglio”.

QUANDO COMPONI MUSICA INCONTRI DELLE DIFFICOLTA’ O PER TE E’ SEMPRE UN GIOCO DA RAGAZZI?
“Quando scrivo la classica canzone rock non incontro particolari problemi, mentre quando voglio creare qualcosa di più artistico ed articolato, come quando ho avuto l’onore di comporre il tema per il ‘Golden Globe’, allora il gioco cambia”.

QUALI SONO I TUOI COMPOSITORI, MUSICISTI E GRUPPI PREFERITI?
“Ho dei gusti molto ampi e variegati, che spaziano dal rock alla musica classica. Essendo un pianista classico adoro Bach, Beethoven, Chopin, Mozart, Wagner e Tchaikovsky. In ambito rock invece apprezzo molto i giganti del genere come Led Zeppelin, Iron Maiden, Queen, Metallica, Slipknot e Pantera”.

DOPO IL DISASTRO NUCLEARE DI FUKUSHIMA HAI FONDATO LA “YOSHIKI FOUNDATION”, TRAMITE LA QUALE HAI VENDUTO ALL’ASTA PER BENEFICENZA ALCUNI TUOI OGGETTI PERSONALI. COME HAI VISSUTO QUEL PERIODO?
“A dire il vero ho creato l’associazione nel 2010, un anno prima degli avvenimenti di Fukushima, ma la mia attività ha attirato l’interesse dell’opinione pubblica soltanto in seguito a questo terribile evento. Ero un sostenitore attivo di altre associazioni, ma ad un certo punto della mia vita ho deciso di aprirne una mia. Non ho avuto un’infanzia felice, perché quando avevo dieci anni mio padre si è suicidato e sono consapevole del dolore che provano i bambini meno fortunati. Dopo il disastro ho scelto di indirizzare i fondi in aiuto alle vittime del terremoto, vendendo ad esempio il pianoforte di cristallo con cui mi sono esibito al Tokyo Dome. Anche altri amici e colleghi illustri americani come Marilyn Manson hanno aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione alcuni loro oggetti”.

QUALE SUGGERIMENTO DARESTI A CHIUNQUE VOGLIA SEGUIRE IL VOSTRO SOGNO?
“La carriera del musicista è sicuramente molto interessante, ma non è affatto facile come una persona estranea a questo ambiente è portata a pensare. Dovete semplicemente credere in voi stessi e nelle vostre capacità, non mollare mai e non pensare che il successo arrivi nell’immediato. Noi come X Japan stiamo ancora combattendo contro le avversità, nonostante siamo in giro da tantissimo tempo. Ripetetevi sempre che nulla è impossibile, basta crederci sul serio”.

C’E’ UNA CONCRETA POSSIBILITA’ DI VEDERVI FINALMENTE DAL VIVO IN ITALIA?
“Penso proprio di sì. Ho ricevuto tantissimi messaggi dai fan italiani negli ultimi anni tramite i social network, che vorrebbero vederci in azione. Il tour europeo che abbiamo intrapreso in precedenza ha incluso poche città, mentre per questa volta stiamo facendo il possibile per toccare più nazioni, compresa la vostra. Incrociamo le dita”.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.