BRUCE DICKINSON: What does this button do?

Pubblicato il 27/08/2018 da


A differenza di quello che solitamente accade con una biografia – o sedicente auto – di personaggi famosi sui generis (quale che sia il campo), dove si tende ad allungare il brodo, insistere su aneddoti bizzarri, tragici, scabrosi, per poi andare sul fulcro, il libro nel quale Bruce Dickinson parla di sé tende a togliere più che ad aggiungere. E ci mancherebbe, vista la vita che Paul Bruce ha vissuto finora. Da una turbolenta infanzia nei sobborghi inglesi fino a diventare il cantante degli Iron Maiden, dalle esercitazioni di scherma tra un concerto e l’altro alle peripezie che gli hanno fatto decidere di pilotare aerei (con alcuni dettagli tecnici e non solo), il pazzesco resoconto del viaggio a Sarajevo e i suoi libri di racconti, programmi radio e TV sui canali nazionali, il diventare produttore di birre fino a scrivere un film su Crowley e, non ultima, una toccante descrizione del suo rapporto con il tumore alla gola – e la sua sconfitta, cose da dire non sono mancate.

Il libro è scritto benissimo e abbraccia gli episodi di vita che Bruce decide di raccontare, il cui numero ci lascia comunque a bocca aperta, con una dose di ironia molto naturale, non senza delle pillole o citazioni intellettuali che non stonano affatto, ed è qui che Bruce si differenzia da molta gente là fuori: le sue infatuazioni artistiche suonano naturali e mai spocchiose, come se ce la raccontasse al pub, e, anzi, ci invoglia ad approfondirne temi e scritti; il carisma del personaggio trasuda tra le righe dei suoi racconti, e mostra un personaggio eclettico ed incapace di stare fermo. Non mancano gustosi aneddoti, ovviamente, e l’aspetto musicale è affrontato con abbondanza di particolari, ci mancherebbe; e chiunque mastichi un po’ della geografia londinese non potrà non sussultare nel sapere da vivi occhi in quali quartieri, in quali strade, sono venuti alla luce lavori come “The Number Of The Beast” o “Killers”, o quanto potesse essere facile incontrare Ian Gillan ad Holborn o Mick Jagger a Euston.

“What Does This Button Do?”, insomma, si fa leggere con molto piacere, restituisce l’immagine di un artista di ampio respiro, facendo anche ben intendere come sia visto un personaggio come Dickinson nella patria natia; più generalmente, di come si possa affrontare e vivere la vita con una miriade di prospettive e angolazioni diverse, e si conferma un libro obbligatorio quanto meno per i fan di Dickinson o dei Maiden ma anche per chi non è fan. Cosa inaspettata, questa, per un libro dell’ambito almeno indicativamente musicale, ma la buona scrittura e la montagna di contenuti riguardanti campi a volte completamente diversi, ne fanno un lavoro interessante a tutto tondo: insomma, un’altra tacca positiva in una già vasta lista di episodi.

What does this button do?
Autore: Bruce Dickinson
Anno: 2017
Pubblicato da: Harper Collins
Pagine: 371

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.