MUSICA ETERNA – La storia dei Dead Can Dance

Pubblicato il 07/04/2018 da

Innamorarsi delle suggestioni create da Brendan Perry e Lisa Gerrard non è poi così difficile: Christian Amadeo, penna veterana del giornalismo musicale italiano, illustra in duecentosettanta pagine cariche di emozioni come la danza macabra dei due polistrumentisti sia diventata sinonimo di eterea, costante ricerca musicale.

Definire questo libro una mera biografia sarebbe riduttivo: è piuttosto una accorata, immensa dichiarazione d’amore per i Dead Can Dance e per la loro capacità di ammaliare con suoni mistici e sempre all’avanguardia. Attraverso la scansione in capitoli che riprende grossomodo la discografia del duo anglo-australiano viene ripercorsa sì la loro storia – dalle origini nel punk sudato e imbevuto di new wave a Melbourne all’ultimo tour mondiale dello splendido “Anastasis”, passando per scioglimenti e carriere soliste dentro e fuori il cinema – sempre con una vena poetica che non rimane mai sotterranea, ma che anzi, permea ogni riga del libro rendendo la narrazione carica di emozioni, brividi, viaggi surreali. La carriera di Perry e Gerrard viene illustrata con la perizia dell’esperto, album come “Garden Of Arcane Delights” o “Aion” sono descritti con lo sguardo dell’innamorato, senza però mai trascendere dall’ottica giornalistica. Ogni svolta, che sia musicale o di vita, viene indagata e raccontata lasciando spesso parlare i protagonisti diretti (attraverso le interviste dell’epoca) e ciascuno degli innumerevoli riferimenti a culture antiche e mitologie ancestrali che da sempre costituiscono la spina dorsale che sorregge la musica dei Dead Can Dance viene sapientemente sviscerato con un linguaggio mai ostico o ampolloso. Una guida quasi romanzata ad un duo di artisti che, dal 1984 (anno di uscita dell’omonimo disco) ad oggi, non ha mai smesso di suonare pescando melodie, arrangiamenti e strumenti musicali da mille culture diverse, evadendo schemi e facendo del perpetuo trasmutare di suoni e atmosfere la propria orma musicale.

Come Amadeo afferma nell’introduzione, la narrazione delle vicende riguardanti i Dead Can Dance non è una sfida semplice da raccogliere; eppure il giornalista italiano sembra esserci riuscito perfettamente: oltre ad una struttura lineare, ad un’attenzione a rendere chiari particolari o concetti non immediati (per età anagrafica o per minore inserimento nell’ambiente) ai ‘non addetti ai lavori’ – spesso attraverso delle comode schede esplicative inserite qua e là nei capitoli – il testo viene arricchito da un nutrito apparato di appendici composto da interviste (quella, molto interessante, a Peter Ulrich, compagno live della band, si trova integrale nella parte finale del libro), reperti fotografici di alcune date (molte delle quali italiane) del gruppo nel corso degli anni. I capitoli sono introdotti da un breve testo in cui l’autore descrive con pennellate che oseremmo definire quasi ‘liriche’ sensazioni o concetti alla base di ciascun album trattato. Un consiglio? Centellinate ciascun capitolo mettendo nello stereo il disco che di volta in volta verrà illustrato: solo allora riuscirete a cogliere l’intreccio arcano dei passi del morto danzante.

MUSICA ETERNA – La storia dei Dead Can Dance
Autore: Christian Amadeo
Anno: 2017
Pubblicato da: Tsunami Edizioni
Pagine: 270

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