12/03/2013 - Afgrund + Mumakil + Evisorax + Oblivionized @ Unicorn - Londra (Gran Bretagna)

Pubblicato il 15/03/2013 da

Champions League o grindcore? Le comodità (e i caloriferi, visto il gelo calato sull’Inghilterra) di casa o lo Unicorn pub di Camden Town? Noi questa sera scegliamo i secondi, anche perchè abbiamo un brutto presentimento sulla partita dei rossoneri. Purtroppo quest’ultimo viene confermato, ma almeno finiamo per essere doppiamente felici quando ci ritroviamo circondati da volti amici in uno dei locali più frequentati dal circuito underground metal/hardcore londinese, per una serata che promette scintille. Nessuno sa perchè siamo un po’ abbacchiati, nessuno prende per il culo e ogni avventore, al contrario, ha vari motivi per gioire: Afgrund, Mumakil ed Evisorax sono tre delle più interessanti realtà grindcore europee e una loro esibizione è qualcosa che nessun vero amante di queste sonorità vorrebbe perdersi. Purtroppo quest’oggi il maltempo pare influire non poco sull’affluenza, ma i presenti e i gruppi paiono comunque carichi e si dà fuoco alle polveri esattamente come previsto…

afgrund - locandina tour - 2013

OBLIVIONIZED

I giovani Oblivionized sono praticamente il prezzemolo dei concerti underground della capitale: non importa che si tratti di una serata grind, black, sludge o death metal… questi ragazzi trovano sempre il modo per farsi inserire tra gli opener. Li abbiamo ormai visti varie volte e ad ogni appuntamento abbiamo sempre le stesse riflessioni in stessa: buono il sound (un grindcore tecnico vicino a Discordance Axis e primi The Red Chord), ampiamente rivedibili le linee vocali. Il frontman dei Nostri risulta sempre troppo fiacco e viene puntualmente “sotterrato” dal growling del chitarrista Sammy Urwin (già nei Regurgitate Life) e questa pecca non indifferente finisce spesso per gettare cattiva luce su tutto l’afflato della formazione. Il loro set è breve e viene seguito da quasi tutti i presenti, ma, dal canto nostro, continuiamo a sperare in una svolta.

EVISORAX

Il chitarrista Daniel Lynch è stato aggredito da dei malviventi alcuni mesi fa mentre rientrava da una serata con amici e, a quanto pare, il Nostro ancora oggi è convalescente, visto che deve utilizzare una stampella per camminare e appoggiarsi a uno sgabello per suonare. La prova dei suoi Evisorax, tuttavia, non ne risente: il terzetto, da qualche tempo raggiunto dal nuovo frontman Simon, questìoggi è a dir poco incazzato e in meno di venti minuti riesce letteralmente a spazzare via i presenti a furia di schegge grind ferocissime, per lo più estratte dall’ultima fatica “Isle Of Dogs”, la quale ha segnato un’ulteriore inasprimento del sound del progetto. Si sentono tanto gli Insect Warfare nel materiale attuale dei ragazzi, ma naturalmente non ci si dimentica di qualche strizzata d’occhio ai vecchi Napalm Death e Brutal Truth. Le screaming vocals del chitarrista e del frontman si intrecciano e sovrappongono alla grande e questo è forse l’elemento che finiamo per apprezzare di più nella performance di stasera, oltre a dei suoni inaspettatamente chiari. Questo gruppo è sempre molto sfortunato, ma speriamo in una rapida guarigione e in un definitivo salto di qualità quanto prima.

MUMAKIL

Tocca ora ai gruppi esteri. I primi a calcare il palco sono gli esperti Mumakil, realtà ormai non più di primo pelo nel panorama grindcore europeo. Il contratto con la Relapse per “Behold The Failure” non ha portato loro quella notorietà inizialmente auspicata, ma i quattro svizzeri sono comunque ancora qui e pare che abbiano un nuovo album sulla rampa di lancio. I Mumakil sono il primo gruppo della serata a vantare la presenza di un bassista in lineup: ormai rinunciare a questo strumento sta diventando un’abitudine in ambito grind! La formazione a quattro rende decisamente bene per i Nostri, che sfoderano subito un sound molto corposo e pesante, che con la sua resa complessiva fa quasi passare in secondo piano le invidiabili finezze tecniche del chitarrista Jéjé e del drummer Kevin Foley. Fra tutto, ciò che più impressiona è comunque la tenuta del corpulento frontman Thomas, forse il miglior urlatore grind che ci sia capitato di vedere begli ultimi tempi… letteralmente una mitragliatrice! Il Nostro fa il bello e il cattivo tempo sul palco, denotando appunto una capacità di replicare dal vivo strofe velocissime che ha quasi dell’incredibile. Il set procede per circa una mezzora, offrendo tracce estratte dal debut “Customized Warfare” (a nostro avviso l’opera più riuscita della band), da “Behold…” e anche tre o quattro inediti che andranno appunto a far parte di una nuova release. Come dicevamo, la resa sonora è devastante e fedelissima alle versioni in studio, ma il pubblico, dal canto suo, evita di manifestare il proprio apprezzamento col solito pogo, prediligendo dei normali applausi. Peccato… ma niente da rimproverare ai Mumakil!

AFGRUND

La serata viene chiusa dagli Afgrund, attesissimi dopo aver ottenuto ottimi riscontri con i due ultimi album, “Vid Helvetets Grindar” e “The Age Of Dumb”. Con loro siamo dalle parti del grindcore scandinavo più abrasivo, quello che abbiamo amato sin dalla prima volta in cui Nasum o Rotten Sound ci hanno trafitto le orecchie. Su disco, i ragazzi – che in verità provengono da varie parti d’Europa, formando una lineup internazionale – sono fra i migliori discepoli di questi maestri, ma stasera danno prova di avere la giusta attitudine anche in sede live. Il quartetto dà vita a un set spietato, basato soprattutto sui succitati album, ma si concede anche qualche esperimento, proponendo dei pezzi che andranno a far parte di un imminente nuovo EP. Lo stile, in ogni caso, risulta il medesimo, con severe scariche di blast-beat alternate a rallentamenti groovy e slabbrati, sovente conditi da qualche parentesi più hardcore. Grindcore scandinavo, appunto! Il frontman Armin Schweiger è meno rigoroso rispetto al ragazzone dei Mumakil, ma senza dubbio è più mobile e attivo sul palco; idem il chitarrista Olli Nokkala e il bassista Enrico Marchiori, il quale si occupa anche delle backing vocals. Il gruppo fa muro davanti ai presenti (una cinquantina in totale, a questo punto) e finalmente riesce a generare qualche vera reazione nel pit, soprattutto facendo leva sull’entusiasmo di un paio di esagitati in prima fila. Gli Afgrund riescono quindi a rispondere per le rime ai Mumakil, sfoderando una prova concisa e intensa come vuole la tradizione grind, ma mettendo anche in mostra tutte le sfaccettature del loro sound al meglio delle loro possibilità. In tanti fra gli avventori erano qui esclusivamente per i Nostri e si può dire che il ruolo di headliner sia stato pienamente legittimato.

0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.