METAL O NIENTE – Storia leggendaria dell’heavy metal

Pubblicato il 07/07/2018 da

 

 

You know the main thing in life? A sense of humor. Lose that, you’re done!
Sostenuti dal monito proclamato a suo tempo da zio Lemmy, mettetevi comodi sotto un ombrellone anzi, meglio, sotto la frescura di una bella quercia secolare, affiancatevi ad una rigenerante cassa di birra e preparatevi a sogghignare sotto i baffi (anche se non li avete).

Andrew O’Neill, chitarrista e comico di Portsmouth, conosciuto in terra britannica per i suoi show itineranti, oltre che mediatici, ha deciso di trasferire il tipico umorismo inglese dal palco alla carta, dalla tv alla penna, costruendo una cronaca particolarissima e brillante della musica più forte ed estrema. Non una semplice carrellata di eventi ma, come recita la copertina, una vera e propria ‘storia leggendaria dell’heavy metal’.
Dai primi vagiti oscuri ed occulti a firma Black Sabbath sino alle forme più moderne targate metalcore e derivati, O’Neill riassume in poco meno di trecento pagine, la scalata, l’esplosione, l’implosione e tutti i colpi di scena di un genere che non trasuda solamente di riff, blast-beat, scream, growl eccetera, eccetera, ma che porta con sè uno stile di vita, di pensiero, di filosofia. Essere metallaro, non si riduce ad avere gli scaffali strabordanti di vinili, a conoscere a memoria le canzoni dei Motörhead “(che ci vuole? tanto son tutte uguali”… sacrilegio!), a vestire di nero borchiato anche il quindici di agosto. Essere metallaro è tanto altro: una passione viscerale che ha lasciato il segno in ogni angolo del globo. Un mondo folle ma nel contempo genuino, quello dell’heavy metal, costituito da un parterre infinito di personaggi che con il tempo (chi più, chi meno, chi per niente) hanno trovato il successo, i soldi, un lavoro, rimanendo comunque (chi più, chi meno, chi per niente) aggrappati a quella semplice ‘fame’ iniziale costruita sul verbo del suonare, suonare e suonare.

Una panoramica schietta quella presentata dal nostro Andrew, la cui bravura sta proprio nell’inserire, tra un evento e l’altro, quel tono confidenziale e decisamente autoironico, che fa diventare questo “Metal O Niente” una sorta di diario di bordo. Ci sono delle autentiche dichiarazioni d’amore nei confronti di quell’artista o di quel determinato album come non mancano stroncature glaciali di altrettanti full-length epocali o singolari frecciate rivolte ad alcune icone del genere. Su tutte, il continuo invito a “star seduto” al ‘povero’ Lars Urlich; una serie infita di note a piè di pagina che non fanno altro che aumentare quel senso di sarcasmo che pervade l’intero libro.
E quando tutto sembra ormai terminato, quando gli avvenimenti raccontati sono ormai quelli a noi più vicini, ecco il colpo di coda: una previsione futura, una serie di eventi, più o meno clamorosi, che porteranno nuova linfa all’heavy metal. Per cui, senza anticiparvi troppo, se volete avere novità circa un eventuale nuovo album dei Guns’n’Roses fatevi sotto e leggetevi tutto d’un fiato questo divertente e spassionato “Metal O Niente”. Del resto, alla fine, “se non spacca, non suona”.

METAL O NIENTE
Storia leggendaria dell’heavy metal
Autore: Andrew O’Neill
Anno: 2018
Pubblicato da: Sperling & Kupfer
Pagine: 308

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