03/02/2013 - Asking Alexandria + While She Sleeps + Motionless In White + Betraying The Martyrs @ Alcatraz - Milano

Pubblicato il 09/02/2013 da

Report a cura di Davide Romagnoli
Foto a cura di Riccardo Plata

Per le giovani generazioni del metalcore più ambito del momento, ecco arrivare la tappa del sostanzioso calderone di Asking Alexandria, While She Sleeps, Motionless In White e Betraying The Martyrs. Assai succulenta è infatti la portata di questo tour per i britannici Asking Alexandria e il loro carrozzone di amici. In preparazione per l’uscita del nuovo album, che vedrà la luce nel 2013, la band di Ben Bruce si gode un Alcatraz (sezione laterale) colmo di ragazzi stoicamente con jeans attillato coordinato a tattoo di culto e signorine con maglietta da basket e calze da rugby fino alle ginocchia. Non serviva certo nessuna premessa per far capire che il mondo della musica estrema in questi ultimi anni si è avvicinato al – e fuso con – il mondo del cool. Una serata particolarmente ricca ed interessante, insomma.

 

asking-alexandria-live alcatraz - 2013

 

BETRAYING THE MARTYRS
Addirittura da Parigi. Questo carrozzone di band è passato anche dalla Francia e non si è lasciato indietro nessuno. I Betraying The Martyrs aprono questa serata con il giusto piglio. Il frontman Aaron Matts e il suo compare Victor Guillet sono nella giusta forma per riuscire ad entusiasmare la giovane audience, bramosa di moshpit e violenza. La conclusiva “Because Of You” li lascia con numerosi applausi e un gradito responso da parte del pubblico meneghino.

Setlist:
Martyrs
Man Made Disaster
Love Lost
Life Is Precious
Because Of You

MOTIONLESS IN WHITE
Il disco del 2012, numero due, “Infamous”, aveva riservato parecchie buone notizie per la band e aveva presentato brani sicuramente all’altezza della situazione, risultando un ottimo prodotto metalcore, influenzato da elettronica e da una vena horror tipica di Marilyn Manson, Rob Zombie, Misfits e Carpenter. Purtroppo gli americani non riescono a far fuoriuscire dalle casse quello che il disco presupponeva potesse entusiasmare l’audience. Il risultato è un buon impegno da parte di tutti ma nessuna grandissima sorpresa. Certo, Chris Motionless ha dalla sua che il chiodo lo sa portare senza rischiare di essere anacronistico, il suo tenere il palco è forse uno dei punti di maggior forza della band in sede live. La formazione di Scranton, Pennsylvania, non brilla infatti particolarmente né per entusiasmo né per forza nell’attitudine. Notandoli solo in questa sede, e lasciando da parte il disco, non si può certo dire che siano stati particolarmente apprezzabili. Apprezzati sì, da alcuni. Senza brillare. Ed è un peccato.

Setlist:

If It’s Dead, We’ll Kill It
Abigail
Puppets (The First Snow)
Underdog
Immaculate Misconception
Black Damask (The Fog)
Devil’s Night
WHILE SHE SLEEPS
Se si dovesse trovare un vincitore – e si chiede scusa ai fan sfegatati della band headliner – questo sarebbe da riscontrarsi nella formazione di Sheffield. Il loro album d’esordio – uscito poco tempo fa – è stato uno dei migliori risultati dell’annata appena passata, in ambito metalcore sicuramente ma anche in tutto questo filone musicale. “This Is The Six” aveva infatti colpito critica e pubblico per la sua forza, ma anche per la riuscita di tutti i brani presenti nell’LP. Il disco è ancora fresco di uscita, ma i While She Sleeps calcano il palco da qualche anno ormai e sembrano essere entrati a proprio agio on stage. Fortunatamente, infatti, i brani incisi su disco vengono fedelmente riproposti con la stessa intensità e addirittura con una cornice di attitudine, presenza scenica e groove veramente intensa e decisamente sintomatica di uno stato di forma eccezionalmente alto. Wall of death e circle pit come di consueto scandiscono i tempi della formazione di Sheffield nel breve lasso di tempo che le è stato lasciato in questo tour.  Decisamente “Our Courage, Our Cancer”, “This Is The Six” e la conclusiva “Seven Hills” dimostrano come si possano buttare al vento critiche consuete alla monotonia, ripetitività e, talvolta, insensatezza di questi prodotti musicali. Lawrence Taylor ha una prestanza fisica che gli consente di dominare la situazione e i suoi compagni non sono da meno, il bassista Aaran Mckenzie su tutti. Una perfetta mistura di chitarre down-tuned, ritmiche serrate e mai monotone vengono velate da un’epicità onnipresente di fondo che fa esaltare molti dei presenti. All’abbandono del palco, sicuramente in molti avrebbero voluto chiedere una decina di minuti in più.

Setlist:
Until The Death
Dead Behind The Eyes
The North Stands For Nothing
Our Courage, Our Cancer
This Is The Six
Trophies
Crows
Seven Hills

 

ASKING ALEXANDRIA
Un agognato mix tra Motley Crue e Slipknot è quello che sarà il terzo disco della band: così è stato annunciato dal suo frontman Danny Worsnop, che certo le cose non le manda a dire. Forse sono proprio queste le due influenze maggioritarie che escono fuori dalla sede live degli Asking Alexandria. Inneggiamenti alla wild life, free boobs e free orgasm sembrano uscire direttamente dagli atteggiamenti Eighties di molti glam-rockers. In effetti, anche la camicetta di Worsnop ricorda molto Vince Neil e il capello lungo è sempre il capello lungo. Il sound della band si sposa invece con un metalcore più ruspante, non particolarmente impervio né a livello di ritmiche – che non hanno mai brillato per novità o particolare alternanza di parti – né a livello melodico. Molte delle mosh part – ed è una cosa che sembra stata ritenuta oggetto di critica nei confronti del gruppo – sono spesso ripetitive e monotone. Fortunatamente i presenti sono tutti grandi fan dei Nostri e dimostrano tutta la loro fedeltà nel riproporre a livello canoro tutti i ritornelli della band che, c’è da ammetterlo, funzionano benissimo. Grida ossequiose e proposte di matrimonio vengono gridate dalla folla nelle prime file. La band è assolutamente all’altezza della situazione e, riuscendo a far ballare il pubblico per molta della durata dello show, porta a casa il risultato. Oltretutto, quasi tutto il repertorio della band viene coperto: tutto l’album “Reckless And Relentless”, seppur con brani alternati, viene riproposto, mentre del primo disco troviamo “If You Can’t Ride Two Horses At Once…You Should Get Out Of The Circus”, “Not The American Average”, “A Prophecy” e le conclusive “Alerion” e “The Final Episode” in encore, che si rivelano essere i due pezzi più riusciti della band. Stare dalla parte del pubblico, sia che si chiami “essere commerciale” sia che si chiami “essere figo”, non è mai una cosa da giudicare sotto gamba. Gli Asking Alexandria hanno saputo sfruttare quello che è stato loro proposto nel modo migliore. Ad oggi sono accompagnati da band di calibro e sono headliner in un tour da headliner. Non saranno LA band fondamentale dell’ambito metalcore, ma i ragazzi del North Yorkshire potrebbero fare il salto di qualità con l’uscita del terzo lavoro. Il pubblico – sì, jeans attillati e push up, quello – è dalla loro parte.

Setlist:
Welcome
Closure
A Lesson Never Learned
Breathless
Not The American Average
A Prophecy
If You Can’t Ride Two Horses At Once…You Should Get Out Of The Circus
Dedication
Someone, Somewhere
Another Bottle Down
Reckless & Relentless
To The Stage
Dear Insanity
Run Free
Morte Et Dabo
Alerion
The Final Episode (Let’s Change the Channel)

 

5 commenti
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