Report di David Scatigna
Foto di Pamela Mastrototaro
Continua la stagione di grandi concerti estivi che ha attraversato l’Italia. Questa volta il palcoscenico è il leggendario ippodromo di Imola, venue già collaudata per eventi di grande portata, che torna ad accogliere gli AC/DC dopo la memorabile tappa dell’anno scorso a Campovolo.
L’organizzazione dell’evento si è dimostrata all’altezza delle aspettative: l’area circostante l’autodromo è stata sapientemente allestita con decine di parcheggi distribuiti strategicamente, numerosi punti ristoro lungo tutti i percorsi di accesso all’arena e un sistema di controllo degli ingressi efficiente, in grado di garantire un flusso scorrevole del pubblico.
Tuttavia, non è tutt’oro quello che luccica. Alcuni settori risultavano talmente distanti dal palco da sembrare quelli di chi ascolta ‘a sbafo’ il concerto appena fuori dalla venue, rendendo difficile apprezzare appieno lo spettacolo, mentre l’area riservata ai disabili presentava inizialmente una visuale decisamente compromessa; fortunatamente, durante il concerto stesso, la rimozione di alcune tende che coprivano uno dei bar ha migliorato sensibilmente la situazione.
Chi ha potuto permettersi l’acquisto del Pit A (primo di almeno cinque tipologie di biglietti differenti) ha acceduto a un’esperienza che ormai solo pochi possono concedersi: visuale ‘privilegiata’ sul palco (e anche su questo, ci si può interrogare sulla legittimità di ‘poter vedere’ il palco a fronte di un biglietto più alto, trattandosi di un concerto musicale, la cui ragione d’essere risiede proprio nel suddetto palco).
Per quanto riguarda il settore food & beverage (dai prezzi più alti della norma, ma non particolarmente folli come visto purtroppo in altri eventi simili), confermato il sistema dei token come unica moneta accettata per cibo e bevande, con la gradita novità della possibilità di acquistare i primi anche singolarmente e non per forza ‘in blocco’, evitando così il fastidio di rimanere con ‘spiccioli’ inutilizzabili.
Nell’aria si è respirata nel corso della giornata un’elettricità palpabile: migliaia di fan hanno affollato per ore l’area circostante sostando nei chioschi in attesa che si accendessero le luci del palco.
E quando finalmente questo si è illuminato e i primi accordi hanno rotto il silenzio, ogni attesa, ogni disagio, ogni token speso è stato immediatamente dimenticato.
Ad aprire le danze troviamo ancora una volta i THE PRETTY RECKLESS, con la carismatica Taylor Momsen che fa il suo ingresso sul palco baciata dalla luce dorata del tramonto. Avvolta in un vestito rosso e nero, la cantante porta con sé tutta quella sensualità che l’ha resa iconica; non si limita però solo all’aspetto estetico: Taylor dimostra immediatamente di saper coinvolgere il pubblico, invocando a gran voce il nome degli AC/DC e ottenendo i primi boati della serata.
La formazione – completata da Ben Phillips alla chitarra solista, Mark Damon al basso e Jamie Perkins alla batteria – attacca con “Death by Rock and Roll”, seguita da “Since You’re Gone” e “Follow Me Down”. È evidente che questo sia lo show della Momsen: la cantante mantiene costantemente il controllo della scena, concedendo pochissimo spazio ai colleghi; anche nei pezzi strumentali, infatti, la sua presenza magnetica cattura l’attenzione del pubblico mentre danza davanti alla batteria.
Il concerto prosegue con “Only Love Can Save Me Now”, “Witches Burn”, “Make Me Wanna Die” e “Going to Hell”. L’unico momento in cui Taylor ‘sparisce’ strategicamente dal palco arriva durante “Heaven Knows”, permettendo a Ben Phillips di mettersi in mostra con un lungo assolo sostenuto dalla sezione ritmica di Damon e Perkins.
Per il gran finale, Momsen si riprende completamente la scena, impugnando anche la chitarra per “Take Me Down” e dimostrando le sue capacità di musicista oltre che di cantante. Il saluto al pubblico non poteva che essere un ultimo richiamo del pubblico ad acclamare gli AC/DC, preparando perfettamente il terreno per i padroni di casa della serata.
Setlist:
Death by Rock and Roll
Since You’re Gone
Follow Me Down
Only Love Can Save Me Now
Witches Burn
Make Me Wanna Die
Going to Hell
Heaven Knows
Take Me Down
E finalmente arriva il momento che tutti stavano aspettando: gli AC/DC fanno il loro ingresso trionfale. Il palco si presenta in tutto il suo splendore con un imponente muro di amplificatori Marshall, due scalette laterali che conducono a una passerella sopraelevata e un maestoso sistema di illuminazione composto da led wall di sfondo, due blocchi di luci laterali e altri due led wall ai fianchi del palco.
La serata non poteva iniziare in modo più cinematografico: un’intro video mostra un’auto che sfreccia nell’autodromo, preludio perfetto per l’esplosivo messaggio che sarà chiaro per tutta la serata: “If You Want Blood (You’ve Got It)”, come il brano che dà il via alle danze.
Angus Young fa il suo ingresso indossando l’immancabile uniforme da scolaretto – cappellino rosso, giacca e calzoncini verdi – conquistando immediatamente il centro della scena insieme a Brian Johnson. La formazione, completata da Stevie Young alla chitarra ritmica, Matt Laug alla batteria e Chris Chaney al basso, si posiziona strategicamente sul retro per lasciare i riflettori sui due frontman.
Un rapido ma caloroso saluto di Brian – “Imola come stai?” – e si prosegue con “Back in Black”, con un Angus scatenato tra i classici ‘doppi passi’ e assoli mozzafiato. Dopo aver abbandonato giacca e cappellino, arriva il momento elettrizzante di “Thunderstruck”, accolto da un boato assordante del pubblico, il quale arriverà a livello di esaltazione quasi parossistica con l’inconfondibile suono della campana di “Hells Bells”.
Brian Johnson dimostra di essere in forma smagliante, regalando una prestazione vocale di altissimo livello, mentre ‘zio’ Stevie Young conferma tutte le sue qualità e la sezione ritmica non sbaglia un colpo. Il viaggio continua e si parte per “Highway to Hell”: la passerella superiore si trasforma in un inferno di fiamme a ritmo di musica.
Il coinvolgimento del pubblico cresce sempre di più, anche grazie all’irresistibile coro di “Dirty Deeds Done Dirt Cheap”, toccando l’apice assoluto con “High Voltage”, dove Brian Johnson può permettersi di non cantare nemmeno il ritornello, lasciando che sia la folla a fare il suo lavoro.
Un rapido cambio sul palco vede l’apertura dei led wall per aggiungere ulteriori luci durante l’esecuzione di “Let There Be Rock”: sui maxischermi compaiono anche amplificatori Marshall ‘virtuali’ che, anche se non è possibile, sembrano alzare ancora di più il volume di una serata già ad altissimi decibel.
Al termine del brano Angus Young si lancia in un assolo di chitarra che supera i quindici minuti, probabilmente anche per far rifiatare Johnson, dimostrando non solo una bravura tecnica eccezionale ma anche un carisma magnetico, al punto che gli basta davvero portare una mano all’orecchio per scatenare reazioni esplosive dal pubblico.
Il chitarrista percorre ogni angolo del palco correndo come un ragazzino: dalla passerella frontale, la cui estremità si solleva per rendere ancora più spettacolare l’esibizione, fino alla passerella posteriore per il gran finale.
Brian Johnson torna per salutare la folla, ma tutti sanno che manca ancora la parte più ‘esplosiva’ della serata: poco dopo, la band rientra per “T.N.T.”, seguita dal gran finale con “For Those About to Rock (We Salute You)”, accompagnata da uno spettacolo pirotecnico che lascia il pubblico letteralmente a bocca aperta.
Gli AC/DC hanno dimostrato ancora una volta perché sono considerati una delle più grandi band rock di tutti i tempi, regalando a Imola una notte che difficilmente verrà dimenticata.
Setlist:
Intro
If You Want Blood (You’ve Got It)
Back in Black
Demon Fire
Shot Down in Flames
Thunderstruck
Have a Drink on Me
Hells Bells
Shot in the Dark
Stiff Upper Lip
Highway to Hell
Shoot to Thrill
Sin City
Dog Eat Dog
Dirty Deeds Done Dirt Cheap
High Voltage
Riff Raff
You Shook Me All Night Long
Whole Lotta Rosie
Let There Be Rock (with Angus guitar solo)
Encore:
T.N.T.
For Those About to Rock (We Salute You)
THE PRETTY RECKLESS
AC/DC





















































































