ALEXI LAIHO – Chaos, Control & Guitar

Pubblicato il 09/03/2021 da

Before becoming calloused by thousands of hours on the guitar fretboard, these milion dollar fingers ran on the ebonies and ivories and the neck of a violin“. Dita callose, modellate da ore e ore di passione sfoderata sulla tastiera di una chitarra. Dita che, prima di trovare la definitiva strada delle sei corde, avevano corso lungo il manico di un violino. Quelle dita, bollate dai caratteri COBHC, sorvegliate da un anello serpentesco tatuato, appartenevano ad Alexi Laiho. Un’immagine assoluta, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni e che conclude il corredo fotografico di “ALEXI LAHIO – Chaos, Control & Guitar”, la biografia ufficiale del chitarrista e compositore finlandese, scomparso al termine dello scorso anno all’età di quarantun anni. Pubblicata in Finlandia nel 2019 e diffusa in lingua inglese, con un piccolo aggiornamento, nell’aprile dello scorso anno, l’opera portata a termine dal ghostwriter scandinavo Petri Silas, ci offre un ritratto più che esauriente del ‘wildchild’ di Espoo: le sue passioni, i suoi fantasmi, le sue debolezze. Proprio in questi giorni sono state rese note le cause della sua morte: con il senno di poi chiunque è in grado di puntare il dito, di lanciare critiche circa il modo di impostare la propria vita, proclamando magari che ad una certa età si dovrebbe mettere in campo maggiore responsabilità e accuratezza. Bene, la lettura di di questa biografia ci dimostra che purtroppo il corso degli eventi personali è molto più complicato di quello che si possa credere. E non c’è titolo migliore per riassumere una figura, quella di Alexi, in grado di riversare in musica tutta la propria rabbia: un caos interno, al limite del controllo, la cui esplosione poteva esprimersi solo tramite la chitarra. Emblematiche le sue parole nel post scriptum finale: “I was put on this planet to make music and perform it to people everywhere“.

Diviso in sedici capitoli, ognuno dei quali sintetizzato nella sezione dedicata all’indice generale, “ALEXI LAIHO” si struttura fondamentalmente in due parti: la prima, più romanzata e avventurosa, caratterizzata dai primi anni del musicista sino alla consacrazione dei suoi Children Of Bodom; più statica e calendarizzata la seconda, a testimonianza di come il music business avesse preso il sopravvento sull’istintività degli anni precedenti. Quello che comunque rimane impresso in ognuna della duecentottantasei pagine è il tono confidenziale di Alexi: senza filtri, senza rimorsi, quasi fosse una lunga, lunghissima lettera scritta da un vecchio amico. Ed è proprio l’amicizia uno dei temi più ricorrenti all’interno del volume. Quella tra Alexi e Jaska Raatikainen: un suonatore di violino ed uno di corno francese si incontrano e danno vita ad una della melodic death metal band più importanti degli ultimi venticinque anni. Con loro sarebbero poi arrivati Henkka Seppala e Janne Wirman: quattro amici, il cui legame viene continuamente sottolineato e rafforzato dallo stesso Laiho.

Un libro ricco di passioni. Quella per la case abbandonate, per i film horror, per le auto veloci (simili alla KITT di Supercar), per la musica (in primis quella classica) ed ovviamente per la chitarra, che arrivò a sorpresa in un pomeriggio del 1990, quando papà Heikki portò il giovane Markku Uula Aleksi Laiho in un negozio di musica per acquistare la sua prima Tokai Stratocaster. Uno strumento che segnerà definitivamente la carriera e la vita di Alexi, con la quale tenterà di scacciare quei fantasmi che lo tormentavano sin dall’età adolescenziale, contraddistinta da diversi problemi con la scuola e sfociati in un tentato suicidio. Non mancano ovviamente i riferimenti agli album rilasciati con i Children Of Bodom e con tutte le altre band in cui ha militato: dai Kylahullut alla Local Band sino ai Sinergy, dove fa la sua prima apparizione Kymberly Goss, ‘responsabile’ di quel tatuaggio a forma di serpente, passando per i racconti dei tour e dei numerosissimi aftershow ad alto tasso alcolico.

Non vogliamo entrare troppo nei dettagli anche perché di materiale ce n’è davvero tanto. Uno specchio più che naturale di un ragazzo dal talento immenso ma nel contempo fragile e sensibile. In questi mesi, dopo la triste news, sono arrivati infiniti ringraziamenti per ciò che ha dato e trasmesso, non solo a livello musicale ma anche dal punto di vista personale; doti che venivano celebrate soprattutto on stage. In attesa di un’eventuale traduzione in lingua italiana, vi consigliamo vivamente la lettura di “ALEXI LAIHO”, indipendentemente dalla passione per i COB. Un libro in grado di scatenare più di un’emozione anche perchè in diversi passaggi sembra quasi di potersi immedesimare nel suo protagonista. Un Alexi che, scherzo del destino, parlando della fine dei Children Of Bodom e la contestuale nuova avventura con i Bodom After Midnight, lanciava un malinconico monito: “So it’s over and out for now, motherfuckers. But it’s gonna be ‘game over’ only when I die“. Ancora una volta grazie Alexi, ragazzo selvaggio di Espoo.

  • Autore: Petri Silas
  • Anno: 2020
  • Pubblicato da: Johnny Kniga Publishing
  • Pagine: 286
  • Prezzo: 25,99

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