L’influenza di Trent Reznor sulla musica contemporanea è probabilmente qualcosa che troverà la giusta prospettiva tra anni, anche alla luce di una carriera sempre cangiante, fatta di ricerca e sperimentazione continua.
Quel che è già certo è come, dopo esser stato una delle principali figure di rottura nel periodo di massima ed esaltante trasformazione della musica metal negli anni Novanta, abbia saputo rinnovare la sua creatura principale – e poco importa se sia cambiato il suo pubblico, o il suo approccio: i veri artisti non stanno fermi a guardarsi l’ombelico – e reinventarsi parallelamente in una carriera come compositore di colonne sonore, raggiungendo un livello paritario con i giganti di questo mondo.
Il libro di Umberto Mentana, che come da titolo si concentra esclusivamente su questa dimensione della carriera di Reznor e del suo ormai inscindibile sodale Atticus Ross, è un lavoro eccellente e una base di partenza fondamentale per mettere in prospettiva la carriera dei due, senza trascurare nessun elemento di rilievo.
Nelle pagine di Mentana – agili e appassionanti quanto a stile, approfondite e colte nel linguaggio e nell’analisi – si intersecano tutti i livelli che definiscono un (a coppia di) artista/i e i suoi esiti creativi, da quello meramente esecutivo e tecnico, peraltro trattato sempre senza cedere a noiosi approfondimenti ingegneristici, ai diversi approcci che i due golden boy hanno saputo scegliere per ogni film. Vuoi per le storie trattate, per il rapporto che hanno creato con il regista di volta in volta, o semplicemente per le sensazioni interiori e psicologiche personali vissute nell’approcciarsi a ogni singolo score musicale.
E sta proprio qui il punto di forza del libro e insieme il fulcro dell’attività da compositori di Reznor e Ross: la continua adattabilità, una curiosità senza fine, una capacità immersiva che ha reso nella maggior parte dei casi le loro musiche elementi quasi diegetici dei film stessi.
Si parte inevitabilmente da “The Social Network”, un lavoro dirompente per approccio, qualità e profondità; che è stata poi solo la prima della fortunata e stimolante collaborazione con David Fincher (seguiranno “The Girl With The Dragon Tattoo”, “Mank” e “The Killer”, quattro film per quattro approcci diversi). Parimenti, va citato il rapporto con Luca Guadagnino, un altro regista con cui Reznor e Ross riescono a lavorare a un livello che non è di pura ‘punteggiatura sonora’.
Passando quindi in rassegna tutti i lavori del duo, con anche l’accattivante scelta di un singolo o al massimo un paio di brani rappresentativi per approcciarsi a ciascuna colonna sonora, Mentana racconta insomma un universo creativo che non si è mai configurato come una bolla a sé stante, ma come una continua ricerca su più livelli, in grado di amplificare le emozioni racchiuse in ciascuno dei film a cui hanno partecipato.
- Autore: Umberto Mentana
- Anno: 2026
- Pubblicato da: Tsunami Edizioni
- Pagine: 228
- Prezzo: € 22,00

