NEVER SURRENDER: L’Autobiografia di Biff Byford

Pubblicato il 28/02/2011 da

Recensione a cura di Dario Cattaneo 

 

Ancora dalla Tsunami Edizioni un libro dedicato ad una figura, e ad una band, che ha contribuito a scolpire il volto del metal per come lo conosciamo noi ora. Scopriamo dunque i segreti e il travagliato percorso che i britannici SAXON hanno compiuto dalla fine degli anni ’70 fino ad oggi in quasi quarant’anni di carriera dedicata al rock!

Decisamente interessante la biografia di Biff Byford, scritta da lui stesso in prima persona e ricontrollata dal fan dallo scrittore musicale/fotografo John Tucker, da sempre appassionato del metal più classico. Interessante perché riesce in qualche modo a rispondere alla domanda: “ma quanto sono famosi i Saxon?”. A pensarci, la domanda non è facile. I Saxon sono decisamente un’icona del metal tradizionale, una di quelle band che cavalca le scene da quando il metal ha cominciato a forgiarsi nella forma e nella sostanza che ha ora, ma, per un motivo o per l’altro, i loro nomi vengono citati sempre dopo gli altri illustri musicisti della scena e nelle scalette dei festival non li troviamo quasi mai scritti con il carattere più grande. Una band da secondo posto, verrebbe da dire, se ci si dimenticasse che hanno invece dato alla stampa grandissimi inni metal quali “Wheels Of Steel”, “Princess Of The Night” o “747”. Il libro, tramite un alquanto slegato flusso di pensieri liberamente scaturiti dalla testa di Byford nel ripensare al passato, ci guida attraverso le motivazioni di questa ‘nebbia’ che permea il nome dei Saxon, conducendoci attraverso i momenti migliori della band e attraverso invece i periodi di crisi, spiegandoci in definitiva come mai la carriera dell’orgogliosa band britannica sia così cosparsa di alti e bassi. Percorriamo dunque nei ventitré capitoli di questo libretto vari momenti topici della vita della band, dai tentativi sempre falliti di cercare di sfondare sul mercato americano, ai rapporti difficili con la label Carrere, fino ai litigi con i due membri storici della band Graham Oliver e Steve Dawson, che ci mostrano come spesso le storie delle band che da tanti anni cavalcano il music business siano costellate di cause e visite al tribunale. Durante la lettura apprendiamo che la storia dei Saxon è disseminata di momenti esaltanti e cupi, e vediamo come la loro stella sia stata in continua alternanza di fasi di ascesa e di discesa; il polso di tutto ciò lo abbiamo constatando come in alcuni periodi si siano ritrovati a fare da spalla a gruppi giustamente più di successo (Judas priest, Motorhead) e come in altre occasioni siano invece stati headliner di tour con band che poi hanno invece raccolto molta più fama di loro (Ozzy e Metallica hanno aperto per i Saxon negli anni ’80). Ma quello che più ci mostra questo libro è il cuore pulsante del Metallo, quello con la ‘M’ maiuscola, quella massa amorfa ma sprigionante un’energia illimitata da cui le band seminali come Iron Maiden, Def Leppard, Judas Priest e compagni traevano il materiale per forgiare le proprie carriere, carriere scolpite con questa massa informe di metallo come se fossero statue, e ora visibili a tutti. Questo emerge dei Saxon: magari senza capirlo a fondo, magari solo guidata da un certo istinto o dalla passione, la band ha sempre ruotato intorno a questo crogiuolo, cercando con sforzo e rinunce di domarlo, di imbrigliarne l’energia e di riuscire ad incidervi a fuoco il proprio nome. Il resoconto di tutti questi sforzi e la risposta alla domanda finale “ne è valsa la pena?” troverete nella lettura di questo libro, che consigliamo a tutti coloro che vogliono cercare di capire il metal attraverso gli occhi di chi ne ha vissuto i continui cambiamenti. Storico.


Pagine: 224
Anno: 2011
Casa Editrice: Tsunami Edizioni

 

 

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