ANDY WOOD – L’Inventore Del Grunge

Pubblicato il 17/02/2017 da

Andy Wood, cantante dei Mother Love Bone, muore per le conseguenze di una overdose il 19 marzo 1990, pochissimi giorni prima che “Apple”, il disco che lo rese grande, uscisse sul mercato. Ragazzo solare ed istrionico, così diverso dalle grandi superstar che emersero da Seattle in seguito, Wood è stato un pioniere di quello che, a conti fatti, rimane uno degli ultimi movimenti giovanili significativi (se non l’ultimo) degni di nota, il grunge. Solare ed istrionico si diceva, circondato costantemente da personaggi vitali e significativi, a differenza di star maledette e tormentate come Kurt Cobain o Layne Staley, che seguirono un destino simile e che come lui divisero la vita con una amica molto vicina quanto prepotente, l’eroina. Dopo la sua morte, a soli ventiquattro anni, un moto di rivoluzione nasce dalle sue ceneri, portando al progetto Temple Of The Dog e alla nascita, da parte dei compagni nei Mother Love Bone Jeff Ament e Stone Gossard, dei Pearl Jam.

Il libro “Andy Wood – L’Inventore Del Grunge” ci racconta non solamente la vita sfortunata di un artista, ma anche la Seattle prima della rivoluzione musicale drastica, quando era ancora una realtà marginale nella scena americana ma già pulsante dalla voglia di esprimersi e di farsi notare facendo rumore, perché, citando un passaggio del libro ‘non serve conoscere uno strumento per suonarlo: si suona e basta’; ci racconta luoghi ed eventi, personaggi particolari e personaggi anonimi, le prime stelle e gli ultimi tra gli ultimi all’interno de, citando nuovamente l’opera, ‘l’indefinibile, promiscuo, sfatto, cencioso, assordante, sciagurato, divertente barrito sonoro di Seattle’.

L’autrice di questo libro, Valeria Sgarella, classe 1973, è qui alla sua opera prima, ma mostra di ben conoscere i trucchi ed i segreti per rendere uno scritto avvincente. A tratti quasi ‘romanzato’, “Andy Wood – L’Inventore Del Grunge”, è un lavoro che racconta molto della vita del suo protagonista e dei personaggi comprimari, e che della vita coglie anche i lati positivi, facendo quasi sorridere alle volte (uno tra tanti, il racconto del sacchetto d’uva scomparso al concerto dei Queen è talmente scioccherello che un sorriso lo strappa) e non fa leva sulla drammaticità e sulla violenza della dipendenza da droga, che invece contraddistinguono altre biografie (a chi vi scrive tornano alla mente quella di Duff McKagan e l’opera magna sulla dipendenza, “The Dirt”, biografia dei Motley Crue), utilizzando un tocco morbido, una delicatezza di base spesso tralasciata nei racconti sulla vita delle stelle maledette. L’autrice è volata di persona a Seattle ed ha incontrato gli attori principali nella vita di Andy Wood, carpendo dalla viva voce racconti ed aneddoti, documenti e scritti, muovendosi in tutti gli angoli della città già frequentati dal cantante. “Andy Wood – L’Inventore Del Grunge” è una lettura piacevole che intrattiene e spesso somiglia più ad un romanzo di narrativa che ad una biografia, un compendio per tutti coloro che hanno amato le camicie di flanella e le canzoni di un periodo che ha segnato profondamente la storia della musica.

“Andy Wood L’Inventore Del Grunge”
Autore: Valeria Sgarella
Anno: 2016
Pubblicato da: Area51 publishing
Pagine: 221

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