XIBALBA – All’ombra del vulcano

Pubblicato il 19/02/2024 da

La potenza e l’ormai inconfondibile ‘wall of sound’ degli Xibalba contraddistinguono anche “Aztlán”, il recente EP della band californiana, ormai diventata maestra nel fondere anima e attitudine hardcore con la robustezza e la gravità del mondi death e doom metal.
Dopo essersi imposti definitivamente con una serie di full-length sempre più rifiniti nello stile e nei suoni, gli statunitensi, come tutti, hanno dovuto fare i conti con la pandemia, restando in pausa forzata per più tempo del previsto, prima di poter riprendere la loro regolare attività.
È così arrivato finalmente questo portentoso nuovo mini, che, assieme all’ormai consueto suono ruvido e onesto, crossover fra più gusti e stili musicali, reca con sé il solito messaggio profondo ed evocativo, esplorando temi di oppressione, lotta e rinascita, riflettendo in pieno il tumulto sociale e politico del nostro tempo.

Parliamo del ritorno della band in un breve botta e risposta con il chitarrista e principale compositore Brian Ortiz, raggiunto un paio di settimane fa.

SONO TRASCORSI CIRCA TRE ANNI E MEZZO DA “AÑOS EN INFIERNO” E “AZTLÁN”, NONOSTANTE SIA ‘SOLO’ UN EP, È UN OTTIMO SUCCESSORE DI QUELL’APPREZZATO CAPITOLO. COME È STATO LAVORARE SU QUESTA NUOVA OPERA?
– Devo dire che non abbiamo cambiato il nostro solito metodo più di tanto. La vera differenza, questa volta, è stato avere il nostro batterista Jason al timone per quanto riguarda la stesura dei testi, oltre alla sua naturale propensione per la strutturazione dei pezzi.
Inoltre, abbiamo cercato di coinvolgere maggiormente Scott, il nostro nuovo chitarrista, nel processo di songwriting, cosa che ha portato qualche nuovo elemento e una prospettiva diversa al mix. È stato divertente scambiarci riff, mentre Jason ci aiutava dando al tutto una struttura.

SONO GIÀ TRASCORSI QUASI VENT’ANNI DA QUANDO AVETE MOSSO I PRIMISSIMI PASSI CON LA BAND. QUANDO CUI GUARDI INDIETRO, SEI COSCIENTE DEL PERCORSO E DELL’EVOLUZIONE CHE AVETE FATTO, SIA IN TERMINI DI SUONO CHE DI RISCONTRO DA PARTE DEL PUBBLICO?
– Sì, sono sempre contento perché ogni volta che pubblichiamo qualcosa di nuovo sono genuinamente convinto che quello sia il nostro miglior materiale. Senza dubbio abbiamo fatto passi da gigante nel corso degli anni, a livello musicale.
All’inizio volevamo solamente impilare un riff pesantissimo sopra l’altro. Sono felice che in tutto questo tempo abbiamo poi cercato di sperimentare un pochino e di ampliare il nostro raggio d’azione, cercando nuove forme espressive pur mantenendo alla base una forte impronta heavy nei riff.

IN PRINCIPIO L’ANIMA HARDCORE ERA MOLTO PIÙ PRESENTE, ANCHE E SOPRATTUTTO NELLA STRUTTURA DEI BRANI, I QUALI TENDEVANO AD ESSERE PIUTTOSTO BREVI E DIRETTI. POI AVETE INIZIATO A DARE ALLA VOSTRA MUSICA UN TAGLIO PIÙ CORPOSO E ANCHE LA DURATA MEDIA SI È ALLUNGATA…
– Hai ragione, tutto si ricollega alla voglia di provare nuove soluzioni e di migliorare come musicisti e compositori. Nonostante siamo orgogliosi di tutto ciò che abbiamo fatto sinora, non ci è mai piaciuto ripeterci troppo. Credo che abbiamo trovato la formula a noi più congeniale con “Hasta La Muerte”, poi da lì si è trattato di rifinirla, aggiungendo talvolta qualche sfumatura nuova.

L’IMPRONTA XIBALBA È INFATTI ORMAI FACILMENTE RICONOSCIBILE, ANCHE SE LE INFLUENZE POSSONO ESSERE CHIARE. QUANDO COMPONI RIFF HAI GIÀ IN MENTE DOVE PORTARE LA CANZONE O TUTTO AVVIENE IN MODO SPONTANEO?
– A volte posso essere influenzato dai Morbid Angel, in altre dai Disembodied. Dipende dal mio umore, ma so che non mi risulta mai difficile far sfumare un tema in un altro e concatenare tutti questi riff. A volte registro le mie idee e le invio a Jason, il quale è appunto bravo a inserirle in una forma canzone, mentre in altri casi parto da delle sue idee ritmiche per jammarci sopra con la mia chitarra. L’esperienza migliore è quando ci troviamo di persona e suoniamo nella stessa stanza, scambiandoci input.

EMERGE ANCHE UNA FORTE IMPRONTA LIVE: DI RADO LA VOSTRA MUSICA NON SEMBRA ADATTA A ESSERE RIPROPOSTA DAL VIVO. QUANDO COMPONI CERCHI DI TENERE A MENTE QUELLA DIMENSIONE?
– Assolutamente sì, credo che per una band come la nostra sia folle non pensare ai concerti e alla situazione in cui questa musica dovrà essere riproposta. Cerchiamo di dare alle nostre canzoni un taglio molto concreto.

LA BAND È TORNATA A SUONARE DAL VIVO ABBASTANZA REGOLARMENTE ULTIMAMENTE, ANCHE SE TU STAI CONTINUANDO A PRENDERTI UNA PAUSA SU QUESTO FRONTE. HAI IN PROGRAMMA DI RIUNIRTI AI RAGAZZI NEI PROSSIMI MESI?
– In questo momento mi sento più a mio agio a stare dietro le quinte, ma ho intenzione di tornare a suonare con i ragazzi dal vivo nel prossimo futuro. Di sicuro torneremo anche in Europa prima o poi, stiamo cercando di definire tutti questi impegni.

HO GUARDATO ALCUNI CLIP ONLINE E IL PUBBLICO AGLI ULTIMI SHOW DALLE VOSTRE PARTI SEMBRAVA ENORME. VI CONSIDERATE ANCORA PARTE DELL’UNDERGROUND?
– Oh sì, facciamo sicuramente ancora parte dell’underground. Siamo stati fortunati a portare avanti il nostro discorso con coerenza per tutti questi anni, così da arrivare a guadagnarci una grande seguito di fan fedeli che ci supportano. Per non parlare dei tanti nuovi fan più giovani che ci stanno scoprendo negli ultimi tempi.
Detto questo, non penso che un suono ‘ibrido’ come il nostro e la nostra estetica verranno mai accettati dal mainstream e da certe scene più tradizionaliste, e a noi va bene così. Ci siamo ritagliati il ​​nostro posto nella musica e siamo contenti di tutto quello che siamo riusciti a fare sinora.

L’HARDCORE VIENE SPESSO DEFINITO UNA ‘FAMIGLIA’. È UN GENERE MUSICALE DOVE IL RUOLO DELLA SUA COMUNITÀ È MOLTO IMPORTANTE. PENSI CHE LE COSE CONTINUERANNO A ESSERE COSÌ? HAI SPERIMENTATO QUALCOSA DI SIMILE ANCHE IN ALTRI CIRCUITI?
– Credo che quel concetto di famiglia a cui ti riferisci esista nell’hardcore. Abbiamo sempre avuto amici che sono stati in grado di supportarci e aiutarci con tutto ciò di cui avevamo bisogno mentre eravamo on the road, dall’organizzare uno show per noi a darci un posto dove dormire. Penso che in alcuni sottogeneri del metal esista la stessa cosa, ma con l’hardcore questo tipo di situazioni sono molto più comuni: è normale che i fan siano direttamente coinvolti dietro le quinte.

CON CHI VI PIACEREBBE CONDIVIDERE IL PALCO NEL 2024? QUALE SAREBBE IL TUO TOUR DA SOGNO?
– Se potessimo fare un tour con Morbid Angel, Dying Fetus e Jesus Piece, saremmo senz’altro molto felici!

CHE MI DICI INVECE DEL TUO PROGETTO DEATH-DOOM TZOMPANTLI? HAI QUALCOSA IN PROGRAMMA SU QUEL FRONTE?
– Gli Tzompantli procedono a gonfie vele: il primo album è stato accolto benissimo e avremo un nuovo disco in uscita nel corso del 2024. Restate in attesa!

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