AC/DC – L’inferno non è così male

Pubblicato il 25/11/2013 da

acdc - l’inferno non è così male - 2013

Spesso e volentieri le biografie, in particolare quelle ufficiali, delle band famose, tendono ad esaltare la genialità musicale, il fiuto per gli affari e le idee straordinarie con cui i musicisti, da poveri squattrinati maledetti da Dio, arrivano a toccare il tetto del mondo. Mick Wall,  famoso giornalista musicale e autore di moltissimi libri sulle star del rock, lo sa bene e proprio per questo ha voluto cambiare rotta per parlare degli Ac/Dc, una delle formazioni più famose di tutti i tempi. “L’inferno non è così male” è un libro intenso ed interessante, spesso fin troppo schietto, che mette in evidenza luci e (tantissime) ombre attorno al carrozzone Ac/Dc. Gran parte della biografia si concentra sui primi anni della band perché, diciamolo, la nascita e la scalata verso il successo sono sempre gli argomenti più interessanti di una storia. Da questo racconto ciò che più spicca è il modo di gestire la band da parte dei fratelli Young, che vengono descritti come veri e propri dittatori, incapaci di fidarsi di qualsiasi persona al di fuori del loro clan, una sorta di cerchio magico in cui solo i membri più stretti della famiglia potevano avere diritto di parola. Gli aneddoti si sprecano: Mick Wall ci parla di sesso, droga, rock’n’roll e una miriade di risse tramite le parole di persone, addetti ai lavori e musicisti che sono orbitati attorno agli Ac/Dc sin dall’inizio della loro carriera. Veniamo quindi a leggere della fama ottenuta da George Young, fratello maggiore di Angus e Malcolm, con i suoi The Easybeats,  dell’esordio del giovanissimo Angus , del modo in cui i fratelli-boss trattavano i musicisti imponendo la loro volontà e dei retroscena drammatici di quando il batterista Phil Rudd lasciò temporaneamente la band ad inizio anni ottanta. Anche i periodi più bui e fallimentari della carriera degli Ac/Dc sono da imputare solo e soltanto alle decisioni di Malcolm e Angus, che mai hanno permesso ad agenti esterni di influenzare le loro scelte. Ciò che più colpisce di “L’inferno non è così male” è la schiettezza di racconti ruvidi, ma proprio per questo veritieri, con al centro persone pronte a menare le mani quasi per ogni minima sciocchezza o disaccordo. Wall descrive molti particolari sul carattere dello scomparso Bon Scott, proponendo, inoltre, informazioni di grande interesse sulla morte del cantante. Tanta dovizia sulla storia dei primi anni di successi si contrappone, come già accennato, a un drastico calo di intensità per la storia degli Ac/Dc successiva a “For Those About To Rock”; d’altro canto, quando gli australiani hanno raggiunto il successo planetario, tutti hanno iniziato ad informarsi grazie all’interesse suscitato dalla band nei confronti dei media. Non scendiamo volutamente nei dettagli raccontati nel libro, perché non c’è nulla di più appagante che sfogliare in prima persona ogni singola pagina per togliersi l’avida fame di notizie. Seppur in qualche passaggio Mick Wall pare esalti fin troppo certe caratteristiche dei protagonisti, “L’inferno non è così male” è sicuramente uno dei libri più interessanti, onesti  e ricchi di contenuti pubblicato negli ultimi anni; sarebbe un vero peccato lasciarlo a prendere polvere negli scaffali delle librerie.

“Bon disse a Dio: ‘Non ho problemi a morire, lo sai. E’ solo che…’ ”
“ ‘Lo so’ – disse Dio, infinitamente paziente, ma non disposto a perdere tempo.”
Senti qua. Dammi cinque anni e sistemo tutto. Va bene Dio?

“AC/DC – L’inferno Non è Così Male”
autore: Mick Wall
Anno: 2013
pubblicato da: Edizioni BD
pagine: 445

  • Anno: 2013
  • Pubblicato da: Edizioni BD
  • Pagine: 445
  • Prezzo: 22,90 euro
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