LOUDER THAN HELL – La Storia Orale Del Metal

Pubblicato il 22/05/2014 da

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Quando si parla di metal, pensiamo per prima cosa ad un concetto: qualcosa di duro, di estremo, un qualcosa che si stacca dalla proposta della maggioranza. Poi pensiamo all’aspetto musicale e inquadriamo una musica pesante, fatta di chitarre distorte, tempi perlopiù veloci, una certa ferocia di fondo. Dopo, cominciano ad arrivare i nomi: Judas Priest, Iron Maiden… nomi che a seconda dei nostri gusti diventano subito altri: Dream Theater, Korn, Death, Motley Crue. A seguire, una marea di titoli di album, concerti, avvenimenti… una miriade di parole che ci riempiono la mente. Ma siamo già andati oltre. Quelli elencati sopra infatti sono solo i prodotti finali, dietro tutto ciò ci sono delle persone. Artisti nel nostro caso; spiriti liberi e pensatori che, esprimendo il loro pensiero attraverso l’arte, sono riusciti senza magari saperlo a dar vita a qualcosa di più che “semplici” band o semplici album e concerti.

Proprio queste persone sono il cuore di “La Storia Orale Del Metal”, stesura letteraria che ha come fine seguire attraverso le parole dei protagonisti la storia del metal, proponendocela in tutti i generi in cui essa si è ramificata. Un lavoro difficile, enorme, ma che alla coppia di giornalisti Wiederhorn e Turman è riuscito decisamente bene. Il libro è diviso in pochi capitoli di notevole lunghezza, ciascuno dedicato a un sottogenere o a un punto di vista diverso sul panorama metal. Si parte dall’heavy degli albori (Black Sabbath, Judas Priest), e si lascia il posto all’hair metal Anni ’80. Si passa poi dalla scena goth a quella doom, per la furia del thrash e del death fino a esaminare attraverso stranianti interviste i meandri psicotici della musica industrial e quelli più bastardi del cosidetto nu metal. E così, pagina dopo pagina, intervista dopo intervista, parola dopo parola, ci rendiamo conto della importanza dei temi trattati da questo libro. Perché esso, tramite queste testimonianze, ci mostra l’origine delle tanto criticate “categorie”, e ce le mostra nel vero modo in cui esse sono nate: attraverso cioè le azioni degli artisti. Con questo libro riscopriamo quindi  ad esempio che “death metal” non è un’etichetta che il giornalista di turno aveva trovato per descrivere musica in una recensione e nemmeno è un concetto contemporaneo agli artisti che hanno fondato questo sottogenere. Non c’è mai stato un Chuck Schuldiner che abbia detto: “voglio creare un nuovo genere, lo chiamerò death metal”, e tantomeno c’è stato un Tony Iommi conscio di stare, con le sue quattro dita e mezzo della mano sinistra, scrivendo qualcosa che avrebbe modificato vita e pensiero di milioni di persone. C’era solo gente che scriveva musica, per motivi che nel libro sono ampiamente spiegati dai protagonisti stessi, e che scrivendola ha avuto un impatto su qualcuno. Su molti, in realtà. La prima tessera di un domino che, cadendo, ha messo in moto una serie di meccanismi sociali ed economici che hanno interessato in maniera assolutamente imprevedibile i più svariati confini e sfere. E così la gente, ascoltando questi artisti, ha iniziato a raggrupparsi sotto un’intangibile ma reale bandiera di note e parole simili, ma sopratutto ideali simili, concezioni simili e stili di vita simili. Gruppi di persone che hanno iniziato a vestirsi in una certa maniera, a comportarsi in una certa maniera, a reagire alla musica e al mondo, in maniere simili. E’ così che nasce un nuovo genere musicale: la musica è il punto di partenza, l’artista il veicolo, i fan creano il gruppo e con le loro risposte, stabiliscono limiti e dogmi di un genere. Pazzesco.

Attraverso “Louder Than Hell” possiamo vivere tutto questo processo, provando la ribellione, la passione, la furia o l’odio che hanno portato alle varie diramazioni del metal. Un libro di sentimenti, carisma e idee, più che di musica. Non ci sono recensioni qui dentro e nemmeno si tratta in maniera esaustiva la storia di una o più band. Troverete le idee, le sensazioni, gli spunti che hanno acceso una miccia e che hanno creato più che semplice musica. “Louder Than Hell” è un tuffo, una scoperta, un supporto che ci permette di capire molti meccanismi che stanno dietro la musica che amiamo, e che non ne dipinge solamente gli aspetti esteriori. Alle volte può essere noioso o a tratti poco interessante, ma questa raccolta di testimonianze sul metal è un’opera notevole, indicata per chi vuole approfondire la nascita della propria musica preferita.

“LOUDER THAN HELL – la Storia Orale Del Metal”

autore: Jon Wiederhorn & Katherine Thurman
anno: 2014
pubblicato da: Arcana Edizioni
pagine: 575

 

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