BLACK METAL COMPENDIUM – Volume 1, Scandinavia E Terre Del Nord

Pubblicato il 30/04/2017 da


Si è scritto tanto, con cognizione o sensazionalismo, del fenomeno black metal. Ora che è di moda e ha perso il suo carattere di rottura col resto del mondo musicale, non è più attraversato dallo spirito rivoluzionario degli albori, i contributi in materia si sprecano. Serve allora, quando di un argomento tutti ne parlano con spavalda disinvoltura, mettere dei punti fermi. Dare un ordine. Chiarire. Approfondire. Superando magari certi cliché e stereotipi, allontanarsi dalle analisi sociologiche e di costume, perdere in parte di vista vicende collaterali, anche gravi dal lato penale, come roghi di chiese e omicidi, e andare al cuore, alla cosa più importante: la musica. “Black Metal Compendium – Volume 1, Scandinavia e Terre del Nord”, rappresenta la prima parte di una trilogia che ripercorre l’epopea del black metal dal primo album che possa definirsi tale al 100%, “A Blaze In The Northern Sky” dei Darkthrone, fino ai giorni nostri, dividendo il racconto secondo le aree geografiche d’appartenenza. Non si poteva che cominciare dove tutto è nato, il Nord Europa.

Ci sono tanti motivi per cui vale la pena leggere Black Metal Compendium, e alcuni sono abbastanza rari in pubblicazioni di questo tipo. Il primo, che ci aspetterebbe da esperti del settore come lo sono i due autori, è il criterio che guida la narrazione e la scelta dei dischi da presentare. I capitoli in cui l’opera è divisa non si perdono in tanti giri di parole, arrivano al nocciolo in fretta, e lasciano che lo scenario dove i musicisti si sono mossi si sveli attraverso le recensioni degli album trattati, dividendo bene ciò che è cornice e quello che realmente conta per apprezzare e capire ciò che è stato suonato. Compaiono grandi e conclamati capolavori, mentre in altri casi si menzionano pubblicazioni poco considerate da chi non sia un vero cultore di determinate sonorità. Che si parli di un ben noto “The Shadowthrone” (Satyricon) o di un meno celebrato “Til Et Annet” (Trelldom), comunque, le ragioni dell’inclusione nel saggio sono esplicate con rigore, motivando adeguatamente l’importanza di ogni singolo gruppo nell’evoluzione del genere, cosa rappresenti il suo lavoro in rapporto alla scena dell’epoca e in ragione di quello che è avvenuto in seguito. Quanto al taglio dato alle recensioni, ottimo è l’equilibrio fra descrizione minuziosa, quasi di tipo autoptico, degli aspetti tecnici – evitando di mettersi su un piedistallo e di parlare in linguaggi poco comprensibili ai non-musicisti o ai non addetti ai lavori in generale – e una narrazione passionale, vibrante, che possa restituire il carico emozionale di ogni singola canzone. E su questo punto, a parere di chi scrive, avviene un salto di qualità notevole di “Black Metal Compendium”. Perché i toni accorati, da veri fan, ma lucidi, maledettamente consapevoli e razionali nell’apprezzare il black metal, rendono le pagine assimilabili a quelle di un romanzo più che di un’enciclopedia musicale. Possiamo assaporare già leggendo, senza averne udita una sola nota, la ferocia bellica di un “Panzer Division Marduk”, o la raffinatezza satanica di un “In The Nightside Eclipse”, o cogliere l’eccentricità birbante di “La Masquerade Infernale”. Passando poi dai celebrati dioscuri e nomi minori norvegesi, alla scena svedese, transitando per la vicina Finlandia, e quindi alle derive sinfoniche e alle derivazioni meno ortodosse fiorite dalle radici comuni, scopriamo inoltre una serie di produzioni che anche in momenti di massiccio revival come accade oggigiorno, la quasi totalità del pubblico metal non sa proprio cosa rappresentino. Eccoci allora a restare quasi allibiti nel conoscere  i contenuti di “A Journey In Darkness” degli Ophthalamia, o di “Ravendusk In My Heart” dei Diabolical Masquerade, “Bàlsìn” dei Potentiam, confrontati con cognizione di causa a ramificazioni del black metal più conosciute e recenti.

Non è semplice scrivere un ‘trattato’ che possa rivolgersi sia ai neofiti, sia ad ascoltatori esperti. Il primo volume del “Black Metal Compendium” riesce ad essere fonte di cultura per chiunque abbia a che fare con la musica devota alla nera fiamma, toccando opere oscure e dimenticate, personaggi poco considerati, ma che deve il giusto tributo ai nomi più importanti del settore. In un’ottica non scontata, perché anche nel tratteggiare le figure più celebri si è riusciti a stare lontano da abusati luoghi comuni. Probabile che, nel pieno della lettura, vi troviate in breve a vagare per il web, alla ricerca di quegli album le cui recensioni vi avranno particolarmente avvinto, così che possiate capire, con le vostre orecchie e tutti i sensi ben tesi, quali siano i motivi della grandezza di ciascuno di loro.

“Black Metal Compendium – Volume 1, Scandinavia e Terre Del Nord”
Autori: Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà
Anno: 2017
Pubblicato da: Tsunami Edizioni
Pagine: 198

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