X JAPAN – Spirito samurai

Pubblicato il 19/11/2017 da

Intervista a cura di Gennaro Dileo
Si ringrazia Diomira Eggenter per la fattiva collaborazione

In fiduciosa aspettativa di udire il nuovo studio album degli X Japan, armati di incrollabile entusiasmo affrontiamo una piacevole trasferta nella meravigliosa città di Firenze, per incontrare nuovamente di persona l’enigmatico Yoshiki Hayashi. L’iperattivo polistrumentista nipponico è impegnato in un faticoso tour europeo volto a promuovere il toccante documentario “We Are X”, il quale ha ottenuto uno strepitoso successo dalla critica specializzata incuriosendo una buona parte del pubblico occidentale, sino a poco tempo fa ignaro dell’esistenza di una leggendaria realtà artistica. Giunti in un lussuoso hotel a pochi passi dal centro storico ci accomodiamo timidamente nella sfarzosa hall, in attesa che il protagonista ci permetta di accedere all’interno della sua vasta suite. Ottenuto il via libera, ci incamminiamo attraverso un percorso curiosamente tortuoso, che ci accompagna dinnanzi allo sguardo di un uomo vistosamente affaticato da un quantitativo industriale di acciacchi che, a più riprese, hanno messo a repentaglio la sua vita. La sua indescrivibile cordialità ed il suo sorriso contagioso ci hanno accompagnato in questa breve chiacchierata, che ci ha permesso di approfondire alcuni aspetti lasciati in sospeso nella nostra precedente intervista.

CIAO YOSHIKI, E’ UN PRIVILEGIO OSPITARTI NUOVAMENTE SUL NOSTRO PORTALE! QUALI SONO LE TUE ASPETTATIVE PER L’EVENTO PROMOZIONALE FISSATO PER QUESTA SERA?
– Non vedo l’ora di incontrare i miei fan e di rispondere alle domande che mi verranno poste dopo la proiezione del documentario. Devo tutta la mia vita a voi.

DIFATTI, “WE ARE X” E’ UN FILM ZEPPO DI EMOZIONI INDESCRIVIBILI, MA AL TEMPO STESSO RAPPRESENTA UNA TESTIMONIANZA UNICA DELLA TUA COMPLETA DEVOZIONE NEI CONFRONTI DELLA MUSICA CLASSICA E CONTEMPORANEA A TRECENTOSESSANTA GRADI…
– Ho vissuto dei momenti estremamente difficili nella mia vita privata sin da quando ero solo un bambino; la morte di mio padre ha segnato in maniera indelebile il mio percorso professionale. Non ti nascondo poi che in certi frangenti è stata davvero dura realizzare il documentario: la drammatica separazione con il nostro frontman Toshi, suo malgrado vittima di un tremendo lavaggio del cervello causatogli da un’oscura setta religiosa, e la prematura scomparsa di Hide (lo storico chitarrista degli X Japan deceduto a seguito di un incidente, inizialmente catalogato come suicidio, ndR) sono stati i momenti più dolorosi della mia carriera, e non solo!

NEI GIORNI SCORSI, PRIMA DI INTERVISTARTI, HO ANALIZZATO CON LA DOVUTA ATTENZIONE IL DOCUMENTARIO ED AMMETTO CHE NON HO POTUTO NON NOTARE IL PERSISTENTE ALONE DI NEGATIVITA’, CHE HA CARATTERIZZATO LA VOSTRA CARRIERA. IN FIN DEI CONTI, PERO’, HO AVVERTITO A PIU’ RIPRESE UN MESSAGGIO ESTREMAMENTE POSITIVO DIETRO TUTTO QUESTO…
– Quando mi risveglio ogni giorno, mi sembra di vivere un bruttissimo sogno, ma purtroppo si tratta di una dolorosa realtà che non posso cambiare. Nella mia esistenza sono precipitato più volte in un baratro apparentemente senza fondo, ma al tempo stesso sono riuscito a recuperare tutte le forze per rialzarmi in piedi ed andare avanti più forte e determinato che mai. Niente è impossibile e tutto è possibile, lo dimostra il fatto che io sono ancora qui.

SEI RIMASTO IMPRIGIONATO IN UN OTTOVOLANTE EMOTIVO CHE TI SPINGE ROVINOSAMENTE SU E GIU’ E NON PUOI FARE NULLA PER LIBERARTI SENZA SUBIRE DELLE CONSEGUENZE…
– Esattamente, è proprio questo il punto. Pensa che alcuni mesi fa ho dovuto pure affrontare un delicato e dolorosissimo intervento chirurgico alle vertebre. Di seguito ho ripreso a muovermi e a camminare decentemente, anche se non è affatto piacevole avere dei dischi di plastica all’interno del collo. Mi sento come un cyborg (sorride, ndR), ma per me la cosa più importante è quella di poter nuovamente suonare la batteria e il pianoforte. Staremo a vedere.

COSA CI PUOI DIRE A RIGUARDO DELLA RINNOVATA AMICIZIA CON TOSHI?
– Ritengo sia molto interessante che, dopo dieci anni di assoluto silenzio tra noi, ci siamo ritrovati ed abbiamo chiarito le divergenze che hanno contribuito a determinare l’inizio della fine per gli X Japan. La nostra amicizia, ora, è più forte che mai e di questo ne sono particolarmente orgoglioso, visto che entrambi sin da ragazzini abbiamo dato la nostra vita per la band. Toshi è un professionista unico, serio e preparato; quando canta dà tutto se stesso ed è in grado di toccare delle corde emotive di indescrivibile entità.

COSA CI PUOI DIRE DEL VOSTRO ULTIMO SINGOLO “BORN TO BE FREE”?
– Non è un classico pezzo heavy metal, anche se ammetto che il bridge è veramente pesante! Durante la stesura del pezzo ho immaginato di doverlo eseguire dal vivo e di fare impazzire i nostri fan (ride, ndR). L’atmosfera del pezzo è decisamente meno tesa e più accattivante, perché in questo caso ho cercato di trasmettere una maggiore positività. Amo letteralmente interpretare quel brano e non ti nascondo che lo reputo uno dei migliori della nostra discografia. Non fraintendermi però, non rinnego nulla di quanto fatto in passato e tra le mie composizioni preferite spiccano tuttora “X”, “Kurenai” e “Art Of Life”. Ammetto però che per me è estenuante e doloroso eseguirle alla perfezione, perché all’interno di esse ci sono un sacco di passaggi complicati e i miei problemi di salute mi impediscono attualmente di interpretarle al meglio.

POSSIAMO FINALMENTE SPERARE DI POTER ASCOLTARE AL PIU’ PRESTO L’EREDE DI “DAHLIA”, IL VOSTRO ULTIMO STUDIO ALBUM RILASCIATO OLTRE VENT’ANNI FA?
– Si, certo. Se tutto va bene sarà disponibile in tutto il mondo verso la primavera del prossimo anno. Finché c’è vita, c’è speranza, non credi? (risate, ndR).

DUNQUE POSSIAMO SPERARE DI VEDERVI IN AZIONE, MAGARI QUI DA NOI IN ITALIA?
– Stiamo facendo l’impossibile per organizzare un tour promozionale in tutto il mondo e, salute permettendo, potremo finalmente tornare sul palco per far vedere di che pasta siamo fatti. We are X!

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