27/02/2010 - Airbourne + Rain – Bologna @ Estragon - Bologna

Pubblicato il 04/03/2010 da

Live report a cura di Luca Paron
Foto a cura di Milena Simonato

 

Quando il giovane Joel O’Keeffe di Warrnambool, alla tenera età di undici anni, decise di cimentarsi con la chitarra elettrica colpì immediatamente la fantasia dal fratello maggiore Ryan, che, risucchiato dall’antropologicamente inevitabile processo di emulazione, afferrò un paio di bacchette e cominciò a percuotere le pelli della prima batteria che gli passò sotto mano stando dietro a Joel. Qualche tempo dopo, durante una giornata di lavoro presso l’albergo nel quale prestava servizio, l’ormai adolescente Joel conobbe il collega/chitarrista David Roads, anche lui invaghito del verbo proferito in patria da idoli del calibro di Rose Tattoo e Ac/Dc. Fu un attimo e i tre si trovarono ad una festa, ubriachi, a parlare e progettare di hard rock. Il caso volle che, ultimo pezzo del puzzle, Justin Street, di professione bassista, fosse alla stessa festa e che anche lui avesse in mente lo stesso concetto: mettere a ferro e fuoco i palchi locali. Di quei giorni del 2003, l’entusiasmo è ancora lo stesso e gli Airbourne sono diventati un piccolo fenomeno, capace di portare all’Estragon di Bologna, per la prima delle tre date italiane di questo “No Guts, No Glory Tour 2010”, più di 1.500 persone. Una sola domanda: ma Roads e Street sono nomi falsi, vero?

RAIN

Ad aprire la serata i Rain, gruppo italiano DOC che all’ultimo minuto è stato chiamato a supportare i giovani australiani. I nostri hanno giocato in casa, tanto che il pubblico addirittura cantava alcuni dei loro pezzi tratti da “Dad Is Dead”, album del 2008 e concentrato di hard rock, heavy metal e tante buone melodie. Nella mischia anche un paio di cover: “Rain” dei Cult, abbastanza sintomatica anche dello stile dei nostri, e “Highway To Hell”, che ha scatenato il putiferio e anticipato i temi Ac/Dciani del prosieguo. Sugli scudi Il Biondo, nome d’arte del cantante autore di una prova validissima, ma un bravo a tutta la formazione, rodata ed esperta. Nota di merito per “Rain Are Us”, pezzo eccezionale.

La setlist completa:

“Love In The Back”

“Dad Is Dead”

“Mr. 2 Words”

“Rain”

“Rain Are Us”

“Bang Bus”

“Highway To Hell”

AIRBOURNE

Come bombe ad orologeria, alle 22.30 circa esplodono sul palco dell’Estragon gli scalmanati Airbourne. Il fragore è colossale e tutti i convenuti sono lì per loro, tanto che ultimamente il locale non è mai stato così pieno. Anche il volume è quello di un attacco aereo e seriamente i timpani rischiano di saltare più volte. La band attacca caricatissima con “Stand Up For Rock ‘N’ Roll”, anche se Joel è ancora un poco giù di voce (il gruppo ha annullato i due precedenti concerti spagnoli per permettergli di riprendersi da una laringite), ma a nessuno sembra importare poi tanto, visto che comunque i quattro bilanciano la piccola lacuna con dinamismo e belluina fisicità, dando l’idea di canguri ubriachi che saltano ovunque. Le hit di “Runnin’ Wild” e le anticipazioni del nuovo “No Guts, No Glory”, in uscita a giorni, si alternano tra gli applausi e il singalong del pubblico, mai domo nell’ora e un quarto offerta dagli Airbourne. Tra un’arrampicata e l’altra di Joel sulle spie a bordo palco scorrono “Diamond In The Rough”, le nuove “Born To Kill” e “No Way But The Hard Way”, poi ancora “Hellfire”. Ad una prima parte più serrata, fa eco una sequenza più ritmata di pezzi (“Cheap Wine & Cheaper Women”, “Girls In Black”) ma il fuoco ritorna a divampare subito con “Heartbreaker” e l’inno “Too Much, Too Young, Too Fast”, che nel finale trova spazio insieme ai vari assoli tutti di ottimo gusto. Spazio ai bis per le immancabili “Runnin’ Wild” e “Blackjack”, e per l’immagine che resterà in testa e che riassume l’attitudine della band: Joel che apre una lattina di birra spaccandosela in testa, beve e poi la lancia sul pubblico. Beata gioventù, verrebbe da dire, e beato soprattutto chi ne ha potuto approfittare questa sera, malgrado il suono non sempre cristallino. Ma siamo sicuri che il dettaglio non ha impedito a nessuno di godersi lo spettacolo.

La setlist completa:

“Stand Up For Rock ‘N’ Roll”

“Hellfire”

“Fat City”

“Get Busy Livin’”

“Diamond In The Rough”

“What’s Eatin’ You”

“Born To Kill”

“Cheap Wine & Cheaper Women”

“Girls In Black”

“No Way But The Hard Way”

“Heartbreaker”

“Too Much, Too Young, Too Fast”

bis:

“Runnin’ Wild”

“Blackjack”

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