DIMEBAG: La storia di Darrell Abbott, chitarrista dei Pantera

Pubblicato il 15/03/2011 da

Recensione a cura di Dario Cattaneo

 

Pagine: 244
Anno: 2011
Prezzo: 20,00€
Casa Editrice: Tsunami Edizioni

 

 

A distanza di sei anni dalla vicenda di sangue avvenuta sul palco dell’Alrosa Villa l’8 dicembre 2004, il ricordo di ‘Dimebag’ Darrell Abbott, l’indimenticato chitarrista dei Pantera, rimane ancora una ferita aperta nel cuore di fan, amici ed amanti della musica e della chitarra. La Tsunami Edizioni ci offre con questa biografia (la prima ad essere pubblicata su Dimebag) la possibilità di far rivivere ancora una volta il ricordo di una figura grandissima, sia come rockstar che come semplice persona e compagno di divertimenti.

 

Una narrazione in stile romanzato ci porta in Ohio, dentro una rumorosa sala concerti chiamata Alrosa Villa. E’ un freddo giorno di dicembre, ma l’atmosfera sul palco e nel pit è infuocata grazie alla presenza di una band chiamata Damageplan, che si sta esibendo in tutta la sua energia scaldando gli animi dei fan. La nota stonata di questa serata è una presenza, quasi non notata, a lato del palco: un uomo robusto, vestito nello stile militare che spesso va di moda tra i fan delle band metal, che cammina diretto verso la band. Qualcuno, una guardia, lo insegue ma nessun altro sembra considerarlo. Nessuno ci pensa. Meno di tutti ci pensa Dimebag Darrell che ora è lì sopra, concentrato sul suo mondo: un palco, una chitarra, un pubblico. La figura si avvicina. Tre lampi da una pistola, e l’intero concerto, l’intera giornata diviene tutta una nota stonata. L’ultima nota di una chitarra che cade per terra sul palco, sfuggita dalle mani di chi, per l’ultima volta, la stava suonando. Con questa la scena si introduce “Dimebag”, nuova uscita di Tsunami Edizioni, che ci presenta la figura di Dimebag Darrell, partendo dal suo omicidio sul palco. Chiunque frequenti il mondo del rock sa cosa è successo, ed avrà letto migliaia di righe di articoli scritti su questo orribile fatto. Per questo il libro che abbiamo tra le mani non ne parla più di tanto. Lo stile romanzato e la scena immortalata dall’immaginaria cinepresa della narrazione, fissa al tragico momento dell’omicidio di Dimebag, scompaiono entrambi con un effetto sfumato e ci riportano indietro nel tempo fino al 1982, dove un ragazzino magro con i capelli cotonati sogna davanti ad uno specchio imitando i suoi idoli: Eddie Van Halen ed Ace Frehley. Molti sanno tutto della morte di Dimebag a causa dell’impatto mediatico che l’evento ha avuto, ma non tutti sanno invece come è iniziato il tutto. Non molti sanno dell’amore di Dimebag per i chitarristi storici del passato. Non molti sanno del periodo in cui i Pantera, con un cantante diverso da Anselmo, suonavano hair metal e avevano inciso già ben tre dischi. Sono i racconti di questo periodo, insieme ad altre interessanti ed a tratti esilaranti scene tratte dalla vita di Darrell, quelle che ci vengono fornite dal qui presente libro, opera che non vuole dunque incentrarsi sull’unica nota stonata dell’esistenza del Nostro, ovvero la sua morte, ma rendere invece tributo alla sua vita ed alla sua carriera, fornendo dunque un’immagine a tutto tondo caratterizzata dalla presenza forte di tanti colori, non solo dal nero della morte. Nelle pagine del libro seguiamo il tortuoso percorso dei due fratelli Abbott, partendo dai ‘cotonati’ esordi con voci pulite e spandex attillati, proseguendo con la parentesi più dura, ispirata da “Ride The Lightning” dei Metallica e scolpita nella storia grazie anche ad Anselmo, concludendo infine con i Damageplan, ultimo tentativo di Darrell di dire qualcosa nel mondo della musica, prima che i tre spari di un folle mettessero la parola fine a questo strano ma esaltante percorso. Tra racconti di scherzi, travestimenti e tante risate, il libro ci fa percorrere tutta questa lunga strada, per un numero di chilometri che è pari soltanto al numero di shot di whisky ingurgitati ed al numero di fan che Dimebag mandava in visibilio ogni volta che suonava. Un testamento che non vuole ricordare la morte, ma inneggiare alla vita di un grande personaggio. Un libro da avere, per bere ancora una volta un ultimo shot alla memoria del grande Dimebag.

 

3 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.