23/10/2025 - ALL THEM WITCHES + ELDER @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 27/10/2025 da

Report di Stefano Protti
Fotografie di Fabio Livoti

In un’epoca in cui, per esigenze organizzative, economiche e geografiche, si assiste spesso all’organizzazione di date con band assemblate “in modo un po’ eterogeneo” (per non dirla alla René Ferretti), quasi stupisce l’approdo all’Alcatraz di due gruppi dalle impressionanti affinità elettive: gli Elder, reduci dalla pubblicazione del nuovo EP “Liminality/Dream State Return”, a tre anni di distanza dall’ultimo album “Innate Passage”, e gli All Them Witches, che hanno terminato da poco le registrazioni del disco destinato a succedere al fortunato “Nothing As The Ideal” (2020).
L’occasione di osservare lo stato di crescita di queste due band, e al tempo stesso di gustarsi qualche anteprima dei loro prossimi lavori, è decisamente allettante, così come il costo del biglietto, più contenuto rispetto a quello di altri eventi della stessa settimana. Noi, che ci siamo stati, ci prendiamo qualche riga per raccontarvi com’è andata.

 

Gli ELDER arrivano in scena quando lo spazio sotto il palco B dell’Alcatraz è già piuttosto affollato. I quattro americani, di base a Berlino da parecchi anni, sono stati adottati dalla norvegese Stickman Records dei Motorpsycho e, dai compagni di scuderia, hanno ereditato l’attitudine psichedelica e anche l’unico punto debole che li contraddistingue: una voce non particolarmente incisiva.
Ma è solo un dettaglio, all’interno di un set fatto di chitarre intrecciate (tre sul palco, a sopperire l’assenza del basso), di ritmi che si dilatano e si ricompongono in modo plastico, di una pioggia di note acidule che cade sullo spettatore e gli dilava di dosso ogni residuo cementizio della vita quotidiana. Musicalmente parlando, l’atmosfera di un loro concerto riprende proprio le intuizioni psichedeliche di “Blissard” dei Motorpsycho, traslandole in un contesto decisamente più space rock, in un’ipotetica session tra Hawkwind e i 13th Floor Elevators.
Quattro canzoni, quasi un’ora di setlist che, a nostro parere, lo Stato dovrebbe fornire gratis almeno una volta al mese, in un ipotetico programma di benessere sociale.

Nel perfetto rispetto delle tempistiche, alle 21 gli ALL THEM WITCHES salgono sul palco annunciati da “War Pigs” dei Black Sabbath.
Se all’interno di una dimensione discografica i quattro cercano di mantenersi in qualche modo fedeli alla forma-canzone, sul palco i brani si compenetrano l’uno nell’altro, in lunghe suite che confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, l’altissimo livello strumentale raggiunto dalla band. Assistere a un loro show equivale a sfogliare un’ipotetica enciclopedia del rock, lasciandosi trasportare dalle note a piè di pagina e permettendo alla curiosità di espandersi in più direzioni.
Certo, gli ZZ Top rimangono la base di partenza fondamentale (“Angel On The Wayside”), ma a noi è parso di cogliere tracce dell’evoluzione rock mostrata dai Wilco di “A Ghost Is Born” (“Charles William”, una “See You Next Fall” nobilitata dall’interplay tra Ben McLeod alla chitarra ed il tastierista Allan Van Cleave), dei Black Sabbath riletti alla luce di un motorik 4/4 krautrock (“Diamond”) e, di conseguenza, dell’hard robotico dei Queens of the Stone Age (“Enemy of My Enemy”, “Aethernet”).
Il gruppo conosce a fondo tutti gli splendidi luoghi comuni della musica americana (blues, country e folk) e su questo intreccio di ricordi e conoscenza innesta le proprie intuizioni e una scrittura solidissima (la sensuale “The Marriage of Coyote Woman”, una “Workhorse” tesa e sempre sul punto di esplodere, la ruvidissima “Alabaster”, regalata nel bis).
Da questo punto di vista, gli All Them Witches seguono lo stesso percorso di molti prima di loro (Springsteen, da cui Charles Michael Parks Jr. mutua il cantato roots, The Band) ma con un tocco meno tradizionalista, concettualmente (solo concettualmente, sia chiaro) vicino alla rielaborazione dei classici blues operata da Moby in “Play”.
Ciò che rende straordinario un concerto di questi americani (e credeteci, straordinario lo è davvero) è la loro capacità di modellare il tempo e relativizzarlo, tanto che, alla fine di un brano, ci si ritrova a guardare l’orologio stupiti che sia già passata un’ora dall’inizio dello spettacolo. Per chi ne scrive, uno dei migliori show del 2025.

All Them Witches Setlist:

Enemy of My Enemy
When God Comes Back
Culling Line
Workhorse
Aethernet
Diamond
1×1
Hold Up Say What ?
The Marriage of Coyote Woman
Angel on the Wayside
Charles William
Blood and Sand / Milk and Endless Waters
See You Next Fall
Bulls
Alabaster

 

ELDER

ALL THEM WITCHES

 

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