I FULMINI: Dr.Feelgood, di Filippo Pagani

Pubblicato il 10/02/2011 da

Recensione a cura di Gennaro “DJ Jen” Dileo

 

La prolifica casa editrice milanese sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per tutti coloro che, oltre a divorare la musica con le orecchie, sono curiosi di carpire i peggiori vizi e le migliori virtù delle band più rappresentative dell’hard rock e dell’heavy metal. Oggetto dell’indagine: “Dr.Feelgood”.

Filippo Pagani, mente ed autore di questo “fulmine”, riesce abilmente a sintetizzare in quindici capitoli raccolti in poco più di cento pagine un dettagliato resoconto della genesi di un disco che assieme a “Pump” degli Aerosmith rappresenta l’apice ed al tempo stesso il canto del cigno dell’hard rock glitterato americano alla fine degli anni ’80. Dopo aver realizzato nel 1987 l’ottimo “Girls, Girls, Girls”, i quattro Bad Boys del rock’n’roll erano totalmente allo sbando, oramai risucchiati nelle peggiori perdizioni che la mente umana possa concepire. Nikki Sixx era l’ennesimo musicista predestinato ad incontrare una fine prematura, che lo avrebbe reso icona e al tempo stesso il nuovo martire del rock and roll. Infatti, a causa di una overdose di eroina, l’appuntamento con la morte avvenne il 22 dicembre del 1987 e apparentemente quest’ultima sembrò avere la meglio per due minuti e mezzo, prima di essere miracolosamente allontanata dai medici con una siringa di adrenalina. L’esperienza tra la vita e la morte è la chiave di volta che porta alla futura realizzazione di “Dr.Feelgood”, il disco della svolta “salutista” di una band oramai diventata inaffidabile e pericolosa su ogni fronte. Solo uno scaltro e caparbio Don McGhee – forse il manager più influente dell’hard rock americano degli eighties – costringe inizialmente la band ad affrontare una dura riabilitazione dalla tossicodipendenza e dall’alcolismo. Successivamente, i Nostri furono spediti ai Little Mountain Sound Studios a Vancouver sotto la supervisione del meticoloso produttore Bob Rock, per realizzare il disco che li avrebbe consacrati definitivamente a superstar. “Dr.Feelgood”, infatti, prende definitivamente le distanze dagli abusati cliché che da lì a poco avrebbero affossato il glam metal, per inglobare nel proprio nucleo le influenze più disparate che toccano addirittura il funk e la pop music. Gli undici tasselli che compongono questo mosaico sono analizzati dall’autore con uno stile narrativo asciutto e privo di orpelli, il quale ci fornisce una serie di interessanti e curiosi aneddoti che ruotano a trecentosessanta gradi intorno all’album. Con otto milioni di copie vendute ed un tour faraonico che avvolse come un manto i quattro angoli della Terra – Unione Sovietica compresa – Mick, Nikki, Tommy e Vince entrano di diritto nel pantheon del rock and roll. Dopo questa mega sbornia, la band affrontò una caduta inevitabile: le irreparabili tensioni interne tra i componenti oramai logorati dal massacrante tour di supporto a “Dr. Feelgood” e l’occhio sardonico del grunge decretarono la fine del regno dei Saints of Los Angeles.

Pagine: 125
Anno: 2010
Casa Editrice: Tsunami Edizioni

 

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