CHILDREN OF DOOM

Pubblicato il 18/10/2018 da

È un lavoro pachidermico come il sound di molte delle band citate, quello realizzato da Eduardo Vitolo con questo “Children Of Doom”, una guida approfondita e dettagliata a quello che è ben più di un semplice genere musicale, bensì un vero e proprio microcosmo, culturale ed estetico, che affonda le sue radici ben più in là dell’esordio dei Black Sabbath.

Citiamo la band di Birmingham perché, come riportato più volte nel corso del libro e nelle numerose interviste poste in appendice (di cui parleremo nel seguito), è indubbio come la title-track del loro primo album abbia segnato la strada per definire appieno, per la prima volta, quel calderone a tratti indefinibile che chiamiamo Doom; ma come potrete scoprire nel primo capitolo del libro, si può tornare indietro nel tempo al Medioevo, a un mondo fatto di cattedrali, pulsioni escatologiche o millenaristiche per capire da dove nasce un approccio alla vita e all’arte che punta a raccontarci le miserie, lo sconforto, il dolore dell’umana esistenza. E che avevano già provato a mettere in musica con i primi, più grezzi approcci alcuni geniali musicisti già negli anni Sessanta (Blue Cheer, Randy Holden e altri che vi lasciamo scoprire o ri-scoprire), o ancora più indietro i cantori più oscuri del Blues del Delta. Non a caso un genere in cui non solo alcuni esponenti hanno filtrato esplicitamente col diavolo (o con una fede quasi parossistica), ma che viene sempre citato come naturale fonte d’ispirazione dai moderni cantori di questo genere. A cui vengono dedicati i successivi capitoli, costruiti con dovizia di informazioni e approfondimento per aree geografiche, con doverosa attenzione alla ricca e sfortunata scena italiana – e nuove tendenze. Anticipiamo già in sede di recensione quella che potrebbe essere una scontata polemica: un intero capitolo dedicato a stoner, sludge, drone e niente sulle moderne derive (come l’heavy psych o la psichedelia dark di figure come Jex Thoth)? La scelta di Vitolo è ben motivata, sia dal punto di vista musicale che tematico, e non ci sentiamo di criticare per questo un lavoro decisamente completo, anzi. Dicevamo poi delle interviste presenti, che vedono interpellati protagonisti dell’intero percorso storico del genere, dai “nostri” Thomas Chaste, Mauro Berchi e Mario Di Donato, ad autorità come Martin Popoff, il saggista Justin St Vincent e numerosi discografici. In queste interviste Eduardo tende a proporre sempre le stesse domande, e l’effetto non è di noia, tutt’altro: le risposte date confermano quasi sempre la ricchezza di questo mondo non solo musicale, in cui uno sguardo curioso (anche se magari un po’ decadente!) sul mondo è la costante dei suoi protagonisti.

In definitiva, “Children Of Doom” è un volume scritto decisamente bene, scorrevole eppure mai superficiale, che dimostra anche l’ampia cultura dell’autore. Qualcosa di più di una guida, e qualcosa di meno di una polverosa enciclopedia su un sottogenere che, al pari forse del solo black metal, si conferma sempre vitale e in evoluzione; con l’aggiunta di un’eterna componente underground (il gioco di parole è voluto), che se non ha certo garantito il successo e la fama al 95% delle band citate, sicuramente ha determinato la curiosità perpetua, in musica e verso la nostra dolorosa esistenza, delle stesse.

CHILDREN OF DOOM
Autore: Eduardo Vitolo
Anno: 2018
Pubblicato da: TsunamiEdizioni
Pagine: 414

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