SMALL VICTORIES – The True Story Of Faith No More

Pubblicato il 09/01/2019 da

Sono passati trentacinque anni da quando lo storico nucleo composto da Bill Gould, Mike Bordin e Roddy Bottum assunse il suo nome definitivo, ed era quindi anche tempo di poter finalmente leggere una biografia esaustiva e pressoché definitiva di questa geniale band.

A partire dagli esordi come ensemble strumentale, sospeso tra performance offerte al pubblico come esibizioni occasionali, passando per il cambio di almeno nove chitarristi e ancora più cantanti, i Faith No More hanno saputo sbeffeggiare qualunque etichetta musicale e ignorare qualunque regola dello show business, anche grazie alla straordinaria capacità di trovarsi sempre al posto giusto… al momento sbagliato. Emerge molto bene, da questo corposo tomo, come dietro all’eclettico Mike Patton o ai precedenti frontman individuati dalla stampa (ossia il compianto Chuck Mosley e il macho Jim Martin) ci fossero tre personalità altrettanto forti, caratteriali, dalla creatività smisurata, con al centro l’apparentemente taciturno Bill Gould – vero leader indiscusso del gruppo in tutte le sue fasi; una “ragnatela spinta in cinque direzioni diverse”, come detto dal loro produttore Matt Wallace, che se da una parte gli ha permesso di esprimersi in libertà e unendo visioni musicali tra loro distantissime, dall’altra li ha portati a rovinare tour milionari, a insultarsi tramite interviste incrociate, a separarsi da membri della band via fax, come nelle migliori e più distopiche famiglie. Proprio come in una saga familiare, il libro ripercorre bene anche gli anni successivi alla separazione avvenuta nel 1997, tra tentativi di riavvicinamento, tour di reunion, il recupero di rapporti con (quasi) tutti gli ex componenti, arrivando anche a proporre nuova e ottima musica senza alcun clamore, ma lasciando nuovamente i fan nella speranza di un futuro radioso.

Tra l’integrità che gli ha permesso di vendere milioni di copie attraversando il mainstream con indifferenza, la curiosità a tutto tondo e le doti eccellenti di tutti i membri, passando per aneddoti più o meno noti (compreso l’oscuro provino fatto a Josh Homme), Adrian Harte ripercorre nel dettaglio ma senza mai annoiare la storia di uno dei gruppi più iconici della musica contemporanea, anche e soprattutto grazie a moltissime interviste inedite ed esclusive. “Cos’hanno in comune metal e hip-hop?”, si chiedeva Mike Patton rispondendo che “Possono entrambi essere molto aggressivi… o molto stupidi”. Ecco perché la band che ha, a modo suo, inventato il funk metal, il nu metal e un certo modo di intendere l’alternative metal non ha ancora avuto eguali, come scoprirete nelle quasi quattrocento pagine di questa biografia.

SMALL VICTORIES
Autore: Adrian Harte
Anno: 2018
Pubblicato da: Jawbone Press
Pagine: 376

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