LED ZEPPELIN ’71 – La Notte Del Vigorelli

Pubblicato il 26/12/2014 da

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Cercare di riunire in un unico libro la complessa situazione sociale e politica dell’Italia dei primi anni ’70, quella dai sogni di pace infranti e dei cosiddetti “Anni Di Piombo”, e la parabola artistica di uno dei più grandi e iconici gruppi della storia del Rock come i Led Zeppelin, potrebbe sembrare un’impresa titanica e ardua oltre ogni possibilità, nonché operazione pleonastica e fine a sé stessa, se non correttamente contestualizzata. Ma costruendo un quadro narrativo dalle molteplici sfumature e cornici interpretative, Giovanni Rossi riesce a catalizzare la lettura di questi due complessissimi fenomeni in un unico evento, un particolare momento storico e musicale in cui questi due mondi sono venuti inevitabilmente in contatto, con risultati davvero disastrosi: stiamo parlando della notte del 5 Luglio 1971, la notte del Vigorelli, la prima e unica data che i Led Zeppelin abbiano mai tenuto in Italia.
La band inglese, dopo la scoperta in territorio americano e la definitiva consacrazione anche in Madre Patria e nel resto del mondo, vive forse il momento più brillante ed intenso della propria carriera, quando viene ingaggiata per una occasione davvero insolita: Jimmy Page e compagni si troveranno infatti a concludere la data milanese del Cantagiro, noto festival itinerante di musica popolare celebre in Italia al pari di Sanremo e lontano anni luce dall’attitudine progressiva ed anticonformista degli Zeppelin. Già musicalmente quindi, la notizia suona come contraddittoria e provocatoria, vista con sospetto dagli abituali spettatori del Cantagiro e con vero e proprio disgusto dai giovani fan della band, stufi della statica scena musicale del Paese e vogliosi di respirare quell’aura di innovazione e sperimentazione che i ragazzi europei già da tempo possono apprezzare nelle fiorenti manifestazioni musicali di sempre maggiore affluenza. Si preannuncia in ogni caso come un evento sensazionale, al quale parteciperanno decine di migliaia di persone: occasione ideale quindi, anche per le facinorose suddivisioni politiche del milanese, per tentare di sfruttare la situazione causando disordini e scontri tra di loro e contro le odiate forze dell’ordine. A questo si aggiunge poi la contestazione giovanile contro il sistema musicale italiano, rappresentato da tutti coloro che, al grido di “La musica non si paga”, tentano con sempre maggiore frequenza di introdursi ai concerti dei grandi nomi del rock internazionale senza pagare il biglietto.
Nel marasma che viene a crearsi insomma nella notte del 5 Luglio, Rossi tenta di riportare un’istantanea obbiettiva ma al contempo fedele ed espressiva delle varie parti in causa che hanno animato e dato vita ad un evento musicale ma anche e soprattutto politico e sociale, sottolineando ed analizzando con arguzia il ruolo che prima e dopo il concerto, la stampa ha ricoperto nel colpevolizzare e politicizzare ora l’esagitato comportamento della folla, ora le sconsiderate azioni della polizia volte palesemente alla provocazione di migliaia di ragazzi visti come bellicosi freakettoni. Soprattutto nella seconda parte del libro quindi, il lato biografico legato agli Zeppelin tende ad affievolirsi, dedicando maggiore attenzione alle conseguenze del concerto per il nostro Paese, ma se siete comunque in cerca di una lettura variegata ed interessante, caratterizzata da una ricerca ed una metodologia praticamente inedita in questi ambiti, vi consigliamo caldamente la lettura di “Led Zeppelin ’71: La Notte Del Vigorelli”, un racconto che saprà appassionarvi e fare un po’ di luce su un periodo ancora troppo convulso ed avvolto da ombre e misteri.

“LED ZEPPELIN ’71 – La Notte Del Vigorelli”
Autore:
Giovanni Rossi
Anno: 2014
Pubblicato da: Tsunami Edizioni
Pagine: 303

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