SALVAMI DA ME STESSO

Pubblicato il 17/04/2018 da

Arriva infine anche in edizione italiana il libro in cui Brian “Head” Welch dei Korn racconta la sua conversione al cristianesimo, e campeggia comprensibilmente sulla copertina di questa curata edizione di Chinaski un reminder di come in America si sia trattato di un bestseller trasversale rispetto al solo pubblico metal, o semplicemente di appassionati di musica.

È questa una premessa fondamentale per questo volume, e come avrete notato non abbiamo usato la parola biografia per descriverlo; “Salvami da me stesso”, infatti,  si configura come una narrazione di un momento particolare della vita del chitarrista dei Korn, in cui i fatti salienti della sua vita precedente e successiva alla folgorazione sulla via di Bakersfield vengono ripercorsi senza particolare profondità o cura cronologica, se non quando funzionali a rendere ancora più grandiosa (almeno agli occhi di Brian stesso) la svolta determinata nella sua vita di peccatore dalla scoperta di Gesù Cristo. Potremmo sembrare un po’ ironici, ma effettivamente esiste modo e modo di parlare delle proprie esperienze personali e della propria spiritualità, e Brian lo fa con un mix di ingenuità e arroganza apparentemente dimessa che, purtroppo, non giovano né alla lettura, né alla credibilità del personaggio; egli si autodescrive come colui che è riuscito ad uscire dalle trappole che si era costruito – vale a dire essere un tossico all’ultimo stadio – con mille problemi familiari (e vengono citati al più una manciata di litigi all’acqua di rose), avido di denaro, ma che alla luce dei fatti nello scegliere Cristo non ha fatto altro che optare per un tipo diverso di dipendenza… e ha ripreso a fare affari e soldi in abbondanza, peraltro anche con un poco credibile ritorno nella band – data la ridda di giudizi espressi sugli altri membri della band, spesso superficiali ma decisamente negativi. Senza poi voler a tutti i costi assumere un tono giudicante, l’amore smisurato che esprime per la figlia quale assoluto motore della sua (seconda) vita si risolve in molti casi a lunghe settimane di assenza, alla conversione presumibilmente forzata della stessa, e all’estrema superficialità con cui parla del precedente figlio avuto, dato in adozione il giorno della nascita e abbandonato così per sempre.

Se forse per determinato pubblico, insomma, quello che emerge con forza dalla lettura è l’ipocrisia di molte persone che vivono dietro il paravento della fede, non ci pare comunque possibile individuare un target di lettura ad ampio spettro, per questo libro. Non aiuta, in primis, uno stile molto legnoso di scrittura, su cui pensiamo che le due traduttrici coinvolte (Elisa Rinaldi e Angela Facchini) abbiano potuto poco rispetto a un personaggio dal livello espressivo e culturale non smisurato, per usare un eufemismo. Poi, la visibilità mainstream dei Korn non è comunque sufficiente a renderlo una papabile lettura da scaffale dell’ipermercato, mentre infine per il pubblico metal, come accennato, ci sono talmente pochi elementi di interesse nella ‘marginale’ biografia dei Korn che Brian racconta, da farne al massimo un buon elemento di discussione (feroce) tra amici. Ecco, forse leggerlo per poter criticare con più consapevolezza un percorso di vita particolare, e che non riesce ad essere di esempio come vorrebbe nelle sue ecumeniche parole, può essere il vero spunto di interesse.

SALVAMI DA ME STESSO
Autore: Brian “Head” Welch
Anno: 2018
Pubblicato da: Chinaski Edizioni
Pagine: 224

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