24/10/2012 - Aura Noir + Draugr + Nerodia @ Traffic Live Club - Roma

Pubblicato il 26/10/2012 da

Tornano a Roma i paladini del black-thrash metal norvegese! Quale miglior band per un’ora di scatenato headbanging all’insegna del metallo nero se non gli Aura Noir? Sono stati a Roma già qualche tempo fa e il loro ritorno è segnale che il pubblico li gradisce, ottimi come sono a movimentare la platea con i loro riff killer. Accolti come Dei dai fan accorsi al Traffic di via Prenestina, Aggressor, Apollyon e Blasphemer hanno sciorinato tutta la loro maestria durante lo show, rendendosi inoltre disponibili prima e dopo la performance. Ad aprire il concerto, organizzato dalla sempre puntuale No Sun Music, sono state scelte due band locali, i Nerodia e i Draugr. Dei primi abbiamo assistito solamente ad una canzone, troppo poco per dare un giudizio: hanno suonato però con una formazione che ha attinto ai ranghi di Stormlord e VII Arcano e che alla fine ha riscosso il favore del pubblico. Ecco quindi il nostro resoconto della serata.

 

DRAUGR
Sono circa le dieci e trenta quando nella sala del Traffic un urlo lancinante si eleva: no, non sono i Cradle Of Filth in concerto, ma i pescaresi Draugr. Sebbene i Nostri inglobino svariate influenze nel loro sound, tutte mirate alla creazione di epicità musicata, durante le parti in cui lo scream è acuto il paragone vien da sé. Il cantante, uno spilungone che saltella in maniera buffa sulle assi del Traffic, cambia spesso stile vocale, anche all’interno degli stessi brani, che a loro volta mutano a più riprese con estrema fretta. E quindi ecco la parte tirata, il break melodico con il tastierista a cercare di indovinare la sequenza più epica del mondo e poi la ripartenza, ora assomigliando ai Primordial, ora ai Finntroll. E se qualche volta, per qualche parte di brano, il risultato è apprezzabile specie per le tastiere che donano un che di arioso alle tracce, per la maggior parte del tempo ci si annoia. Sarà che l’adolescenza è stata già dedicata ad ascoltare i Cradle Of Filth e quindi ora non c’è più voglia di sorbirsi band che urlano senza criterio, ma alla fine dello show dei Draugr (per l’occasione bardati come contadini pescaresi) i nostri padiglioni auricolari hanno gioito.

AURA NOIR
Il soundcheck pre-show termina con il batterista che picchia per un paio di minuti sul rullante in maniera incessante, monoritmo. È il segnale: è finita la ricreazione e va in scena lo stato dell’arte del black-thrash metal. I tre norvegesi davanti al giovane batterista ci danno le spalle, ma il tempo di accennare il riff di “Trenches” ed è subito percussione. Eccoli quindi, da sinistra a destra un bel pezzo di storia del metallo norvegese: Blasphemer, Apollyon e Aggressor, con quest’ultimo appoggiato su uno sgabello dopo la rovinosa caduta dal quarto piano di un palazzo di qualche anno fa. Nel primo brano aggiustano i suoni e si scalda l’ambiente desideroso di riascoltare i norvegesi, a Roma anche nel 2011. Aggressor visivamente sta bene, macina riff con estrema velocità e sorride, fiero della sua canottiera dei Venom, dei suoi Ray-Ban mai smessi e della sua acconciatura alla moda. Le canzoni? Ma ovviamente tutte uguali, tutte utili al fine unico del thrash metal e del coinvolgimento degli astanti. Gli Aura Noir snocciolano i classici come “Deep Tracts Of Hell” alternati alle più nuove canzoni quali “Abaddon” o la straordinaria “Priest’s Hellish Field”. Su questo brano i ritmi rallentano, ma la pesantezza del suono Aura Noir non ne risente minimamente. L’affiatamento dei tre è impressionante, così com’è impressionante la velocità con la quale sia Blasphemer sia Aggressor disegnano i contorni del suono norvegese, non sbagliando un accordo neanche in sede di arrangiamento. Apollyon e Aggressor si dividono le parti vocali pur avendo toni molto simili, mentre dietro le pelli il giovane batterista si conferma capace di percuotere il suo strumento con l’unico tempo utile al gruppo per un’ora di fila, da “Death Mask” fino alle due tracce finali (“Conqueror” e ovviamente “Black Thrash Attack”, che meglio non potrebbe sintetizzare quanto proposto dai quattro). Uno show infuocato applaudito dai cento che hanno popolato l’evento, sperando nel ritorno dei norvegesi nel 2013.

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