MALMSTEEN – Implacabile, Il Memoir

Pubblicato il 11/12/2013 da

yngwie malmsteen - relentless the memoir autobiografia - 2013

Che lo si ami o lo si odi, è impossibile non riconoscere a Yngwie J. Malmsteen il livello di notorietà e successo che in quasi trent’anni di carriera è riuscito a raggiungere. E, sempre volenti o nolenti, è altrettanto impossibile non ammettere che la caratteristica principale che tutti conoscono del virtuoso svedese sia proprio la sua incontenibile e straripante forza di personalità. Una personalità non certo docile e accomodante, anzi… antipatico, spocchioso, egocentrico, borioso e rancoroso: sono tutti aggettivi che bene descrivono lo spigoloso carattere del personaggio in questione, ma sono anche aspetti che col tempo hanno portato a dipingerlo (un po’ a ragione, un po’ a torto) solo come un dittatore e un despota, nemico della stampa e della critica e insopportabile anche come compagno di band.
Ma, ci chiediamo, è quindi possibile che un personaggio all’apparenza così “bidimensionale” possa aver avuto il successo che ha avuto, solo grazie ad un’invidiabile tecnica esecutiva e a una buon capacità compositiva? Ci viene effettivamente difficile pensarlo, ed è qui che “Implacabile, Il Memoir” ci aiuta a rispondere a questa domanda. Su questa autobiografia, curata e scritta in larga parte dal chitarrista stesso, la figura di Yngwie Malmsteen guadagna infatti la sua terza dimensione. Prende una forma e, per così dire, “esce” dalle pagine, incarnandosi in un ritratto molto più accurato dell’Yngwie persona, non solo dell’Yngwie iconico. E così, sordide storie di ubriachezza, di eccessi, di litigi e di macchine distrutte entrano a sorpresa nella descrizione della vita di un personaggio che abbiamo sempre conosciuto sotto un’altra luce, dipingendo scene di (non)ordinaria vita rock’n’roll trascorsa tra Svezia, Miami e Los Angeles, la L.A. degli Anni ’80, quella marcata dallo stile di vita al limite di Guns e Motley Crue. E un Malmsteen inarrestabile, implacabile, quello che ci viene dipinto in queste pagine: un ragazzo (prima) ed un uomo (poi) che più di molti altri ha compiuto continui salti nel buio, affidandosi sempre a una cosa sola, la fiducia in se stesso e in nessun altro. Un uomo convinto di non poter sbagliare, di essere invincibile; ecco il Malmsteen che ci viene presentato in questa autobiografia, un ritratto che inevitabilmente porta con sé, oltre che i pregi, anche i numerosi difetti della personalità del chitarrista. Il libro stesso, di conseguenza, non sempre è scorrevole, anzi, a tratti condivide con l’oggetto del suo narrare quella pomposità e quella spocchia che da sempre lo caratterizzano. Numerose sono le sezioni narrative che inducono un po’ troppo sull'(auto)incensamento dell’aspetto creativo e della perseveranza del chitarrista nell’ottenere risultati a suo modo di vedere perfetti; troppo lunghe sono anche le divagazioni, a tratti sterili, effettuate sulle passioni del protagonista quali i Marshall, le Fender o le Ferrari… ma tutto ciò all’autore non importa. Anche tutto ciò è parte della figura di Malmsteen, e se lui vuole parlare di una cosa lo fa, anche per quattro o cinque pagine, sbattendosene allegramente se al lettore non interessa di come è costruita una Fender, o della lunga storia della fondazione della scuderia Ferrari. Caratterizzato da uno stile narrativo a tratti vivace e spiritoso, a tratti involuto e arido, “Implacabile, Il Memoir” segue l’incostante carattere del personaggio oggetto del suo narrare, risultando non sempre di facile lettura, ma sufficientemente interessante, almeno per chi vuole capire meglio il “vero” Malmsteen. Critico nei toni, di accuse e recriminazioni in “Implacabile, Il Memoir” ne troviamo per tutti: dai manager che a detta sua lo hanno “derubato” e con i quali è in causa ancora adesso, ai vari cantati (tutti notissimi) che lo hanno accompagnato su alcuni album, per arrivare anche alle ex-mogli stronze o agli ex-compagni di viaggio e di band, dipinti sempre come sfibrati dal comportamento dittatoriale dell’axeman svedese. E sono anche tanti i ricordi cari e positivi, di persone e amici particolari per i quali il chitarrista nutre ancora molto affetto: trai presenti citiamo Jeff Scott Soto (il meno vituperato degli ex cantanti) e il purtroppo scomparso batterista Cozy Powell, con il quale il chitarrista coltivava un bel rapporto di amicizia. In questa biografia troviamo grandi nomi del Rock, grandi band e grandi successi. Ci sono concerti suonati ovunque: in Europa, in Giappone e negli States… e tutti questi e altri elementi si alternano in una girandola di racconti e aneddoti, che formano un intreccio sul quale spiccano comunque e sempre le figure di Yngwie e la sua chitarra, figure da sempre in movimento su una linea retta, senza che il glam metal degli Anni ’80, il grunge dei ’90 o l’alternative del nuovo millennio riescano a distogliere l’uno o l’altro dalla loro strada, anche di un solo centimetro, in un solo giorno.
Implacabili, appunto.

“Implacabile, Il Memoir”
autore: Yngwie J. Malmsteen
Anno: 2013
pubblicato da: Arcana Edizioni
pagine: 240

  • Anno: 2013
  • Pubblicato da: Arcana Edizioni
  • Pagine: 240
  • Prezzo: 22,90E.
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