ADEPTI DELLA CHIESA DEL METALLO – Riflessioni su ciò che siamo stati per capire ciò che siamo diventati

Pubblicato il 27/03/2020 da

“Adepti Della Chiesa Del Metallo – Riflessioni su ciò che siamo stati per capire ciò che siamo diventati” è il titolo del nuovo libro di Francesco Gallina. Dello stesso autore avevamo molto apprezzato di recente il testo “Donne Rocciose” nel quale, con un’ottima cultura musicale e uno stile scorrevole, dotato di una giusta dose di ironia, venivano curate la biografia di cantanti e musiciste rock/metal, nonchè l’impatto della loro musica nel settore. Questa nuova opera appare piuttosto distante dalla precedente, sia come impostazione, sia come stile.

Per quanto riguarda il primo aspetto, mentre la prima seguiva grosso modo uno schema ben preciso nell’affrontare ogni personaggio, adesso le premesse sono completamente diverse: infatti, l’autore parte da una ricostruzione di com’era la situazione dei metallari negli anni ’80, per poi spaziare e ampliare il discorso su altri argomenti. In particolare, prende le mosse dai ricordi di quando era ragazzino e si trovava a scoprire questo genere, pur vivendo in una cittadina siciliana, con tutto quello che ne derivava, in primis una serie di difficoltà nel reperire persino lo stesso materiale discografico: mentre oggi viviamo in un’epoca in cui abbiamo tutto a portata di un click, all’epoca era tutto molto più complicato ed è stato in effetti quasi commovente anche per noi rivivere situazioni analoghe, dagli acquisti per corrispondenza, spesso quasi a scatola chiusa, fino alle difficoltà legate al reperimento di accessori o alle peripezie per raggiungere concerti che si svolgevano in luoghi lontani centinaia (se non migliaia) di chilometri. Ma è molto interessante notare anche come la situazione non fosse tale solo in Sicilia, bensì come vi fossero analoghe problematiche in varie parti d’Italia, come testimoniano vari contributi raccolti dall’autore: questa è un’ulteriore caratteristica del libro, in quanto numerose sono appunto numerose le testimonianze che suffragano i vari argomenti affrontati dal Gallina, il quale non si limita a raccontare determinati avvenimenti, ma inserisce anche interventi di chi ne ha avuto esperienza diretta, quasi come se si trattasse di uno dei vari video-documentari in cui viene data voce ai vari protagonisti.
Come dicevamo, tuttavia, lo spunto di “come eravamo”, porta pian piano fino ai giorni nostri, per capire “come siamo diventati”: si è passati da un atteggiamento quasi rituale nello scartare i pacchi e i dischi acquistati, ad una smaterializzazione della musica, ad un utilizzo effimero, quasi usa e getta e ad una massificazione verso tendenze mainstream, che portano ad un ostracismo verso tutto ciò che non lo sia.
A questo punto, tuttavia, evidenziamo la seconda differenza rispetto al primo libro, ovvero come ci sia stato un certo cambiamento anche dal punto di vista stilistico. I vari capitoli presentano una struttura molto aperta, dove l’autore sembra parlare a ruota libera, andando a toccare vari argomenti quali possono essere la storia e la riscoperta del vinile, le prime riviste e webzine specializzate, gli effetti e le conseguenze della smaterializzazione della musica, i talent-show, la mafia, la religione, la situazione del metal in certi paesi del Sud Africa e del Centro America, aprendo talvolta dissertazioni piuttosto corpose e di ciò è evidenza anche per la diversa lunghezza dei capitoli, talvolta abbastanza squilibrati tra loro, tanto che possono passare da quattro a ventiquattro pagine. In generale, sembra mancare poi quella sana dose di ironia che aveva rappresentato uno dei punti chiave del libro precedente, conferendo tutta quest’aura di sacralità verso il metal che, se presa troppo sul serio, rischia di diventare caricaturale. Ad ogni modo, il libro riesce bene ed è meraviglioso quando rimane nell’ambito narrativo, critico e analitico e finchè mantiene una linea logica nei suoi racconti e nei suoi ragionamenti; ci ha invece convinto meno quando diventa una sorta di apologia appassionata del metal o quando va a toccare temi scientifici e religiosi, trattati per contro in maniera più superficiale o strumentale alla tesi sostenuta o, ancora, quando tende a diventare più prolisso e verboso nelle sue digressioni.

Al di là di quelli che possono essere i pregi o i difetti, “Adepti Della Chiesa Del Metallo” è però un libro sicuramente originale, che non si limita ad affrontare l’aspetto musicale come i vari volumi che escono di solito dedicati a “Il meglio di…” o “Il top 100” di qualcosa, ma offre una panoramica di quelli che sono vari aspetti legati al metal, anche dal punto di vista sociale e sociologico: magari non possiamo considerarlo alla stregua di un saggio nè di un dossier, perchè l’approccio è certamente differente, ma ci piace immaginarlo, come dicevamo prima, appunto come una sorta di documentario su carta stampata, in quanto riesce ad offrire una precisa ricostruzione di come siano cambiati i tempi e il modo di fruire la musica, gettando così un ideale ponte tra due generazioni e fornendo gli strumenti per trasformare il tempo che le separa in un’occasione di incontro e di condivisione piuttosto che di divisione.

  • Autore: Francesco Gallina
  • Anno: 2020
  • Pagine: 322
  • Prezzo: 18.5
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