12/07/2026 - ATMF FEST 2026 @ Campo Sportivo di Resia - Resia (UD)

Pubblicato il 18/07/2026 da

Report di Edoardo Goi
Foto di Andrea Pregi e Nicole Bessega

Archiviata la due giorni dell’ EResia Metalfest, andata in scena in questa stessa location nelle giornate precedenti, è stato tempo per l’area allestita in prossimità del campo sportivo di Resia di accogliere la sesta edizione dell’ATMF Fest, evento promosso e organizzato dall’omonima etichetta capeggiata dal mastermind Diego Matejka che, come sempre, ha visto esibirsi sul palco band appartenenti al roster della label e importanti ospiti internazionali.
Nel dettaglio, quest’anno ad infuocare la platea dei convenuti ci hanno pensato due pesi massimi della scena black metal regionale come Ergot e Unviâr, accompagnati da due ospiti di prestigio come gli slovacchi Aeon Winds e i tedeschi Outlaw, per una giornata che ha saputo dire molto sullo stato di salute della scena black metal underground; ma procediamo con ordine.

In attesa delle esibizioni delle band, l’onere di aprire il festival è toccato a un’interessante tavola rotonda del podcast “Si Stava Meglio Quando Si Stava Metal” dedicata alla storia del black metal regionale che ha visto coinvolti, oltre al succitato Diego Matejka, il creatore del podcast e mediatore dell’evento Denis Bonetti (le cui collaborazioni, da Dusktone, a zine come “Sulphur”, sono molte e varie), H. Škrat (reduce dall’esibizione tenutasi sul medesimo palco nella giornata di venerdì nell’ambito dell’Eresia Metal Fest con i suoi Blutsauger) e Daniele Tollon (anch’esso reduce dall’Eresia, dove si è esibito con i Chronic Hate, e in procinto di calcare il palco dell’ATMF Fest con gli Unviâr).
L’interessante chiacchierata, che ha esplorato in lungo e in largo la diffusione del black metal in Friuli a partire dagli anni Novanta sia dal punto di vista della fruizione che da quelli della fondazione di band autoctone e del sorgere di locali in cui esibirsi o vedere i grandi e piccoli nomi della scena locale e internazionale, ha poi ceduto il passo alla musica suonata, con i triestini Ergot cui è spettato l’onore e l’onere di rompere il ghiaccio dei decibel.

Giunti nel 2025 alla pubblicazione del loro secondo lavoro sulla lunga distanza con il riuscito “Decade”, gli ERGOT non si sono certo fatti pregare nel rompere gli indugi del festival, portando sul palco tutta la carica emozionale del loro atmospheric black metal dai forti connotati esistenzialisti, reso ancora più peculiare dalla scelta, maturata proprio col recente full-length, di usare l’italiano per la stesura delle liriche.
Portatori di un sound che mescola in egual misura le cupe litanie degli Shining e dei primi Katatonia all’ammaliante incedere di act quali i primi Thy Serpent e Elffor, gli Ergot hanno festeggiato in questa occasione il loro ritorno al contesto live dopo un lasso di tempo decisamente lungo, lasciando trasparire la necessità di rodare ancora un po’ la nuova formazione per quanto riguarda la tenuta di palco, ma anche il grande potenziale di cui la band è in possesso, sia dal punto di vista meramente tecnico che da quello della bontà delle composizioni.
Le melodie mesmerizzanti di brani quali “Notte Senza Fine”, “L’Essenza Del Proprio Essere” o “Riflesso Di Mille Realtà” hanno, infatti, saputo trasportare con facilità disarmante il non foltissimo pubblico presente (le cui fila si sono poi ingrossate con l’andare la serata, e sul quale ci sarebbe da fare il medesimo ragionamento fatto in sede di report per l’EResia Metalfest) nel mondo brumoso, ma anche capace di inaspettati squarci di luce, degli Ergot, che hanno salutato la platea accompagnati da convinti e meritatissimi applausi.

Il testimone sul palco dell’ATMF Fest è stato quindi raccolto dagli slovacchi AEON WINDS, rodatissima symphonic/atmospheric black metal ben nota ai fan dell’underground europeo, anche grazie a un’attività live che li ha visti calcare numerosi palchi importanti a livello internazionale, come il Fortress Festival in Inghilterra o il Brutal Assault in Repubblica Ceca.
La professionalità portata on stage dai Nostri è stata infatti indiscutibile, così come la perizia tecnica con la quale tutti i componenti della band hanno impeccabilmente interpretato brani quali “Dreaming Mounds”, “An Ode To The Mountains” o “Primordial Fire”, facendo correre più di un brivido lungo la schiena ai fan dell’accezione tipicamente anni novanta che gli Aeon Winds danno del loro genere di appartenenza, peraltro semplicemente perfetta per la location severamente bucolica in cui è inserito il festival.
Le montagne della Val Resia hanno risuonato della musica degli Aeon Winds, beandosene e restituendone amplificare le suggestioni ancestrali come poche altre location avrebbero potuto fare, e così hanno fatto gli astanti, che non hanno mai mancato di sottolineare il loro apprezzamento lungo tutto il set della band slovacca.

Se parliamo di location, quella della Val Resia, già indicatissima per i precedenti Aeon Winds, non può non essere considerata la cornice perfetta per un concerto dei friulani UNVIÅR, che delle suggestioni e dell’immaginario naturalistico e tradizionale della loro terra fanno il fulcro e la musa ispiratrice del loro operato artistico.
Il loro black metal atmosferico cantato in lingua friulana è sembrato infatti propalare direttamente dalle rocce, dai torrenti e dalle brume che circondano il sito del festival, trasformando in materia viva e vibrante i brani del loro primo full-length, “Dislaç”, che la band ha eseguito nella sua interezza, per la soddisfazione di un pubblico letteralmente rapito dalle trame delle varie “Nevere”, “Disglaç” o “Ritîr”.
Sostenuti, come era successo già nella due giorni dell’EResia Metalfest, da suoni al limite della perfezione (col service guidato dal buon Nicolas Morassutto che si è meritato una menzione speciale, visto che ci è capitato di rado di trovare una simile qualità audio in un festival underground), gli Unviâr hanno regalato agli astanti una performance catartica, guidata dagli evocativi intrecci intessuti dai chitarristi Manuel Scapinello e Daniele Tollon (impegnato anche alla voce), ben supportata dalle solide e al contempo fantasiose trame della sezione ritmica composta da Giulia Zuliani e Luca Franzin e terminata, giustamente, fra scroscianti applausi e grida di approvazione.

A chiudere la tre giorni resiana, e più in particolare questa sesta edizione dell”ATMF Fest, ci hanno pensato nel migliore dei modi gli OUTLAW, col loro black metal anticosmico figlio diretto della lezione impartita da Dissection, Sacramentum e Watain.
Nonostante la disavventura in cui la band è incappata al suo arrivo in aeroporto (dove ha scoperto che tutta la sua strumentazione risultava scomparsa chissà dove, evento che li ha costretti ad esibirsi chiedendo in prestito gli strumenti alle altre band presenti al festival), i Nostri hanno infiammato il palco con una prestazione sontuosa, trascinante e inattaccabile, trasformando in carica luciferina la frustrazione per i disguidi di cui è stata vittima.
Il trio internazionale (i membri della band sono infatti sparsi fra vecchio e nuovo continente) ha letteralmente travolto la platea con una scaletta quasi interamente incentrata sugli ultimi due album in studio, “Reaching Beyond Assiah” del 2023 e “Opus Mortis” del 2025, riversando sul pubblico tutta la furia e l’oscurità di pezzi come “Devourer Of Light”, “To Burn This World And Dissolve The Flesh”, “Through The Infinite Darkness” e “Reaching The Beyond Assiah” e mettendo fine a questa lunga giornata con una prova di forza impressionante, lasciando il palco fra le meritate ovazioni dello stremato quanto soddisfatto pubblico.

Archiviate tutte le esibizioni, a noi non resta che chiudere questo lungo weekend in Val Resia sottolineando la professionalità messa in campo dagli organizzatori, che hanno saputo far fronte a tutte le varie ed eventuali che stanno dietro la realizzazione di eventi del genere, riuscendo a fornire al pubblico accorso a Resia una location accogliente, con una vasta scelta sia per quanto riguarda cibo e bevande che per quanto riguarda banchetti di cd e merchandise vario e, soprattutto, un cartellone di band di assoluto livello.
La speranza è quella di ritrovarci tutti l’anno prossimo di nuovo qui; c’è un bisogno disperato di eventi di questo livello, in un Paese in cui la musica sembra diventata in larga parte un bene di lusso, quando genera soldoni, o superflua, quando a portare avanti le cose è solamente l’infinita passione di gente che ancora crede nella forza dell’underground. Lunga vita all’EResia Metalfest, lunga vita all’ATMF Fest, e lunga vita alla Val Resia, che ci ha accolto per tre giorni fra le sue imponenti montagne e le sue rinfrescanti pozze d’acqua cristallina.

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