THE LAND OF RAPE AND HONEY

Pubblicato il 22/11/2025 da

La collana 33 e 1/3 della Bloomsbury è probabilmente una delle serie di libri più interessanti nel mondo dell’editoria musicale. Giunta ormai al centonovantaseiesimo volume, ha come fine l’analisi puntuale, attraverso materiale e interviste dell’epoca e/o raccolte appositamente, di dischi più o meno leggendari che spaziano dal blues al jazz, passando per il funk e (più raramente) il metal.
Questa volta, e da qui il nostro specifico interesse, come da titolo il protagonista è “The Land Of Rape And Honey” dei Ministry, un assoluto spartiacque della musica industriale, analizzato in dettaglio da Jason Pettigrew, per 27 anni redattore di Alternative Press – storica rivista americana di musica e cultura – e ora collaboratore di SPIN.

Pettigrew gioca facile: “LORAH” (l’acronimo che viene adottato nel libro per evitare di toccare le duecento pagine di lunghezza solo riportando ogni volta il titolo per esteso…) è il suo album preferito di sempre, quasi un’ossessione, come racconta chiaramente.
Un disco che rappresenta – e non solo per lui – un momento prima/dopo nella storia della musica; la sua prosa snella, unita a interventi ficcanti da parte di quasi tutti i protagonisti delle registrazioni e conoscenti della band, ricrea benissimo l’atmosfera dell’epoca, quando tra Chicago e Londra i Ministry (insieme ad altre band, in alcuni casi anche ormai obliate dal tempo) hanno definito nuovi parametri nell’uso dell’elettronica e nel ricorso alla violenza in musica.
Questo dualismo è uno degli elementi vincneti del disco, ma non c’è solo quello; e Al Jourgensen, Paul Barker, Chris Connelly (purtroppo non Bill Rieflin, il grande batterista scomparso qualche anno fa), i tecnici del suono coinvolti, amici come Jello Biafra a altri, ricostruiscono benissimo quel clima di sperimentazione, spesso tossica nella forma, ma geniale e stacanovista quanto a dimensione operativa e risultati. Specie pensando al mondo electro-pop da cui il nome Ministry, al tempo, proveniva… per quanto i primi capitoli ricostruiscano chiaramente come, a dispetto di venticinque anni di narrazione, Jourgensen non fosse poi così schifato dei suoi primi lavori, o così sottomesso ai piani alti della Warner.

Come tutti i libri che contengono narrazioni in prima persona, per di più molto candide sulle vicende personali, le sostanze consumate, le tensioni e i trionfi del tempo, questo volume è una lettura preziosa, che scorre d’un fiato e di cui preferiamo non anticiparvi piccole e grandi chicche.
Sicuramente, se siete fan di questo enorme album, dei Ministry, o semplicemente di chiunque, sperimentando, abbia fatto fare dei passi avanti alla ricerca musicale, si tratta di centotrenta pagine da fare vostre.

  • Autore: Jason Pettigrew
  • Anno: 2025
  • Pubblicato da: Bloomsbury Publishing
  • Pagine: 134
  • Prezzo: 12,15

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