22/10/2013 - 65daysofstatic + Sleepmakeswaves @ Tunnel - Milano

Pubblicato il 24/10/2013 da

Come falene verso la fiamma, il popolo del post-rock milanese accorre frenetico verso l’imbocco del Tunnel, attratto dalla luce selvaggia emanata dal quartetto di Sheffield, ormai illustre caposaldo del genere. Da poco disponibile, il nuovo “Wild Light” dei 65daysofstatic è pronto per essere incorniciato e riproposto in sede live, in quella sede dove la band è solita soffermarsi quando passa dalle parti di Milano. Questa volta supportati dai giovani paladini del post-rock australiano, gli Sleepmakeswaves.

65daysofstatic - tour 2013

SLEEPMAKESWAVES
Alla seconda apparizione nello Stivale, gli australiani Sleepmakeswaves trovano una propria e specifica collocazione in una serata che sembra fatta apposta per loro. Aprire le piste ad una realtà affermata, e imponendosi come sostanziale prelibatezza in grado di acuire il solletico al palato del popolo del post-rock milanese. Circa quaranta minuti di saliscendi emotivi, cardine dei passaggi delle composizioni del genere, freschezza giovanile, carisma e professionalità, non fanno altro che portarci ancora una volta alla considerazione che la scena australiana sta dicendo tantissimo al mondo della musica contemporanea, sia quella di ghetto e cantina, sia quella più mainstream. E’ quasi palpabile l’emozione che accomuna il quartetto, ritrovatosi in un tour nel quale il loro nome come support act calza a pennello, permettendo di fare ottime figure, racimolando applausi e consensi, fiducia e qualche vendita al banchetto merchandise. Sicuramente una delle realtà più emergenti del panorama di genere, pur non donando nulla di nuovo a quanto già dettato da band come Mogwai ed Explosions In The Sky, ancora troppo irraggiungibili. Per ora. Chissà.

65DAYSOFSTATIC
Mirabilmente perfetta, ancora una volta, l’esibizione del quartetto di Sheffield.  I sogni colano dai crani come il sudore per il caldo pauroso nelle prime file. L’elettronica si mischia al post-rock più canonico in un’ora e dieci di show; niente encore per la band, probabilmente per volere dello stesso locale, l’unica cosa deludente della serata, dal tecnico luci (che riesce ad irritare perfino Joe Shrewsbury) al probabile taglio dell’ultima parte dello show. Basta guardare quanto eseguito due giorni fa in Svizzera, o quattro giorni fa in Francia: encore di altri due brani dopo la conclusiva (da noi) “Safe Passage”. Ed è un peccato – ancora una volta, dalle nostre parti – perché la resa sonora del Tunnel è ancora una delle migliori di Milano. Fatto sta che alle 23:10 il concerto è già terminato. Al di là della cornice e delle contingenze, sulle quali molte volte si dovrebbe stendere un velo pietoso, appare invece splendente la performance dei 65dos, sin dalle prime due tracce del nuovo “Wild Light”, “Heat Death Infinity Splitter” e “Prisms”, che fungono da premessa d’evocazione per il trip mistico cui lo spettatore viene traghettato da lì a poco. Quando arrivano brani come “Retreat! Retreat!” sembra di ritrovarsi tra compagni di giovinezza con cui si è condiviso molto, bevute, sogni ed epiche avventure. Da evidenziare la resa di “Unmake The Wild Light”, pezzo incredibile, tratto dall’ultimo lavoro, già configuratosi come uno dei best of della band. Nonostante in pochi la conoscessero, la pelle d’oca raggiungeva il soffitto del locale. I synth e le percussioni si sposano con le chitarre alla perfezione in suoni ed esecuzioni perfette, eppure rabbiose, eppure dolci, talvolta soffuse, talvolta irruente come l’oceano in tempesta. Prosopopea di tutto ciò è quando l’ebow introduce il passaggio di piano di Paul Wolinski in “Radio Protector”, una canzone da far imparare a scuola di musica. Ad ogni scuola di musica, s’intende, che sia jazz, metal o hip hop, che si sia sognatori da vino bianco e balcone, o tracannatori di birra da pub. Qui si parla di grande musica, al di là dei generi. Si era parlato di popolo del post-rock milanese, ma si dovrebbe ben intendere, in concerti così, ogni amante della buona musica.

Setlist:
Heat Death Infinity Splitter
Prisms
Crash Tactics
Dance Dance Dance
Install A Beak In The Heart That Clucks Time In Arabic
The Undertow
Fix The Sky A Little
Unmake The Wild Light
Taipei
Retreat! Retreat!
Radio Protector
Safe Passage

 

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