TEUTONIC THRASHING MADNESS – L’epoca d’oro del thrash metal tedesco – 1982-1992

Pubblicato il 20/05/2026 da

Presentato da una copertina quanto mai evocativa, questo “Teutonic Thrashing Madness – L’epoca d’oro del thrash metal tedesco – 1982-1992” prende il lettore per mano e lo porta a vivere – o rivivere, a seconda dell’età – in maniera completa e circostanziata un genere musicale assieme ad un luogo e un periodo storico che, a ragion veduta, sono andati a braccetto per una decade buona.
Quello che emerge è proprio che, se il thrash metal tedesco (e ‘tedesco’ viene usato per descrivere il genere, non la provenienza) nasce in quel luogo e in quel momento, lo fa per motivi intrinsechi e precisi legati alla cultura, allo stato sociale e alla peculiarità della Germania – o meglio, delle Germanie, in quel dato periodo storico.
Uno dei pregi maggiori del libro è infatti la cura storiografica che riesce a collocare ogni nota, ogni band, ogni disco all’interno di un contesto ben definito e descritto. La scrittura di Berti in tal senso è davvero gradevole, e le parti nelle quali si descrive la situazione politica coi suoi avvicendamenti nel corso degli anni, è interessante tanto quanto l’aspetto musicale, con l’ombra del Muro che incombe per gran parte delle storie narrate.

La parte musicale (che comunque è inscindibile da quella storica) ovviamente è il fulcro del libro, viene sviscerata con piglio enciclopedico ma mai pedante, andando a scovare una miriade di nomi persi nei più desolati sottoboschi dell’underground e mettendoli assieme agli ovvi ‘big’ quali Sodom, Kreator, Destruction e Tankard, che per ovvie ragioni (anche di effettiva storia vissuta, di cose da raccontare, rispetto agli altri) prendono uno spazio maggiore nel libro, pur senza monopolizzarlo, anzi: i nomi da segnarsi per ri-scoprire il thrash teutonico saranno numerosissimi durante la lettura – dai più grossi citati, passando per Assassin, Poison, Paradox, Mekong Delta, Holy Moses e tanti altri.
Si racconta dunque la nascita del movimento, nascita vita e morte del thrash e delle band che lo hanno composto e delle etichette che l’hanno sviluppato, sempre con dovizia di particolari. Il racconto è supportato da una scrittura fluida e gradevole, non ci ha fatto mai stancare durante la lettura e  ci ha preso per mano e accompagnato in viaggio attraverso genesi, picchi e caduta del thrash teutonico.
Il libro è abbondante, approfondisce lati tecnici (con delle buone recensioni), storiografici, si vanno a richiamare le origini fondamentalmente punk del genere, le varie commistioni che hanno visto il genere evolversi nel tempo, fino a flirtare con i nascenti movimenti death e black, e non mancano aneddoti piuttosto gustosi (tra i preferiti di chi scrive, gli screzi in tour tra Sepultura e i Sodom, o Tom Angelripper in mutande sul palco alla fine di una grottesca vicenda di confini e passaporti). Molti dei protagonisti vengono fatti parlare in prima persona, e il pregio maggiore è quello di farci piombare in un mondo nostalgico e passato, dove tutto era idealizzato e totalmente volto alla musica, facendo immedesimare il lettore in dinamiche che avrà probabilmente vissuto in qualche altra parte del mondo, facendolo toranre ad un passato fatto di poghi in locali puzzolenti e birre calde del supermercato.

In genere la lettura è completa e ben strutturata, non si cade mai nella trappola del nominare qualcosa giusto per farlo senza approfondire, e vengono descritti tanto i grandi classici del genere, quanto sviscerate le discografie di nomi poco o per nulla conosciuti, e probabilmente il più grande merito del libro è proprio quello di ripescare chi ‘non ce l’ha fatta’ o magari ce l’ha fatta (commercialmente, a livello di pubblicazioni…) ma solo per pochi anni, il tempo di un paio di dischi oggi dimenticati chissà dove.
La storia segue un percorso pressoché cronologico, e ovviamente è suggerito di accompagnare l’ascolto con i vari album che appaiono nelle pagine, e dubitiamo che il lettore potrà evitare di tornare con le playlist a quei suoni e quei dischi; anzi, un libro che tratta di un certo tipo di sonorità dovrebbe proprio ambire a quello, a esortare – implicitamente – il lettore a dedicare del tempo ad ascoltarla, quella musica di cui parla – e di sicuro, in questo, l’opera di Berti funziona perfettamente.

  • Autore: Riccardo Berti
  • Anno: 2026
  • Pagine: 456
  • Prezzo: 25

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