BLACK METAL COMPENDIUM – Volume 3, Stati Uniti e Resto del Mondo

Pubblicato il 03/06/2019 da

L’ultimo capitolo della trilogia Black Metal Compendium esce dall’area geografica del Vecchio Continente e spazia per tutto il globo, alla ricerca/riesumazione dei molteplici percorsi e trasformazioni intrapresi dal black metal nella sua storia. Si amplia il territorio di analisi, si ingigantisce la distanza culturale dal ‘nostro’ mondo, nascono e si incrociano idee che da un lato idolatrano il black metal ‘classico’, dall’altro mettono al centro dei loro progetti fusioni con le tradizioni sonore autoctone e approcci stranianti, sperimentali oppure ancora più estremi di chi certi suoni li aveva a suo tempo forgiati. In una forbice temporale sempre più ristretta e orientata alla contemporaneità, osserviamo l’espansione del movimento e, dato sempre interessante, il suo plasmarsi in opere che hanno ognuna una storia propria, sottendono il lavorio da parte di personalità radicali, o comunque permeate da un sentire per forza di cose distante e incompreso da chi gli sta attorno.

Ancor prima che al cospetto di dischi di valore, restiamo affascinati dalle storie umane difficili, le problematiche logistiche, i rischi per la propria vita – in Medio Oriente il black metal non è esattamente ben visto, per usare un eufemismo – che i musicisti devono correre pur di manifestare quello che pensano. Val la pena leggere il libro anche per ricordarsi di come la globalizzazione degli ascolti, la fruizione della musica con irrisoria facilità da un capo all’altro del pianeta, sia stata una conquista enorme e abbia fatto superare ostacoli solo fino a pochi anni fa quasi insormontabili. E che l’osmosi di contenuti attuale, di cui molte delle band narrate nel libro hanno goduto e godono tutt’ora, non vada per forza ad appiattire le differenze culturali, ma si innesti in esse per consentire di partire da un linguaggio comune e arrivare infine a contenuti non così similari, se non addirittura diametralmente opposti. In ogni caso, sono persone ‘particolari’, spesso emarginate, a dare il là ad avventure pazzesche, che si spingono a volte a concettualizzare stilemi ora fin abusati in ogni dove. Perché se adesso i Wolves In The Throne Room li conosce anche il fruitore medio di indie rock e il lettore-tipo di Blow Up, nel 2006, epoca di pubblicazione del qui recensito “Diadem Of 12 Stars”, costoro non erano nessuno. Potrebbe capitare di fermarvi e pensare: “Tutto ciò in così poco tempo e da posti così assurdi?”. Ebbene, sì! Le scelte degli autori tengono conto di una platea di formazioni di estrazione diversissima, cercando di contemplare tutte le più importanti derive subite dal black metal, di anno in anno sempre più ramificate e difficili da ricondurre a uno scenario ben individuabile. Nonostante cento dischi per l’intero mondo, Europa esclusa, sembri un insieme assai ristretto, il duo Vavalà-Ottolenghi non ha perso per strada pezzi importanti, portando alla luce del resto pubblicazioni così di nicchia che il semplice supporto fisico, ancora adesso, è quasi introvabile.

Cosa ci rimane da aggiungere, al terzo libro sul tema in circa due anni? Che prendendo spunto da questa trilogia ci sarebbero infinite altre analisi e storie da poter raccontare, esplorando le singole vicende dei gruppi qui presentati, perché il black metal è un genere così vitale e camaleontico che continua a proporre novità di rilievo, oppure, più modestamente, fortunate rielaborazioni di canovacci già apprezzati. La reinvenzione della ruota può essere essa stessa una ventata di aria fresca, come la sua aggiustatura per ritrovare scorrevolezza e slancio verso il domani.

Black Metal Compendium – Volume 3, Stati Uniti e Resto del Mondo
Autori: Lorenzo Ottolenghi e Simone Vavalà
Anno: 2018
Pubblicato da: Tsunami Edizioni
Pagine: 192

 

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