IL SOGNO E L’INCUBO – Vita e opere di H.P.Lovecraft

Pubblicato il 02/11/2017 da

L’influenza tentacolare delle opere di Howard Phillips Lovecraft, si sa, ha permeato con infiniti riflessi il mondo della cultura moderna e contemporanea, creando – insieme a buona parte degli autori pubblicati dalla rivista “Weird Tales” – un sostrato di incubi, culti e suggestioni eternamente fertile, in cui il tristo autore dall’alta fronte, lo sguardo scavato e le labbra tese è diventato esso stesso parte del proprio inquietante universo. Ma grattando via gli strati di scrittura forbita e spesso intellettualmente sfiancante, le mutevoli pelli aliene dei Grandi Antichi e i paesaggi americani che trasudano sinistri umori, cosa rimane?

Paul Roland, cantautore inglese da sempre infatuato di atmosfere psichedelicamente cariche di orrori, cerca di rispondere a questo interrogativo con “Il sogno e l’incubo”, ripercorrendo gli avvenimenti e la carriera del ‘Solitario di Providence’ attraverso i suoi scritti (dai mai troppo osannati racconti del cosiddetto ‘Ciclo di Chtulhu’ alle funamboliche avventure di Randolph Carter, passando per suggestioni oniriche, statuette tribali e “Funghi da Yuggoth”) e lo sterminato epistolario collazionato dopo la morte dello scrittore. Il libro affronta la vita di Lovecraft cronologicamente, esplorando le figure cardini attorno a cui si sviluppa la sua vita: l’asfissiante madre iperprotettiva e aristocraticamente nostalgica e il modo in cui condiziona la mentalità e la salute psicofisica del bambino, la paziente Sonia Haft Greene – con cui lo scrittore ebbe l’unica relazione sentimentale della sua vita, più simile in alcuni momenti ad un rapporto di mutualistica dipendenza economica (lui)/ soggiogamento intellettuale (lei) che ad un matrimonio – fino ad arrivare agli eterni corrispondenti/adepti dell’esclusivissimo club di ‘scrittori gentiluomini’ con cui Lovecraft collaborò nel corso della sua breve vita (spesso riscrivendo per loro intere opere). Quello che emerge dal mosaico di relazioni, lettere ed estratti di racconti è una personalità melanconica, fortemente elitaria e preda di molti demoni interiori (i magri notturni che spesso compaiono nei suoi racconti infestavano veramente le sue notti): costretto dal proprio orgoglio e da una produzione letteraria nettamente proiettata verso il futuro a non avere i mezzi economici per affrontare una vita in autonomia e arrivando a patire letteralmente la fame in molte situazioni, spesso risolte dal provvidenziale aiuto di Sonia, Lovecraft evade dalle catene di una routine insoddisfacente costruendo in maniera graduale un mondo in cui frustrazione, paure e ansie si (dis)articolano in corpi abominevoli, geometrie aberranti e paesaggi in cui la quotidianità viene drammaticamente incrinata da terrori astrali. La sopraffina capacità di descrivere la paura più incoerente proprio lasciandone indefiniti i tratti principali viene minuziosamente analizzata in molti punti dell’opera di Roland, che dimostra di saper conoscere in maniera capillare tutte le volute che compongono la mostruosa R’lyeh dell’opera omnia del Maestro della Paura.

Leggere le duecentoventiquattro pagine che compongono questa particolare (ed ennesima) biografia di uno dei più celebrati autori a cavallo tra Ottocento e Novecento risulta molto scorrevole e, soprattutto per i neofiti, interessante per ricostruire le vicissitudini di quello che – troppo tardi – fu riconosciuto come genio di un certo tipo di letteratura pulp. Chi invece è imbevuto di manoscritti pnakotici e saprebbe citare tutti i nomi dei Mille Cuccioli del Capro Shub-Niggurath potrebbe in alcuni momenti quasi annoiarsi perchè (forse a causa di una certa piattezza nella vita del soggetto in questione, particolarmente povera di colpi di scena o avventure) spesso l’analisi biografica risulta allungata a dismisura da inserti diretti ed indiretti di molti suoi racconti, che alla lunga potrebbero far alzare più di un sopracciglio. Un’appendice a parte dedicata alle reinterpetazioni musicali (essendo lo scrittore prima di tutto un musicista) invece di un frettoloso accenno in chiusura sarebbero stati sicuramente più interessanti, ma complice l’edizione cartacea abbastanza maneggevole e l’accattivante copertina ad opera di SoloMacello, siamo sicuri che questa nuova uscita Tsunami andrà a tener compagnia a molti vostri Necronomicon. Iä! Iä!

IL SOGNO E L’INCUBO – Vita ed opere di H.P.Lovecraft
Autore: Paul Roland
Anno: 2017
Pubblicato da: Tsunami Edizioni
Pagine: 224

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