CHOOSING DEATH: L’improbabile storia del death metal e del grindcore, di Albert Mudrian

Pubblicato il 10/01/2010 da

Recensione a cura di Fabio Galli

Come sono nati il death metal ed il grindcore? Impossibile dare una risposta precisa, ma il qui presente “Choosing Death” rappresenta forse uno dei documenti più attendibili sulla nascita di due dei generi più violenti partoriti dalla scena metal nella seconda metà degli anni ottanta. Albert Mudrian, autore di questo libro ed editor dell’autorevole Decibel Magazine, ha raccolto una serie impressionante di testimonianze e di interviste di coloro che dal nulla o quasi hanno dato vita al metal della morte. A differenza dell’altrettanto famoso – ED IRRINUNCIABILE – “Swedish Death Metal” di Daniel Ekeroth, “Choosing Death” descrive la nascita di questo nuovo fenomeno musicale ponendo l’attenzione sulle scena inglese, patria del grindcore e sulla nascita del death metal negli Stati Uniti ed in Svezia. Meriden, piccola cittadina fuori dal centro urbano di Birmingham non dirà molto ai più ma nel lontano 1981 è stata protagonista della nascita dei seminali Napalm Death ad opera dell’ex-batterista Nick Bullen: un ragazzo come tanti altri, amante dell’estremismo sonoro di formazioni d’oltremanica come Discharge e Crass e quella irrefrenabile voglia di suonare il più veloce possibile. La storia dei Napalm Death e di altre formazioni inglesi come Extreme Noise Terror e Carcass vengono raccontate direttamente dagli autori di tale estremismo sonoro: Shane Embury, Phil Vane, Mark “Barney” Greenway, Mick Harris, Bill Steer e Jeff Walker sono soltanto alcuni degli artisti che prendono parte alla narrazione della nascita delle loro band fornendo aneddoti e sensazioni che hanno contribuito a marchiare indelebilmente la scena inglese sul finire degli anni Ottanta. Nelle quasi trecento pagine che compongono quest’opera intervengono anche personaggi di spicco come Digby “Dig” Pearson, padre fondatore della Earache Records, autorevole etichetta britannica che ha aiutato a distribuire, prima in patria e poi negli Stati Uniti, i primi vagiti di un genere su cui nessuna casa discografica avrebbe mai investito un penny. L’opera enfatizza anche l’importanza del tape-trading, unico canale di scambio tra gli appassionati del genere e che ha visto scambisti autorevoli come David Vincent (Morbid Angel), Nicke Anderson (Entombed), Michael Amott (Carnage, Carcass, Arch Enemy) che hanno dato vita ad una fitta rete di passaparola che ha allargato la conoscenza di realtà locali all’intero panorama mondiale. Morbid Angel, Death, Obituary, Cannibal Corpse e Deicide sono solo alcune delle formazioni introdotte in “Choosing Death” e che vengono seguite dai loro primi demo alla definitiva consacrazione internazionale. Nella lettura fanno la comparsa tanti fatti interessanti come la storia di un giovane Karl Sanders (Nile) compagno di camera di un certo Trey Azagthoth (Morbid Angel), di un inquieto Glen Benton (Deicide), che già in tenera età era convinto di incarnare il male, o dei diverbi tra “Evil” Chuck Shuldiner e Kam Lee che hanno portato alla nascita di due formazioni leggendarie come Death e Massacre. Non potevano ovviamente mancare Scott Burns e Tomas Skogsberg celebri produttori che con i loro Sunlight Studios e Morrisound Recording hanno contribuito a plasmare il suono distintivo che tutt’oggi rende unici ed attuali lavori ormai vecchi più di un ventennio. Più rilassati, ma non meno intriganti, gli ultimi capitoli che trattano del calo di popolarità del death in favore del black metal e una veloce carrellata sulle formazioni che stanno evolvendo e portando il genere in una nuova direzione. Tutte le pagine dell’opera sono corredata da foto, copertine di riviste e fliers dell’epoca, che, in rigoroso bianco/nero, si incastonano perfettamente con l’aspetto nostalgico del lavoro. Come avrete già intuito dal titolo dell’opera, abbiamo recensito la versione italiana del lavoro, pubblicata dalla Tsunami Edizioni. Fortunatamente, il libro è stato oggetto di una buona traduzione ad opera di Enrico Schettino  (ex chitarrista dei death metallers nostrani Hour Of Penance), che renderà ancora più scorrevole e piacevole la lettura dell’opera. Ciliegina sulla torta: introduzione ad opera di John Peel (le Peel Sessions non vi dicono nulla?) e prefazione di Nick Terry (ex-editor di Terrorizer). Se vi piace il metal nella sua concezione più estrema non potete non acquistare questo libro: la quantità (e qualità) dei contenuti rendono “Choosing Death” una lettura entusiasmante ed altamente assuefante. Se invece siete votati all’ascolto di generi lontani da quelli trattati nell’opera, date comunque un’opportunità a questo lavoro: la spontaneità del racconto e i divertenti aneddoti inclusi vi faranno passare momenti piacevoli e magari vi stuzzicheranno ad approfondire musicalmente uno dei generi più sinceri rimasti nell’ambito metal. Ci pare logico concludere con la frase che ha sancito la nascita del termine Death Metal (a riguardo, esiste un riferimento esplicito a “Choosing Death” anche in “Swedish Death Metal” di Daniel Ekeroth):

“Mi venne quest’idea durante una lezione di inglese al liceo. Mi resi conto che i termini ‘speed metal’ e ‘black metal’ erano stato già usati, allora pensai: che cazzo, allora dico ‘Death Metal’!”.

Ovviamente per scoprire chi è l’autore non vi rimane altro che approfondire la lettura di questo capolavoro. ESSENZIALE.

Pagine: 282
Anno: 2009
Casa Editrice: Tsunami Edizioni

 

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