27/10/2008 - August Burns Red + Ritual Of Rebirth @ Zoe - Milano

Pubblicato il 05/11/2008 da
A cura di Maurizio “momo” Borghi
 

Il primo di una lunga serie di giorni di pioggia, nell’abituale club di ritrovo di gran parte della popolazione potenzialmente pubblico del concerto: ecco la cornice della prima data italiana degli August Burns Red. Certo l’orario di apertura è leggermente estremo, soprattutto se si pensa che non siamo al mini-festival itinerante che sempre più spesso siamo abituati a vedere in giro…

RITUAL OF REBIRTH

Non c’è tempo di rifocillarsi con un kebab, i Ritual Of Rebirth sono già sul palco alle otto in punto, anche se sono gli unici supporter della serata. Seguiti da Tommy Talamanca al mixer e Alessio Spallarossa alla batteria (Sadist! Ignoranti!), i liguri scaldano l’ambiente con un death-thrash dinamico ed elaborato, che non manca di trovare sostenitori tra le prime file, anche se in generale il pubblico, tendente a sonorità differenti visti gli headliner, rimane perlopiù freddino. Lascia il segno l’ingombrante vocalist Ale, pronto a dare il cento per cento anche fisicamente. Un po’ fuori luogo, ma validi.

AUGUST BURNS RED

Per la prima volta in Italia, i giovani della Pennsylvania hanno avuto un’accoglienza tutto sommato benevola. Lo Zoe infatti è la location perfetta per un concerto del genere, riuscendo a garantire calore umano e poca dispersione del pubblico, che a conti fatti ha presenziato in numero quasi inaspettato (riaffiorano ancora i ricordi tragici del concerto degli Himsa – R.I.P.). La band strappa un sorriso con una stramba intro dance, durante la quale sfilano sul palco i componenti della formazione, per attaccare poi con “The Truth of a Liar”, seguita da “An American Dream”. La band è esteticamente sobria e si comporta da manuale, cioè esattamente come vi aspettereste da un gruppo hardcore metal cristiano di discrete potenzialità. Il problema, in buona sostanza, è soprattutto questo: anche un gruppo discreto come gli August Burns Red finisce per annoiare chi, come chi scrive, ha già visto svariati concerti simili negli ultimi due anni, non presentando il gruppo particolare personalità o picchi compositivi esaltanti. Tra un giro di circle pit e un abbraccio di Jake alla folla, il concerto arriva velocemente alla fine: considerando l’oretta stiracchiata (alle 22.00 è tutto finito!) ci aspettavamo qualcosa di più.

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